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mercoledì 29 marzo 2017

DELIRIUM X TREMENS - Intervista alla Band


Risponde Podro (basso): 

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Ciao! Come hai detto TROI (sentiero in dialetto bellunese) è uscito il 30 Novembre su Punishment 18 Records. Il nostro disco è fondamentalmente un cammino, il cammino di un bambino attraverso i boschi e i sentieri delle Dolomiti guidato dallo spirito di un Alpino morto nella prima guerra mondiale. Lo spirito si reincarna in un gufo (creatura magica delle nostre foreste) e guida il giovane fino alla sua vecchia e diroccata dimora dove gli fa trovare un album di fotografie, ogni fotografia è una delle canzoni che trovi in TROI. Il disco è un concept album e prosegue quanto abbiamo fatto con il precedente Belo Dunum - Echoes From The Past, narrando storie vere e leggende delle Dolomiti e di Belluno, anche se questa volta il taglio dei testi è un po' più intimistico e profondo.


Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

I DELIRIUM X TREMENS nascono nel 1998 come cover band dei nostri gruppi estremi preferiti, nel 2003 una volta trovata una stabilità nella line up abbiamo deciso che era giunto il momento di creare qualcosa di nostro e così sono nati CyberHuman (nostro primo Ep autoprodotto) e successivamente CreHated From No_Thing, Belo Dunum e Troi tutti usciti per P18R. Siamo tutti quanti di Belluno e tutti fieramente bellunesi doc.

Come è nato invece il nome della band?

Il nome nasce nel 1998 quando la formazione era completamente diversa e quando eravamo tutti più giovani e più pazzi. Il Delirium Tremens è una malattia legata all'abuso di alcool che nelle nostre zone è piuttosto frequente, al momento di fare le cose “seriamente” abbiamo deciso di aggiungere una X in mezzo per differenziarci da alcune band che già avevano quel nome e per inserire una sorta di incognita (la x appunto).

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Come detto i nostri testi sono legati al nostro territorio e al nostro passato, narriamo di leggende e fatti storici accaduti a Belluno o legati comunque al nostro territorio dolomitico e di montagna. Una terra dura e dove era difficile vivere e tirare avanti dove i valori fondamentali come il rispetto della natura e delle persone però non sono mai venuti meno. I nostri testi parlando del passato però si collegano al nostro presente perché il passato appunto non va dimenticato e anzi va ricordato e valorizzato perché può essere di grande insegnamento su come affrontare il presente e il futuro. Purtroppo questo oggi giorno si è un po' perso così come i valori veri di una volta. I testi per noi sono fondamentali, creiamo prima i testi e poi la musica nasce di conseguenza per sposarsi perfettamente con il concept che vogliamo sviluppare.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Il death metal è la base del nostro sound ma crediamo di essere riusciti negli anni a creare qualcosa di particolare e riconoscibile con l'inserimento di elementi tipici della nostra tradizione musicale locale come i cori di montagna, e strumenti come fisarmoniche, trombe, violini, armoniche e chitarre acustiche. Credo che questa particolarità sia qualcosa che può incuriosire il pubblico.


Come nasce un vostro pezzo?

