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martedì 6 dicembre 2016

ON-OFF - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Presentare il nostro nuovo album in due parole? Non potremmo far altro che raccontarvi che questo è il terzo album di studio di una band, gli ON-OFF, che sin dalle sue origini è porta-bandiera di un rock’n’roll vero, genuino, smargiasso e senza fronzoli! Caratteristiche topiche che si riflettono ovviamente nella nostra produzione! Il nostro credo è la semplicità: chitarra, cavetto, amplificatore e tanta voglia di far battere il piede a tutti! Magari anestetizzando il pubblico con un drumming implacabile ed essenziale, e dei testi che, pur parlando di argomenti tipici del rock, nascondono significati che spesso fanno riflettere!!! BORDERLINE, il nome dell’album, giunge alla luce dopo RIBCRASHER e DON’T FORGET THE ROLL, rispettivamente targati 2010 e 2012 e nati tutti con la collaborazione di PAOLO DAL BROI, già produttore dei PUNKREAS, e di Giorgio Andreoli. Devo comunque sottolineare l’intervento in questo nostro ultimo lavoro anche di ALBERTO CUTOLO, genio del mastering, nonché fonico di lunga esperienza presso il MASSIVE ART STUDIOS di Milano.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Così come dice la nostra bio.. :D ..Gli ON-OFF nascono nel 1999 quando MATTEO VAGO (io!)  decide di fondare una band dalla sonorità semplice ed essenziale, inizialmente sotto forma di cover-band, ma sempre con il tenace obiettivo di produrre materiale inedito; la cosa però non prende immediatamente piede in quanto la band dal 2001 al 2008 diventa sempre più conosciuta nel Nord Italia e Svizzera come fedele Tributo AC/DC, partecipando a molteplici e rinomati festival, nonché suonando in centinaia di live club. L’idea del tributo, inizialmente una grossa novità per quel periodo, nasceva sostanzialmente come grossa fonte di esperienza live, popolarità ed affermazione per l’imminente “varo” del progetto inediti. Solamente nel 2009, però, la band entrerà in studio per registrare il proprio album di esordio RIBCRASHER, che sarà pubblicato il 1° Febbraio 2010.
Dai.. in poche parole abbiamo detto quasi tutto!!! He he he

Come è nato invece il nome della band?

Avevo un vecchio basso Eko anni ‘70 al quale avevano aggiunto un interruttore per spegnere completamente il segnale, una levetta ON-OFF che permetteva di “tranciare” il suono in qualsiasi momento; ammetto che al tempo la trovai un’aggiunta molto strana per uno strumento di quel tipo, ma sicuramente mi diede lo spunto, magari inconsapevolmente, per trovare il nome di una band rock che aveva come obiettivo il creare una musica semplice, diretta e senza fronzoli, dove chitarra, cavetto e le proprie mani erano l’unico mezzo per creare il suono, senza l’utilizzo di pedalini, effettistiche o strane combinazioni di suoni! Semplicemente ACCESO/SPENTO!!! Per certi versi ci saremmo potuti chiamare anche NO FX!!!!

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

I testi sono fondamentali! Non riesco a comprendere una canzone, seppur bella o geniale, che non dispone di un testo che perlomeno voglia comunicare qualcosa! Chiaramente la musica, la melodia e il groove viene in primis, ma il testo, nonostante tutto, serve per comunicare un messaggio, anche se sia semplicemente quello di “Hey Ragazzi, divertitevi!!”, ma rimane comunque un messaggio! Quando questo manca, a mio modesto parere, anche la musica non sta in piedi. Noi facciamo rock’n’roll, quindi di cosa volete che parli una nostra canzone? Donne, avventure, sesso, alcool, concerti, risse e risate! Però, nonostante la copertina frivola e lasciva che appare ad una prima lettura, si cerca sempre di ficcare tra le righe dei significati meno diretti, dei messaggi nascosti più o meno importanti, oppure di utilizzare giochi di parole o perifrasi per esprimere con delle semplici metafore concetti che, detti direttamente, risulterebbero alquanto banali o ripetitivi! Questo ritengo sia il trucco! Potrei parlare anche di un solito argomento trito e ritrito, per esempio la classica ragazza che ti lascia, ma il modo in cui si racconta o le invenzioni che si possono ricamare sopra, sicuramente fanno la differenza nel rendere avvincente un normalissimo argomento più volte affrontato. Poi bisogna anche dire che il nostro genere dev’essere innanzi tutto porta-bandiera dello “staccare la spina”, quindi gente… non parliamo di cose troppo serie! Ad un concerto devo divertirmi e sfogarmi dopo una settimana di lavoro, e non fare la predica! Per informarmi sui fatti seri leggo un libro o un quotidiano!

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album? 


Non lo dico per eccesso di superbia ma oggigiorno è estremamente difficile trovare una band come noi. Punto. Una band che si muove in questo genere con un approccio così grezzo e genuino, senza mai perdere di vista quello che è il sound, l’amalgama e l’intenzione con la quale si interpreta una canzone, e soprattutto utilizzando una strumentazione composta esclusivamente da chitarra, cavetto e ampli. Niente fronzoli, come accennato poco sopra! Devo fare ciò che riesco con le mie mani e non con la tecnologia! …Umiltà, sudore e autenticità! Secondo te sono caratteristiche facilmente ritrovabili se ci si guarda intorno?

Come nasce un vostro pezzo?

