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venerdì 7 aprile 2017

IN.SI.DIA - Intervista alla Band


Risponde Manuel Merigo (chitarra):

Salve ragazzi, intanto grazie per essere qui con noi. Partiamo dall'inizio. Cosa è successo dopo Guarda Dentro Te, perché è passato tanto tempo dalla pubblicazione di Denso Inganno?

Ciao a tutti e grazie a voi per lo spazio che ci concedete. Diciamo che abbiamo deciso di prenderci una piccola pausa… In realtà, dopo Guarda dentro te, per svariate ragioni, abbiamo deciso di interrompere l’esperienza In.si.dia. Musicalmente è stata una pausa per tutti, tranne per Manuel che ha continuato a suonare e a registrare album con i C12 (ora Die on Friday). Per tutti noi il capitolo In.si.dia sembrava chiuso, finchè non ci è stato proposto di suonare in occasione del Metalitalia.com Festival nel 2014. Riccardo si è detto non interessato così è stato sostituito alla voce da Fabio, che aveva già cantato “Grido” e “Qual è la differenza” nei primi due dischi, e da Alessandro alla chitarra. Dopo il Metalitalia Festival abbiamo fatto diversi concerti e abbiamo constatato che l’interesse dei fan è durato nel tempo. Questo, oltre alla bellissima sensazione di tornare sul palco, ha riacceso la scintilla e abbiamo deciso di rimetterci in gioco, non solo suonando ancora insieme, ma anche provando a creare qualcosa di nuovo. 


In quanto tempo è stato creato Denso Inganno tra composizione, stesura dei brani e registrazione?

All’incirca un anno e mezzo. Abbiamo abbozzato le prime idee e abbiamo cominciato a lavorarci. Piano piano i brani hanno preso forma. A novembre 2016 siamo entrati in studio presso i Musik Ink studio di Arona, affidandoci alle sapienti mani di Giulio Capone e Niccolò Dagradi.

Perché intitolare il vostro disco Denso Inganno? Denso Inganno è corredato da una bellissima copertina. Come si rapporta con il titolo del disco ed i suoi contenuti e di chi è opera?

Grazie! La copertina è nata da un disegno di Paolo Arisi da un’idea di Manny e di Fabio che ne ha poi curato anche il concept e l’artwork. Il tema ricorrente nella copertina e nella grafica è il tempo. Il concetto centrale è l’idea che il tempo sia un inganno; denso di emozioni, di progetti... un “posto” nel quale riversiamo tutte le nostre aspettative…: da un lato ti illude portandoti a credere di averne a disposizione, dall’altro devi rassegnarti al fatto di non averne mai abbastanza. Il messaggio però è positivo: l’uomo “consumato” riprende il controllo del suo tempo afferrandolo e partendo da capo, piegandolo a suo volere… per questo i numeri dell’orologio sono inclinati in senso orario… Un po’ come prendersi un attimo di pausa e accorgerti che in un batter d’occhio sono passati vent’anni… ma si può ricominciare…

Cosa distingue gli In.Si.Dia. di oggi da quelli che negli anni novanta hanno inciso Istinto e Rabbia e Guarda Dentro Te?

Sicuramente gli anni… Scherzi a parte, nel rimetterci in gioco ci siamo accorti che l’attitudine non è cambiata, nonostante la lunga pausa e il tempo trascorso. Certo, sono cambiati i nostri impegni e le nostre priorità, ma musicalmente è stato come riaccendere un interruttore. La voglia e la passione non sono cambiate. In questo ha contribuito anche il calore e l’interesse del pubblico che, a distanza di tutto questo tempo, ancora si ricorda positivamente di noi. Dal punto di vista compositivo abbiamo cercato di attualizzare gli elementi caratteristici del nostro sound, facendoci ispirare da quello che ci piaceva allora e da quello che ci piace oggi. 


Nonostante siano passati tanti anni proseguite nella vostra scelta di cantare in italiano. Perché?

I testi sono sempre stati importanti per noi, per questo la scelta di cantare in italiano. È il modo più efficace di esprimerci. È la nostra occasione per manifestare dei pensieri e la soddisfazione è ricevere messaggi di stima e condivisione. Certo che oggi, rispetto agli anni 80, il mondo si è “accorciato” e ora la nostra musica viene ascoltata anche all'estero, ma non sarei in grado di cantare in inglese. A parte non averne una padronanza e una conoscenza sufficiente, il vero problema è che non sarei in grado di essere ugualmente efficace. Non riuscirei a raccontare/raccontarmi quello che mi sta intorno, quello che vivo e provo allo stesso modo.

Vantante nei vostri inizi artistici una collaborazione con Omar Pedrini, a quei tempi leader dei Timoria. Cosa ricordate di quel rapporto?

E’ stata una bella esperienza e una bella amicizia. Ci conoscevamo già prima della nostra collaborazione e il lavorare insieme è stato molto divertente e direi anche produttivo; sono stati degli anni meravigliosi. Omar oltre ad essere una brava persona è anche un grande artista e la sua esperienza ci ha regalato molto. Gli dobbiamo molto in gratitudine; è stato il nostro più accanito fun e il primo che ha creduto veramente e concretamente in noi, rischiando del suo… Lunga vita Zio Rock… 


Denso Inganno sarà supportato da un tour live che vi porterà anche sul palco dell'Agglutination. Siete pronti per raccogliere tutto il calore del popolo metal del sud Italia?

Non vediamo l’ora!!! Prima dell’Agglutination saremo l’11 maggio a Roma, il 12 maggio a Bari e il 13 maggio a Foggia. Dopo la reunion non siamo ancora riusciti a tornare dalle vostre parti, ma ricordiamo ancora, dopo vent’anni,  il calore e l’entusiasmo del pubblico  del sud. Grazie ai social abbiamo appurato, non senza stupore, che la gente si ricorda ancora di noi e ci chiede quando saremo dalle loro parti a suonare. Questo ci onora e ci fa davvero piacere. Speriamo di poter suonare in tutte le città d’Italia!

A questo punto della vostra carriera, non pensate sia opportuno pubblicare un live album?

In realtà non ci abbiamo mai pensato. Sai, ora abbiamo ripreso dopo un lungo letargo ed eravamo più interessati a fare qualcosa di nuovo.

Volete lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Continuate ad amare la musica! Se non ci fosse, la vita sarebbe uno sbaglio.

Maurizio Mazzarella