Mazzarella Press Office

EMP 1

venerdì 14 aprile 2017

BELLATHRIX - Orion

Black Widow
“Se si guarda il cielo in una notte limpida Si può vedere il mistero che si cela al suo interno Microcosmo e macrocosmo sono due facce della stessa medaglia, sono strettamente connesse I nostri antenati lo sapevano e l’hanno utilizzato Ascoltando quello che le stelle gli dicevano. Guarda dove punto il mio dito Questa è la costellazione di “Orione” Guerriero E sulla spalla sinistra vicino al suo cuore È possibile vedere Bellathrix, la Guerriera al femminile La stella Amazon… Verrà un tempo in cui lei splenderà con maggior brillantezza Questo sarà l’Inizio di una Nuova Era…” Così si spalanca davanti a noi un progetto degno di grande attenzione, un lavoro dei “Bellathrix”, band genovese scoperta da una figura di spicco, Piero Gonella, che a Rapallo ha fondato l’associazione Music Art, ormai punto di riferimento da tempo per l’Heavy Metal e il Power a livello nazionale. Scoperti nel 2015 questo gruppo dalle grandi prospettive fonda con pregevole eleganza elementi dell’Heavy Metal definito Old School quindi d’impronta più classica, con elementi Folk e Blues ma come non sottolineare l’avvicinamento anche al Power. Sostenuti dall’etichetta nostrana “Black Widow Records” danno vita ad un esordio pieno di aspettative, aspettative che non vengono affatto deluse da “Orion”, album dalle innumerevoli sfaccettature dove nessuno degli 8 brani che compongono la tracklist può essere effettivamente ignorato. Le fondatrici di questa band al femminile, Stefania Prain (voce), Manuela Lally Cretella (chitarra) si uniscono a Elisa Pilotti ma soprattutto a musicisti di inesauribile esperienza quali Steve Vawamas (basso) e appunto Piero Gonella (Seconda chitarra). L’esilarante progetto si fa spazio con “The Road in The Night” che a seguito della parte recitata che spiega in maniera minuziosa le radici dell’album, mostra un’impronta metallara importante che fa da contrasto in modo evidente alla linda e brillante performance della Prain, una voce tecnicamente perfetta; batteria e chitarra in evidenza. Più incalzante è il ritmo di “Before the Storm”, brano galoppante con sezione vocale tutta al femminile, parole del testo scandite a perfezione con prezioso assolo di chitarra. Emerge l’impronta Blues in “My Revenge” come non individuare la matrice zepelliana con esecuzione vocale più incisiva e chitarre sempre dietro l’angolo. Più melodioso è “Flying in The Sky”, si alza l’asticella qualitativa dell’album, più spessore nell’infinta qualità vocale . Un pezzo hard blues con interventi funky ed elettronici, e dove il Chorus con sovrapposizione di voci femminili e maschili gli conferisce ulteriore pregio.

Anche in “I Don’t Believe” si intravede lo zampino dei Led, l’accostamento con il sound di “Starway to Heaven” soprattutto nella parte iniziale è inevitabile. Fantastico è il violino di Federica Pelizzetti che accompagna l’accurata esecuzione vocale di Stefania. Molta attenzione desta la cover di chi come gli “Strana officina” hanno scritto la storia dell’Heavy, esperimento davvero coraggioso come non dargli atto, hanno superato in modo virtuoso questo scoglio insormontabile nonostante la grande distanza tra la voce blues di Ancillotti e quella nitida della Prain, elemento che spiazzerà inizialmente gli ascoltatori. Fedeltà all’arrangiamento originale che si avvale della partecipazione di Tommy Massara degli Extrema. Arriva la Title Track sicuramente non il brano piu’ bello della lista ma l’energia scatenata dalla performance strumentale si fa perdonare tutto in un Classic Heavy Metal. Atmosfera ancestrale magnifica per la semiballad “King Of Camelot”, tema celtico su sfondo folk, a mio parere non c’era modo migliore per chiudere l’album, un vero tocco da maestri. Le due voci femminili accompagnate dal flauto di Martin Grice (storico componente del Delirium) ne fa un pezzo sopraffino .La sezione ritmica ha svolto un lavoro notevole, il tutto impreziosito dalle incursioni delle chitarre di Gonella e Cretella, vero fulcro del progetto. La voce della Prain appare più adatta alle Ballad e ai pezzi di impronta Blues manca della necessaria aggressività in quelli più hard e Heavy. Resta una mezz’ora di musicale piacevole che non richiede particolare impegno da parte dell’ascoltatore. All’interno della raccolta anche un libricino di 12 pagine che ha l’intento di ripercorrere i fondamenti dell’Heavy Metal classico. Non dimentichiamo che questo è un album d’esordio e come tale acquisisce valore, e le possibilità per la band si aprono all’ infinito, ci affidiamo quindi ad un lavoro futuro dalla maggior incisività e sperimentazione nel frattempo apprezziamo con un ottimo voto la musica di qualità che ci hanno generosamente regalato questi prodi musicisti! 

Voto: 8/10  

Angelica Grippa