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mercoledì 29 marzo 2017

OBITUARY - Obituary

Relapse
Quando si avvicina un disco autointitolato, vedi il caso del “white album”  dei Beatles, oppure il suo rovescio il “black album” dei Metallica, ci  sono cambiamenti in vista ,invece qui da parte dello storico combo di Tampa è un modo per affermare quello che sono, ovvero gli OBITUARY!!! Perché qui non ci sono cambi di formula, esperimenti vari e mode imposte, ma tanto sangue, sudore e onesto death metal marcissimo!!un marchio di fabbrica dei nostri fin dal mitico esordio ”Slow we rot”; già con il precedente “Inked in blood” ci si rendeva conto che l’epoca passata sotto la precedente label, era acqua passata; periodo dove i nostri avevano ceduto a svolte melodiche non corrispondenti al loro credo, ora sembra tutto tornato con qualità estrema, basta sentire le due fucilate in apertura “Brave”e  “Sentence day”, questa dall’azzeccatissimo solo melodico delle twin guitars, brani potenti, veloci, riff marcissimi della coppia Peres/Andrews e poi lui, John Tardy!!un ruggito catacombale! il ruggito death metal per eccellenza!

”A lesson in vengeance” è un macigno lento e senza pietà, ma che ti spinge a fare su e giù con la testa in continuazione, non c’è sosta in questo ottimo ritorno “End it now ” parte col drumming del buon Don Tardy  in tempo medio per poi accellerare improvvisamente sul finale; qualche modaiolo potrebbe accusarli i immobilismo stilistico, ma i nostri sono un monumento al genere estremo, perché lo hanno inventato! “Turned to stone” è un brano lento, pachidermico e marcissimo, come un marchio di fabbrica per far capire chi è che comanda ancora e chi deve qualcosa a loro, deve levare il cappello, in ultimo “Ten thousands ways to die”, decimo capitolo di questo disco, da headbanging sanissimo e video divertentissimo dove i nostri in un video animato si prendono in giro circondati da zombies; la produzione potente e chiara mette in luce tutto l’armamentario sonoro dei nostri. In conclusione, questo disco è molto buono, onesto e senza fronzoli, perché di carne al fuoco ce n’è tanta, ed è servita con piacere dai nostri che ancora una volta rappresentano una sicurezza nel panorama metal estremo, leaders, not followers!

Voto: 9/10

Matteo”thrasher80”Mapelli