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domenica 30 aprile 2017

BLACK PHANTOM - Intervista ad Andrea Tito


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Ciao a tutti i lettori di Giornale Metal, e grazie per questa intervista, che peraltro è la primissima in assoluto rilasciata dai Black Phantom! L'album di cui parli si intitola “Better Beware!”, esce per l'etichetta Punishment 18 Records il prossimo 26 Maggio, ed è il nostro disco d'esordio. Nonostante questa sia la nostra prima fatica discografica, non siamo però musicisti di primo pelo.. anzi! Essendo sulla scena Metal da oltre 25 anni, diciamo che ne abbiamo viste e fatte un po' di tutti i colori… diciamo che esperienza non ci manca! Tornando al disco, si tratta di un album di Heavy Metal tradizionale, composto da 10 pezzi originali + 1 cover oscura degli Iron Maiden, che credo possa essere un toccasana per tutti gli appassionati di certe sonorità classiche, oramai sempre più difficili da trovare in giro! 


Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Il gruppo è a tutti gli effetti il progetto solista del sottoscritto, nato a metà 2014, durante una pausa della mia band principale, i Mesmerize. Al termine delle date di supporto al nostro ultimo disco “Paintropy”, avevamo deciso di staccare un po' la spina con le attività del gruppo, essendo stato un periodo davvero impegnativo, sotto molteplici aspetti. Ho quindi approfittato di quel particolare momento libero per dedicarmi a portare alla luce una manciata di pezzi che avevo nel cassetto, brani risalenti a momenti diversi della mia carriera, che per un motivo o l'altro non erano mai stati propriamente registrati e pubblicati. Ho reclutato quindi Andrea Garavaglia e Luca Belbruno, due amici e colleghi storici nei Mesmerize, ai quali si sono uniti successivamente Manuel Malini e Roberto Manfrinato, provenienti dall'ottima cover-band Eruption. Il tempo necessario per creare l'amalgama, ed ecco che è nata una band vera e propria, pronta a portare in giro il proprio disco, a partire dal prossimo Maggio, proponendo agli appassionati un sano Heavy Metal tradizionale, ad alta qualità!

Come è nato invece il nome della band?

Desideravo un nome facilmente memorizzabile ed al contempo ad effetto, e che magari potesse correlarsi ad un personaggio vero e proprio, in modo tale da essere particolarmente impattanti anche a livello grafico, in pieno stile Heavy Metal! Mi è quindi venuto in mente un personaggio dei fumetti (di cui sono da sempre un appassionato), che nelle sue primissime incarnazioni era davvero spaventoso e spietato, ossia Macchia Nera, il cattivo per antonomasia antagonista di Mickey Mouse. Il nome in originale era “Phantom Blot”, e quindi per non incappare in grane legali, lo abbiamo leggermente mixato con la traduzione in inglese della versione italiana… da qui il nome definitivo della band, e tutta l'iconografia ad esso correlata!


Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

I testi sono ovviamente una componente fondamentale, per la nostra musica: è sempre stato così anche nelle mie band precedenti, dove è stato dato grande peso a questo aspetto, cercando di raccontare qualcosa di interessante anche nelle parole usate. Come dicevo prima, gran parte della musica era già pronta nel cassetto, ma tutti i testi di “Better Beware!” sono invece nuovi di zecca, e li ho scritti mano a mano che con la band abbiamo lavorato sugli arrangiamenti globali. Gli argomenti trattati sono abbastanza vari: ci sono tematiche personali ispirate ai rapporti con le altre persone e alla quotidianità in genere… avevo ancora un intero quaderno pieno di idee su questo tema (che era stato il focus principale per “Paintropy”), ancora non sfruttate. Comunque, ho avuto anche modo di tornare a raccontare storie più di fiction, come ad esempio “Firebase Valley Forge”, che tratta di un episodio risalente alla guerra del Vietnam, o “The Invisible Man”, che riprende la figura romanzesca dell'Uomo Invisibile. Posso quindi dire che l'album può essere abbastanza vario e stuzzicante anche sotto l'aspetto delle liriche!

