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venerdì 24 marzo 2017

PRIDE OF LIONS - Fearless

Frontiers
E' sempre un piacere constatare la riconferma di un gruppo, una band che dimostra nuovamente di essere una delle migliori nel suo genere; anche se abbiamo dovuto aspettare cinque lunghi anni (peraltro stesso tempo intercorso fra The Roaring of Dreams e Immortal), l'attesa è stata ancora una volta ampiamente ripagata. Jim Peterik e i suoi Pride of Lions sono ormai sinonimo di garanzia per gli amanti del rock melodico e della buona musica in generale, inoltre avere un singer eccezionale con un'impostazione gospel come Toby Hitchcock fa crescere la voglia dell'ex Survivor di stupire tramite la composizione di tracks cucite su misura per lui, che in alcuni casi fuoriescono dai classici canoni dell'AOR ottantiano per accorpare elementi innovativi convincenti. È per questo che Fearless, quinto album in studio del gruppo americano, cresce di pari passo con gli ascolti, man mano che si riesce ad apprezzare ogni singola sfumatura nascosta dietro agli onnipresenti giochi armonici delle tastiere, alle sempreverdi chitarre in fase compositiva e agli immancabili e preziosi assolo.Delle dodici traccie presenti,"All I See You" è l'opener in premiata veste di singolo nel quale Jim e Toby si dilettano in un gradevole duetto; ben quattro minuti di festante armonia accompagnata da un video finemente sensuale.

Un altro momento easy brilla nella graziosa dinamicità della solare “In Caricature”, dove il sound dei biblici e già menzionati Survivor veglia con discreta eleganza e che, con beneamato vintage, si estende anche a favore del rock leggero di “The Tell”, in quello profondo di “Silent Music” e nel brivido poetico di “Everlasting Love”. Il moto universale del rock si fa più scandito e marcato nell'avvincente title-track, nelle suggestive “Freedom Of The Night” e “The Silence Says It All” e, magic in fundo (accorgimento assai dovuto), nella celebrativa “Rising Up”: cult song dai fasti epocali e che non sfigurerebbe minimamente nella leggendaria saga di “Rocky”. Si ripetono anche gli impagabili sussulti emozionali formando una radiosa parabola ascendente, e della quale ne prendono merito l'ardente“Unmasking The Mistery” e le due mid-tempo “The Light In Your Eyes” e soprattutto “Faster Than A Prayer”: un vero e proprio inno alla voglia di vivere e al quale si lega un benessere musicale senza fine; traccia che si fa ancora più mirabile grazie all'inamovibile accoppiata Peterik-Hitchcock.Non si può parlare di conferma, perché non ce n’era bisogno: semmai, allora, prendiamo “Fearless” come un auspicio per questo 2017, che continui a regalare grandi album per un genere ancora in grado di suscitare emozioni a palate. 

Voto: 10/10

Bob Preda