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EMP 1

giovedì 16 febbraio 2017

KORN - The Serenity Of Suffering

Roadrunner
Dopo anni di sperimentazioni i Korn tornano, almeno in parte, alle origini e al marchio di fabbrica che aveva contraddistinto i loro primi 3-4 lavori. Premesso che, pur apprezzando il nu-metal, non sono un profondo conoscitore del combo californiano, riconoscendo comunque l'enorme contributo fornito al metal moderno da Davis e soci. Detto ciò, iniziamo a parlare di questo "The Serenity Of Suffering" che, come preannuncia il titolo stesso, si rivela già al primo ascolto essere un album molto ispirato, intimo e viscerale, dove coesistono in maniera perfetta 2 anime ben distinte tra loro ma inevitabilmente connesse : la prima è quella melodica, dove la voce di Jonathan Davis interpreta magistralmente episodi intensi ed emozionali, la seconda è quella più vicina alla tradizione Korn : potente, rabbiosa e piena di groove.

Il risultato che ne deriva è un prodotto che, dal primo ascolto, colpisce immediatamente l'ascoltatore, non solo risultando estremamente fruibile, ma anche riuscendo ad emozionare, soprattutto per via della voce dell'eclettico frontman, a mio giudizio migliorata anno dopo anno fino a raggiungere oggi il pieno della maturità e dell'espressività. E in effetti, non è un caso che brani come l'opener "Insane", la terza traccia "Black is the soul", il riuscito duetto con Corey Taylor (frontman di Slipknot e Stone Sour) "A different world" e, soprattutto, la traccia 7 "Everything falls apart", dove la componente melodica predomina su quella più pesante, risultino alle mie orecchie gli episodi più convincenti dell'intero platter. In conclusione, abbiamo a che fare con un ottimo disco, dove la band californiana rinuncia in buona parte all'uso forzato di sonorità digitali per proporre un sound, se vogliamo, meno sperimentale rispetto agli ultimi lavori, ma ampiamente collaudato e maledettamente efficace, anche grazie ad una produzione di alto livello.

Voto : 8/10

Francesco Lattes