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Guarda, a mio avviso sono sostanzialmente tre. Il primo è il nostro sound, basato moltissimo sul basso, che è lo strumento portante della band ed è particolarmente alto nel mix, in pratica allo stesso livello delle chitarre. Oggi come oggi, secondo me, scelte sonore di questo tipo in giro si trovano assai raramente: in quasi tutti i dischi che ho sentito recentemente, infatti, il basso è sempre relegato a complemento, talvolta quasi inudibile. Quindi, la decisione di avere questo strumento in primo piano è stata una vera e propria “scelta di campo”... al di là del fatto che questo sia il mio progetto solista, ovviamente! Il secondo è la voce del nostro cantante Manuel: oggettivamente, in giro non ce ne sono molti di vocalist che riescono a raggiungere note così acute, con la facilità con cui ci riesce lui. Quando parlo di Heavy Metal tradizionale fatto bene, non posso che pensare agli Iron Maiden di Bruce Dickinson o ai Judas Priest di Rob Halford: per fare questo genere è fondamentale avere dietro al microfono un'ugoladecisamente sopra la media. Fatte comunque le debite proporzioni rispetto ai mostri sacri appena citati, ci riteniamo particolarmente fortunati sotto l'aspetto vocale! Ultimo, ma ovviamente non ultimo, sono le canzoni: pur rimanendo ben saldi all'interno del genere che è nostro, ossia l'Heavy Metal tradizionale, a mio avviso siamo riusciti ad assemblare un gruppo di brani di altissimo valore, immodestamente parlando. A mio avviso questi pezzi entrano subito in testa e riescono ad essere assimilati molto facilmente dall'ascoltatore, ma al contempo non risultano stucchevoli, anzi posseggono una varietà e coerenza che spinge a tornare ad ascoltarli nuovamente. In un momento storico di musica “usa & getta”, mi sembra un aspetto di assoluto rilievo!


Come nasce un vostro pezzo?

I brani di “Better Beware!” sono stati interamente composti dal sottoscritto, nel corso degli anni, seguendo generalmente sempre lo stesso metodo: partendo da un riff o da un ritornello che ritengo particolarmente accattivante, e costruendoci attorno una canzone vera e propria, già con una sua struttura abbastanza definita.  Di solito, nei Mesmerize il processo poi si allunga leggermente, in quanto tutti e cinque possono dire la loro anche a livello compositivo; col disco dei Black Phantom invece l'iter è stato ovviamente molto più lineare, in quanto ho portato ai ragazzi le canzoni già fatte e finite al 99%. Per il secondo disco dei Black Phantom, per il quale ho già da parte una dozzina di pezzi (stavolta completamente nuovi, avendoli scritti durante l'ultimo anno), conto di avvalermi maggiormente dell'apporto degli altri membri, coinvolgendoli di più nella parte di arrangiamento, così come affidando a Manuel la creazione delle linee di voce, per le quali ha dimostrato di avere ottimo gusto e un vero e proprio talento! 

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Mi è difficile scegliere un solo brano in particolare, dato che ognuno di essi, a modo suo, ha una sua valenza e un suo significato specifico sia per il sottoscritto che per l'economia dell'intero album. Dovendo però sceglierne giusto un paio, ti citerei l'omonima “Black Phantom”, che è stato il primissimo pezzo provato insieme dalla band alla sua nascita, così come ricorderei “Light Behind The Armour”, che invece è stato l'ultimo ad essere composto, e che alla fine è risultato il più adatto ad essere posizionato come brano di apertura del disco stesso.


Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Questa è facile. J I mostri sacri del nostro genere: Iron Maiden, Judas Priest su tutti… ma anche Helloween e Manowar, nonostante siano molto più udibile le influenze dei primi due gruppi citati, rispetto agli altri. Personalmente sono 30 anni che quotidianamente mangio pane & Iron Maiden, tanto che il loro sound è diventato un'influenza ed una parte integrante del sottoscritto: abortire o reprimere questa influenza sarebbe quasi una violenza su me stesso, oltre che una cosa sciocca! J

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Le mosse dell'immediato futuro sono di suonare live il più possibile, portare in giro il disco e divertirci: in ultima analisi, lo scopo principale del progetto è sempre stato questo (oltre che ovviamente far venire finalmente alla luce quei brani rimasti nel cassetto ma che meritavano di essere degnamente finalizzati e fatti sentire in giro! Stiamo quindi organizzando proprio in questi giorni un po' di date e concerti da qui fino alla fine dell'anno. È un lavoro non da poco, considerato che non siamo sotto nessuna agenzia, e non consideriamo minimamente alcuna forma di “pay-to-play”, ma grazie alla nostra professionalità ed alla qualità del disco siamo certi di poter effettuare un numero significativo di date, in contesti di buon livello.

