ANSA

Mazzarella Press Office

Cerca nel blog

EMP 1

domenica 26 marzo 2017

SCUORN - Parthenope

Dusktone
Scuorn, progetto italianissimo e parecchio interessante. Sotto l’operato di Giulan che in questo caso fa da polistrumentista, tra l’altro anche di grande talento non solo in seno a tutti gli strumenti, ma anche sotto l’aspetto orchestrale, di cui e’ il Mastermind. Definito come epic black metal, questo nuovo e entusiasmante lavoro dal titolo gia’ attraente, Parthenope, si snoda attraverso dieci tracce di estremismo sonoro che mischia la tradizione tipicamente simphonyc black con la tradizione popolare napoletana!! Ebbene si, sembrerebbe azzardato come accostamento, ma il nostro Giulian vi riesce in modo egregio. Riesce a dare un impronta “classica” napoletana (Scuorn proviene proprio dalla bellissima citta’ di Napoli) mischiata alla furia primordiale del black metal. Progetto ambizioso e riuscito. I testi si snodano attraverso i misteri e leggende che vengono tramandate da centinaia di anni nella bella citta’ partenopea.  

Una delle culle della cultura italiana.L’uso di strumenti tipicamente tradizionali folk dona all’intero platter un impronta molto epica. Anche l’uso di grandi e sinfoniche parti orchestrali la fanno da padrone, con tutto l’insieme di emozioni che riesce a tirar fuori un lavoro del genere. La registrazione effettuata ai gloriosi 16th Cellar Studio a Roma e la produzione affidata al produttore Stefano Morabito rendono questo Parthenope un debut album col botto! Uno special guest d’eccezione in questo lavoro e’ certamente Riccardo Studer, proveniente dai grandi capitolini Stormlord. Il cantato, rigorosamente in napoletano conferisce al tutto un sapore molto “partenopeo” e in un certo senso “mediterraneo”. Ricorda comunque moltissimo cio’ che fu molti anni addietro un altro sensazionale debut che risponde al nome di Addisiu dei siciliani Inchiuvatu. Poi le influenze che si possono sentire durante lo scorrere dei minuti sono parecchie, vanno dai dimmu borgir, cradle of filth, Inchiuvatu e generalmente bands del genere che giravano a cavallo tra fine anni ’90 e nuovo millennio. Segno comunque che le tradizioni popolari possono inserirsi tranquillamente anche in contesti sonori estremi. Una bella sorpresa di questo lavoro e’ il secondo dischetto in cui possiamo trovare la versione completamente orchestrale dell’album. Band da tenere d’occhio e a cui bisogna dare sicuramente piu’ di una possibilita’! 

Voto: 7/10

Sandro Lo Castro