Come detto partiamo sempre dal testo, studiamo attentamente le tematiche che vogliamo trattare per evitare errori storici o narrativi. Una volta stese le liriche si passa a comporre la musica in modo tale che sia perfetta per le sensazione che vogliamo trasmettere. Solitamente iniziamo lavorando sulle chitarre, una volta costruita una linea iniziamo a lavorarci tutti assieme in sala prove aggiungendo basso e batteria. Finito questo primo processo lasciamo riposare la canzone e le idee per qualche tempo per poi riprendere e procedere con le fasi si arrangiamento introducendo parti soliste, strumenti tipici ed infine le linee vocali. Si tratta di un processo abbastanza lungo ma che fino ad ora ha sempre funzionato e ci da grande soddisfazione una volta raggiunto il risultato finale.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Posso risponderti personalmente e ti dico che amo particolarmente Col Di Lana, Mount Of Blood. La canzone parla della battaglia sul Col Di Lana (una montagna bellunese) durante la prima guerra mondiale. Per vincere gli avversari austriaci l'esercito italiano dovette far letteralmente saltare la montagna, questo causò la perdita di numerose vite umane su entrambe le linee, in sostanza una vittoria senza vincitori ne vinti perché il prezzo pagato fu enorme. Dal punto di vista tecnico è una canzone molto bella da suonare e con un grande impatto. Credo che ognuno di noi però ti risponderebbe in modo diverso a questa domanda.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Avendo passato tutti abbondantemente la trentina possiamo dire di avere ascoltato tonnellate di dischi di generi diversi. Sicuramente il death metal floridiano ed europeo è una delle nostre influenze maggiori assieme al black metal e anche al thrash. Ci piace però ascoltare i generi più svariati senza dimenticare la musica popolare delle nostre zone ed anche essa sicuramente riveste un importante influenza nel nostro background musicale. Citare una band piuttosto che un'altra credo sarebbe limitante anche se cerchiamo costantemente di allontanarci dai nostri ascolti per creare un sound quanto più personale possibile.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Stiamo pianificando una serie di date live proprio in questo periodo anche se per un vero e proprio tour se ne parlerà dopo l'estate. Attualmente abbiamo in programma la presentazione dell'album il 25 Aprile a Quantin di Ponte Nelle Alpi (BL). Sarà uno spettacolo particolare nel quale grazie al supporto di una compagnia teatrale porteremo TROI agli occhi del nostro pubblico e non solamente alle orecchie. Abbiamo poi in programma alcuni festival nel periodo estivo ma al momento non posso ancora dire nulla fino a che non usciranno i bill completi. Stiamo iniziando poi a lavorare su alcune nuove idee per il successore di TROI.

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Attualmente al momento non abbiamo valutato queste due opzioni, uscirà invece nei prossimi mesi il video ufficiale di una delle canzoni di TROI, ci stiamo lavorando in questo periodo assieme ad uno staff di videomaker.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

In Italia ci sono veramente moltissime band valide che meritano l'attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori, ma non lo scopro di certo io, sono anni che nascono continuamente band di grande valore. Il problema principale purtroppo è la sempre maggiore mancanza di locali adeguati dove poter proporre la propria musica, e la situazione mi sembra che sia in peggioramento anno dopo anno purtroppo, con locali che chiudono o convertono la propria proposta. Dal punto di vista “commerciale” capisco la scelta, ma la cosa vista dal nostro punto di vista è abbastanza desolante.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Personalmente internet ci ha aperto un sacco di porte permettendoci di far conoscere la nostra musicale e le storie del bellunese ad un pubblico molto ampio. Credo che per una band underground la rete sia assolutamente una risorsa fondamentale in quanto permette di avere un esposizione che altrimenti difficilmente si riuscirebbe ad avere.


Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Suoniamo un genere che ci ha spinto e aiutato a crescere come musicisti e quindi posso dire di si. Inoltre ci ha spinto a migliorarci anche come compositori spingendoci attraverso una ricerca musicale davvero appagante. Il fatto poi di dare così tanta importanza ai testi e alla loro accuratezza ci ha spinto anche a rimetterci sui libri a studiare gli argomenti che trattiamo facendoci scoprire tanti episodi e tante storie che non conoscevamo arricchendo il nostro bagaglio culturale.

C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Nei nostri dischi abbiamo collaborato con molti musicisti locali soprattutto per le parti non tipicamente death metal e da ogni collaborazione abbiamo appreso qualcosa di nuovo. Sinceramente non ti so citare un musicista in particolare ora come ora, l'importante è collaborare con qualcuno di talento e che possa portare qualcosa in più per arricchire la nostra musica e noi stessi.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Prima di tutto grazie per lo spazio concessoci, invito tutti i vostri lettori a scoprire la nostra musica e le storie che si nascondono dietro ad essa. E ricordate che non c'è un alito di vento che non abbia qualcosa da raccontare….basta saper ascoltare.

Maurizio Mazzarella