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Mi sembra oggettivamente presto anche per soltanto pensarle, queste cose… quindi direi proprio di no, perlomeno a breve.


Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

La risposta è diversa a seconda di cosa intendi per “scena”: se parli di band, o se parli di pubblico... e la risposta è secondo me diametralmente opposta. A livello di gruppi, la scena italiana gode di ottima salute: una volta le band con una proposta musicale significativa erano davvero numericamente circoscritte, mentre ora come ora il numero è cresciuto esponenzialmente, così come anche la qualità generale. Purtroppo, tutto ciò si incastra in un momento storico di generale disinteresse verso il prodotto “musica”, che a mio avviso oggigiorno è spesso percepito dalla stragrande maggioranza come banalizzato ed accessorio. In parole povere ho l'impressione che, a parti i musicisti stessi (che per definizione sono appassionati della musica!), non ci sia più un grande interesse da parte del pubblico, ossia di chi “ascolta”. Ora, non saprei dire se in altri paesi la tendenza sia la medesima oppure no, ma l'idea che mi sono fatto della scena italiana è che il target di tutto il movimento (e delle entità che ci lavorano dentro) non sia più il pubblico, ma le band stesse. Da qui tutti vari fenomeni di “pay-to-play”, “pay-to-record” e “pay-to-release” assortiti. Per uno come me che non è più di primo pelo (purtroppo!) e che invece ha vissuto anni fa una situazione diametralmente opposta, capirete che non sia semplice adeguarsi allo stato attuale delle cose, e continuare a coltivare la propria passione… che peraltro continua ad essere più forte di tutto!


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Su questo argomento penso si possa essere concordi tutti quanti: la rete ha portato conseguenze molto positive, così come aspetti tremendamente deleteri. Il lato positivo è la democratizzazione della promozione e diffusione della propria band, ed il tutto a livello mondiale: stavo giusto facendo questa considerazione l'altro giorno, mentre comunicavo con due radio, una messicana e una russa! Impensabile qualcosa di lontanamente simile nel periodo pre-Internet. Il lato negativo rientra nel discorso generale che facevo prima: l'estremizzazione della facilità di fruizione del prodotto “musica” ha fatto sì che il valore che gli si attribuisca sia di conseguenza sceso praticamente a zero. Dovendo fare un bilancio tra le conseguenze positive e negative di Internet, comunque, a livello personale non mi ritengo particolarmente danneggiato: penso che ai nostri livelli siano di gran lunga maggiori gli aspetti positivi.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Parlando a livello strettamente personale, l'Heavy Metal Tradizionale dei Black Phantom è la diretta esplicitazione del mio essere compositore e musicista, e di conseguenza mi valorizza al 100%. Sicuramente qualsiasi altro tipo di proposta musicale non mi farebbe rendere e non mi appagherebbe allo stesso modo.


C un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Guarda, pur avendo in testa una lista - anche corposa - di musicisti dei quali ho una stima infinita, penso che avrei grandi difficoltà a dovermici interfacciare davvero… ma solo per un motivo specifico, mi spiacerebbe scoprire di avere a che fare con una testa di cavolo, e quindi rovinare tutta la stima accumulata nel corso degli anni!! Certo, se un giorno, per qualche strano allineamento astrale mi dovessi ritrovare con la possibilità di collaborare con Bruce Dickinson, non credo mi farei tutte ste seghe mentali, e mi ci butterei a pesce! Ahahahah! 

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Certamente! Il 26 Maggio esce il nostro disco “Better Beware!” per l'etichetta Punishment 18 Records …date un'ascoltata ai brani in anteprima che si trovano online, e se vi piacciamo, comprate il CD! Se siete appassionati dell'Heavy Metal Tradizionale, il nostro genere musicale, che oramai quasi nessuno fa più, sono assolutamente sicuro che i Black Phantom vi piaceranno… ai massimi livelli!! Ciao!!

Maurizio Mazzarella

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