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lunedì 6 marzo 2017

THE MUGSHOTS - Intervista alla Band


Something Weird è un album bellissimo che vede la band in grandissima forma e che probabilmente consacra definitivamente il nome dei The Mugshots? Siete concordi con questo concetto? 

Assolutamente sì, almeno per quanto mi riguarda. Questo album ha la caratteristica di essere “definitivo” per i Mugshots. Faccio fatica a credere che riusciremo a superare Something Weird, in termini di maturità e qualità: se un giorno ci riusciremo potremo davvero dire di essere riusciti a superare noi stessi!  

Questo disco in cosa si differenzia rispetto al suo predecessore Love, Lust And Revenge sia da un punto di vista tecnico, che da una dimensione squisitamente compositiva? 

A livello compositivo la differenza è molto semplice: questo disco l'ho interamente composto io al 100%, a parte la prima sezione di Scream Again che è opera di rEnE degli austriaci Mayfair. Love, Lust And Revenge è invece 30% Mickey E.Vil e 70% Dick Wagner: il grande chitarrista e produttore prese i miei brani e li rivestì quasi completamente di nuove idee. Inoltre ci donò Under My Skin, suo brano scartato da Alice Cooper. Da un punto di vista tecnico, Dick Wagner era dunque un produttore cresciuto alla scuola del suo amico Bob Ezrin, molto attivo nella composizione e nell'arrangiamento dei brani. Freddy Delirio è invece un produttore alla Tony Visconti, che non tocca una virgola dell'aspetto compositivo e si concentra sulla creazione di un sound esplosivo.


Colpisce palpabilmente di Something Weird la presenza di un folto numero di ospiti. Si spazia tra Freddy Delirio, Andrea Calzoni, Martin Grice, Manuel Merigo, Matt Malley e Tony Dolan per citarne alcuni, ma quelli che colpiscono maggiormente sono Steve Sylvester ed Enrico Ruggeri. Come avete scelto questi ospiti e come è nato l'abbinamento ad ogni singolo brano?

Da oltre vent'anni conduco trasmissioni su Radio Onda D'Urto FM e dunque, quando organizzo le mie interviste, ho l'occasione di entrare in contato con grandi nomi della musica rock. Una volta effettuata l'intervista, se mi interessa approfondire il rapporto con l'artista, mi tengo in contatto con lui/lei e gli/le sottopongo la musica che compongo. Se “scatta la scintilla” la collaborazione che ne consegue scaturisce in modo più che naturale. Nel caso di Something Weird si tratta di persone che amano DAVVERO la musica e che hanno partecipato con il cuore ancora prima che con la tecnica. L'abbinamento ad ogni singolo brano è determinato dalle caratteristiche della canzone stessa e di come mi immagino il contributo del tal artista.

Quanto è stato difficile coinvolgere un grosso nome come Enrico Ruggeri? Sentymento calza a pennello a questo artista, ma perché puntare su un nome così pop se pur dal noto cuore rock? 

Enrico Ruggeri è un “savio” della musica punk/new wave e ha forse visto in noi una parte della sua giovinezza musicale. E' rimasto colpito dal fatto che siamo stati prodotti da Dick Wagner (da lui molto amato come chitarrista di Lou Reed ed Alice Cooper) e dalla nostra amicizia con i suoi eroi The Stranglers. Ho apprezzato il fatto che in studio abbia cambiato le carte in tavola affidando a me la parte in italiano per dare vita a quell'emozionante inciso in lingua inglese che ha reso il tutto – come dice lui – “un po' Bryan Ferry”!

Steve Sylvester è invece un'icona dell'horror metal, la convivenza con voi sembra quasi naturale. Come è nato questo connubbio?

Si tratta per me di un sogno divenuto realtà: Steve è un mio grande eroe di giovinezza e la prima volta che sentii la sua voce su un mio brano passai la notte quasi completamente in bianco (evento unico per il sottoscritto) a causa dell'emozione! Il tutto è stato reso possibile grazie alla disponibilità del grande Steve e all'attento lavoro del nostro magico produttore e collaboratore Freddy Delirio: pochi gruppi possono vantare la presenza di 2/5 dei Death SS in una loro canzone! Comunque sia, Steve mi sembrava molto adatto ad interpretare la parte di un omicida seriale che urla la sua rabbia...


Anche i nomi di Manuel Merigo e Martin Grice sono certamente nomi pesanti. Come siete arrivati a loro? 

Manuel è un caro amico di vecchia data, dato che viviamo nella stessa città. Mi ha reso felice la reunion degli storici In.Si.Dia, dunque è stato per noi un onore poter ospitare le sue incredibili doti di chitarrista virtuoso sempre attento alla componente melodica dei suoi assoli. Martin Grice ci è stato suggerito da Massimo di Black Widow Records, che produce i dischi dei Delirium Ipg, storica formazione genovese del miglior rock progressivo italiano. 

Da un punto di vista tecnico invece quale ritieni sia l'ospite che abbia lasciato un'impronta indelebile in questo disco? 

Impossibile per me determinare questo fattore, trattandosi di artisti e contributi così diversi tra loro: non riesco a scegliere cosa è “meglio” tra i virtuosismi chitarristici di Manuel Merigo, il soffuso flauto di Martin Grice, le doti di attore di Tony Dolan o le feroci urla di Ain Soph Aour...sono tutti aspetti particolari che contribuiscono in egual misura a formare un intero.

Inutile negare che sarebbe bello vedere riprodotto dal vivo l'intero album con la presenza di tutti gli ospiti. E' una cosa a cui ci state pensando? 

Hehehe, sarebbe davvero bello ma è anche altamente improbabile: Mike Browning vive in Florida, Matt Malley in California, Tony Dolan in Inghilterra e quelli italiani vengono praticamente ognuno da una città diversa! Di solito quando suoniamo a Brescia abbiamo sul palco Andrea Calzoni al flauto e Manuel Merigo alla chitarra. A luglio, sul palco del Porto Antico Prog Festival di Genova, avremo con noi Martin Grice al flauto...magari sarà possibile in futuro fare un tris durante una data toscana: Freddy Delirio, Steve Sylvester e Ain Soph Aour! Ma tutti insieme la vedo dura! 


Ogni brano rappresenta una piccola perla musicale in Something Weird. Ognuno ha una storia a se in un certo senso e sembra un potenziale singolo. Quale però secondo voi ha una scintilla in più rispetto agli altri? 

Come per la domanda precedente, non saprei davvero come rispondere: l'anima di questo disco è assolutamente sincretistica perciò esso ha senso solo nella sua interezza. Potrei dirti il mio brano preferito tratto da ogni disco passato ma non da Something Weird.  

State pensando a qualcosa di particolare per i vostri show live? 

Di solito, laddove la location lo consente, proiettiamo alle nostre spalle delle belle animazioni in bianco e nero create dal grande Cristiano Mondini: si tratta della versione animata degli elementi presenti nell'artwork del disco. Per il resto ci siamo noi con il nostro look fosco, la nostra attitudine teatrale e la nostra musica senza età.

Maurizio Mazzarella