Mazzarella Press Office

EMP 1

venerdì 24 marzo 2017

BLACK STAR RIDERS - Heavy Fire

Nuclear Blast
Eclettico, travolgente e metalloso, così appare il terzo album dei Black Star Riders, gruppo Hard Rock statunitense sorto dalle ceneri dei Thin Lizzy nel 2012. Pubblicato il 3 febbraio 2017 per la Nuclear Blast, dopo due anni di assenza dall’ultimo lavoro “The Killer Istinct”. Evidente è la volontà da parte dei componenti di staccarsi completamente dalla tradizionale linea stilistica del precedente gruppo irlandese. Evoluzione è la chiave dell’intera raccolta, un album di transizione verso qualcosa di ancora più grandioso; da sottolineare è l’eterogeneità delle tracce tanto da apparire quasi spiazzante. La Title track ci mostra un Hard Rock classico e un’esecuzione sempre più veloce dove si innalzano i toni nella parte finale con le chitarre in evidenza. In “When the Night Come In”, l’intensità della musica pare collegato al testo, un richiamo nostalgico all’innocenza, con un rock’n roll impetuoso. Importante all’ascolto è il riff di “Dancing with the Wrong Girl”, traccia facilmente collegabile alla loro produzione antecedente; qui è la notte la protagonista, tutto sembra apparire più precario persino la luce del dì, ora che non vi è più la giovinezza a riempire i cuori palpitanti. Particolare attenzione merita “Who Riders the Tiger”, canzone potente , adrenalinica dove la forza dell’Heavy si unisce alle qualità canore di Ricky Warwick, un vero capolavoro, un’energia devastante che non pare calare.

Due le ballad presenti nella raccolta, “Cold War Love”e “True Blue Kid”:la prima a mio parere di gran lunga superiore, malinconia ed emozionante con un ritornello contrassegnato dal coro dove la voce del frontman fa letteralmente impazzire; mentre la seconda sicuramente meno incisiva, mette in risalto con il testo la parte profonda e introspettiva dell’intero lavoro. Scorrevole e di facile ascolto è “Testify or Say Goodbye”, mentre ispirata ad una conversazione tenuta con un reduce di guerra del Vietnam è “Thinking About You Could Get Me Killed”, trattando un tema più delicato e importante, ‘Non c’è giustizia, non c’è pace’ ripete a più battute, mostrando attraverso l’esecuzione musicale una profonda tensione e inquietudine tenendoci in piu punti quasi in sospensione. Vi è anche spazio per un rock più soft, con una venatura Soul, è il nono brano “Ticket to Rise” dove carismatico è il botta e risposta tra Warwick e il coro femminile, qui si esalta una voce fuori dal coro dando vita nella parte finale ad un vero e proprio Gospel. Non degni di nota gli ultimi due brani che completano solo la raccolta, non all’altezza delle canzoni precedenti. Definisco quest’album un lavoro eccellente dove il dualismo di chitarre, l’alchimia fra i musicisti, i cori e il carisma del frontman restano evidenti in ogni singola esecuzione. Ascoltarlo dal vivo sarà sicuramente un’esperienza trascendentale, questo Hard Rock ad effetto diretto. Unica nota stonata per me è la mancanza di cuore e passione nella stesura dei testi, a dire il vero non memorabili, ma la qualità della musica e dell’esecuzione copre ogni lacuna. Lavoro artistico importante. 

Voto: 8/10 

Angelica Grippa