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mercoledì 29 marzo 2017

LIONVILLE - A World of Fools

Frontiers
Meraviglioso, soave ed amabile non ci sono altri termini per definire il terzo album dei Lionville, ormai da tempo orgoglio del melodic rock italiano. Produttore dell’album, nonché fondatore del gruppo stesso, Stefano Lionetti con il fratello Alessandro, ci regalano un lavoro da conservare gelosamente nell’archivio personale di una musica rock di grande pregio. Cambio di etichetta per la band genovese, passati alla Frontier Music, mescolano a meraviglia il Melodic Rock con le evidenti influenze West Coast pur rimanendo fedeli all’AOR. Un songwriting eccellente, testi poderosi e fantasiosi accompagnati da perfermonce rilevanti, da non trascurare la voce di Lars Säfsund capace di creare a tratti l’effetto pelle d’oca con una naturalezza quasi imbarazzante. Pubblicato il 24 febbraio 2017, dopo 4 anni di silenzio è un album maturo e completo in ogni suo aspetto. Questo diretto e pregevole rock si intravede sin dal primo brano, “I Will Wait” dove si respira quel romanticismo che segnerà l’intera raccolta con un ritornello coinvolgente . Quanto può essere trascinante a livello emotivo il brano che segue, “Show me the love”, tema sentimentale con un brano che declama temi importanti quali la fiducia; impreziosisce tutto l’uso della chitarre, resta il mio preferito lo definisco Magico. Traccia piena di adrenalina ma segnata dalla stessa vena musicale è “Bring me Back Our Love” , atmosfera malinconica, rock più soft, basta da sola la performance musicale ad esprimere le emozioni che il testo minuziosamente descrive. L’acuto finale con l’accompagnamento della chitarra in sottofondo è sublime.

Segue puntualmente la Ballad, mix eccellente di chitarra e passione, strofe regolari con enfasi puntuale nei ritornelli, è “Heaven is Right Here”, trascinato da una voce caldissima. Più hard rock appare la title track, dove si raggiunge l’apoteosi del valore amoroso di questo album, testo di una bellezza disarmante. Il percorso alquanto regolare viene spezzato da un riuscito mix tra pop e rock in “One more Night” e “Image of You”, con sprazzi jazzistici. Inizio esplosivo per “All I Want” con chiusura ad effetto, scorre facilmente di piacevole ascolto. Tirate giù il finestrino, in una giornata di primavera e lasciatevi attraversare dal sound melodic di “Living On the Edge”, dove pare intravedersi il cuore della band in esecuzione. Man mano che scorrono le traccie abbiamo l’impressione di un crescendo nella qualità dell’album. Cantata dallo stesso Lionetti, “Our Good Goodbye” ci dona un’ottima performance vocale caratterizzata dall’importante ospitata di Herman Furin alle percussioni. Ogni singola nota nell’accattivante “Paradise” vi trascinerà alla chiusura della raccolta. Per gli amanti del genere come la sottoscritta questo sarà un album da ascoltare tutte le volte che si vorrà unire il cuore ad una grande passione rock travolgente. Da non perdere allora, la partecipazione della band al prossimo Frontiers Rock Festival. Il voto rimane legato alla sfera tecnica ed esecutiva, sicuramente non sconvolge, nè sperimenta nessun canone di questo genere, ma rimane un lavoro davvero eccezionale, dovremmo essere fieri di avere in patria gruppi come questi che tengono in alto il valore musicale italiano! 

Voto:8.5/10

Angelica Grippa