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sabato 18 febbraio 2017

HAMMERFALL - Built To Last

Napalm
Era il 1997 quando usci’ quella perla di album che risponde al nome di “Glory To The Brave”. Da quel momento il cammino dei svedesi Hammerfall fu una continua crescita fino ad arrivare all’apice della musica heavy per eccellenza. Pur non inventando nulla di nuovo diedero uno scossone che fece tremare i troni delle piu’ blasonate metal bands di quei tempi. Adesso a distanza di vent’anni e molti album alle spalle,li ritroviamo con questo ottimo “Built To Last”. Nulla di nuovo, e credo che nessuno gli chieda qualcosa di diverso ai nostri nordici musicisti. Come da tradizione, il platter si apre con un brano molto spinto, “Bring It!” , con un groove che tanto piace agli intrepidi svedesi. Continuando con “Hammer High” si puo’ assotbire il classico Hammerfall style, fatto da mid tempo ariosi e melodici quanto basta da poter rimanere in mente per un bel po’. Brano che merita attenzione e’ sicuramente “The Sacred Vow” che ci consegna i nostri in un dei brani miglioro dell’intero lavoro, destinato a diventare un grande anthem da cantare ai loro live show. Cori, solos e la grande voce di Joacim Cans, che, nonostante i molti detrattori, tira fuori ancora una volta una prova maiuscola, come se per lui venti anni non siano mai passati.

Qua e la inseriscono qualche piccola variazione all’interno del lavoro,facendo si che non risulti mai monotono. Come detto in apertura, non inventano nulla di nuovo e su questo nuovo platter non possiamo gridare al miracolo…ma sinceramente gli Hammerfall piacciono cosi’! Arriva “Twilight Princess”, la classica e struggente ballad, dove risplende la grande vena melodica della band. Andando avanti(Stormbreake), sembra paradossale, si torna ad assaporare i tempi che furono, ma suonati nel 2017, con tanto di solos in pieno NWOBHM! La title-track rimarca territori gia’ battuti in passato con classiche cavalcate capaci di far fare un po’ sano headbanging, molto epica nella struttura. Rimanda alla mente alcune parti dei Manowar era “Warrior Of The World”. Dieci brani, per una durata di quasi cinquanta minuti, tutti spesi dannatamente bene! Riescono ancora ad esaltare l’ascoltatore con la loro proposta! Altamente consigliato a tutti coloro che vogliono, in questo 2017, immeggersi alla fine anni ’90 ed inizio nuovo millennio.

Voto: 8,5/10

Sandro Lo Castro