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venerdì 31 marzo 2017

STEEL SEAL - The Lion’s Den

Underground Symphony
Provenienti dalla nostra amata Roma, capitale del Mondo, gli Steel Seal si presentano con un album di classico e robusto power metal, dalle forti tinte nordiche che tanto care sono ai nostri capitolini. Brani robusti , corposi e molto melodici, come da tradizione. Si parte dall’iniziale Never Die, brano veloce, melodico, dal sapore neoclassico, con i suoi duelli tra chitarre e tastiere, risultando quanto di piu’ vicino ci possa essere agli Stratovarius, tanto per citare una delle influenze della band. Mentre il secondo brano, Master Of Hell, si puo’ tranquillamente accostare alle ultime produzioni dello svedese Malmsteen. Identica sorte per Open Fire, probabilmente si avvicinano troppo all’istrionico chitarrista amante delle Ferrari. Di per se’ potrebbe essere un arma a doppio taglio. Si corre il rischio di passare inosservati,dato che di questi album ne escono a centinaia ogni anno. Intendiamoci, questo The Lion’s Den e’ un gran bell album di heavy metal! Qualcosa cambia nella quarta traccia Break Your Chain, brano epico, in cui finalmente si puo’ apprezzare molto la personalità di ogni singolo musicista, con una prova davvero mozzafiato. Brano che si candida ad essere il migliore dell’intero lavoro. Dopo l’ottima e quasi divertente Fate Knoking At Your Door, si arriva alla ballad di rito per album di questo genere,ovvero Lonely.

Alla voce troviamo Fabio Lione, che con il suo inconfondibile timbro, ormai osannato a livello internazionale, conferisce al platter un sapore decisamente personale e nostrano. Il merito ovviamente va anche al resto della band che come gia’ espresso si e’ fatta carico di una prova davvero grande sotto il profilo prettamente strumentale. A Dream Whitin A Dream scivola via velocemente, unico brano dell intero lotto forse appena sotto la media, non brutto intendiamoci, orecchiabile ma privo di mordente. Mentre con Waiting For The Rain ci si avvia verso la fine di questo lavoro tornando ad innalzare il livello guardia. La chiusura e’ affidata invece ad un brano godibilissimo e degno della posizione che occupa. Un mid-tempo swedish oriented con la voce di Fabio ad impreziosire il tutto. The Lion’s Den, un album che non deludera’ sicuramente le aspettative di chi vive per Stratovarius, Malmsteen, Hammerfall e tutto il power in generale. Da dare comunque una possibilità a questa band, che comunque riesce ad emergere dalla massa. 

Voto: 6,5/10

Sandro Lo Castro