Solitamente una canzone non possiede un unico “processo di nascita”, dipende da un sacco di fattori! A volte tutto parte semplicemente da un riff di chitarra che ti fa accendere la lampadina nella testa e, da lì, lentamente si sviluppa una struttura ed una ritmica, che poi viene successivamente decorata da una melodia ritornello/strofa, spesso in maniera molto spontanea e libera! Altre volte, invece, tutto parte magari da un’idea per un titolo, che ti suggerisce come affrontare una canzone, per esempio se vuoi un tempo veloce oppure lento! Oppure il tutto sgorga da una melodia di un ritornello che ci si canta in testa magari inserendo delle parole che hanno un bel suono se unite! Come puoi ben giudicare la cosa è davvero magica e libera! Ci sono state occasioni dove jammando in saletta è venuto fuori un riff, un groove, e magari un minuto dopo avevi già in mente cantato e testo, altre volte invece una canzone ha subito decine di cambiamenti!!! Credo sia proprio questo il bello del comporre: l’imprevedibilità di come “la magia” nata dalle mani e dalla testa di diverse persone si trasforma, inseguito, in una canzone ben definita!!!

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Questa domanda ha quasi sempre la stessa risposta: un po’ tutti i brani fotografano diversi aspetti di quello che è la band in questo momento! Un album non è altro che un ritratto del gruppo in quel preciso e determinato periodo!!! Ammetto, però, che un brano come BORDERLINE, canzone che dona il titolo anche all’album, sia senza ombra di dubbio una composizione che tutti riteniamo davvero significativa; vuoi per la sua articolazione, vuoi per il testo, vuoi che e il brano che ha dato l’input per la grafica del cd.. insomma, uno dei pezzi che più preferiamo e che non disprezziamo portare anche live, nonostante la sua difficoltà di esecuzione: siamo solo in 4 sul palco!! ...e senza trucchi!!! Un altro brano, se posso, è BLUE BALLS! La bonus-track del disco! Un brano ruvido, grezzo! Registrato in studio quasi in presa diretta, low-tech, neanche troppo mixato o pompato dal master e che trasuda in ogni sua parte le nostre radici blues!!! Un Brano dove dobbiamo anche ringraziare la partecipazione di Alessandro Taveggia, un grande musicista e amico che si è divertito a colorare il tutto con qualche azzeccato fraseggio slide, davvero molto divertente!!! 

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Sicuramente tutto il buon classic rock ’70! Mi piace elencare band del calibro: Rolling stones, AC/DC, Led Zeppelin, Thin Lizzy, The Who, ZZ Top, Mountain, Motörhead e tutta quella fetta di Rock’n’roll e Blues partendo da Robert Johnson a Chuck Berry, da BB King a Muddy Waters!!! 
Insomma… influenze maggiormente blues-rock piuttosto che metal! Sicuramente questo è sempre stato un nostro segno distintivo!!

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Devo ammettere che abbiamo suonato parecchio in questi ultimi mesi, nonostante tutte le difficoltà riguardanti il “portare in giro” il progetto di una band emergente che canta in inglese, portabandiera di un genere forse non troppo alla moda in questi tempi! Abbiamo anche partecipato a molti interessanti eventi, più o meno grandi, per esempio: Rugby Sound 2016 di Parabiamo (MI) in spalla la sera dei LACUNA COIL, abbiamo fatto da apertura ai VISION DIVINE nell’ultima edizione del ROCK IN SOMMA, abbiamo suonato sul palco2 del BIKER FEST di Cologno al Serio (BG), varie serate in Svizzera, locali più o meno lontani da casa, ecc. Dopotutto siamo soddisfatti! Prossimamente ci piacerebbe poter ristampare il nostro primo album, del quale abbiamo polverizzato più di 1500 copie e magari poter uscire con un piccolo EP contenente un paio di inediti e magari qualche live.. per ora è tutto ancora da decidere! Il problema più grosso è che per rimanere attivi bisogna suonare live, evitando di rimanere sempre nella solita zona.. ma come ben tutti sanno è qui che nasce il problema per le band emergenti: diventa sempre più difficile trovare spazi, contatti giusti o gente che “crede” nella band e la spinga ad inserirsi qua e là in eventi, festival ecc. Ecco! Non dico sfondare, ma riuscire ad avere qualche buon contatto a livello di booking sarebbe davvero un colpaccio, altrimenti a cosa serve continuare a tirar fuori materiale nuovo se tanto la situazione intorno a noi è sempre bloccata o confinata in un piccolo recinto territoriale di amicizie/fans?  

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Ci piacerebbe, come già detto, sfornare un album con magari un paio di inediti e qualche registrazione live ben realizzata; ma un intero album dal vivo, nonostante è un elemento che io apprezzo moltissimo, non ritengo oggigiorno abbia un mercato così vivo, dopotutto è già difficile far ascoltare a gente nuova i propri album di studio… chi mai potrebbe interessarsi ad un album dal vivo di una band emergente? Stesso discorso per il DVD, nonostante siano tutti progetti molto stimolanti, anche sotto l’aspetto organizzativo (infatti dev'essere un lavoro davvero enorme l’organizzazione e la creazione di un evento live, o altro, che poi si trasforma in un DVD) ma ho paura che finirebbe per diventare un oggetto che solamente il ristretto zoccolo duro di fan può apprezzare! Poi chissà, magari potrebbe essere proprio quello il giusto colpo in canna…

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Qualcosa in parte abbiamo già accennato! Che dire… band, musicisti, gestori, promoters, manager, agenzie e li stessi spettatori: tutti, bene o male, hanno qualcosa di cui lamentarsi! …e la cosa strana è che tutti, in parte, hanno ragione! Quindi a chi credere? Io potrei accennare che c’è poca considerazione in Italia per l’arte, che c’è poco rispetto da parte dei locali e del pubblico per chi suona, che c’è poca professionalità, basso livello qualitativo e mancanza di umiltà anche da parte delle band; senza contare poi il problema risorse finanziarie a disposizione, la crisi discografica, il cambio di gusti e generazioni.. Insomma, per certi versi, un vero disastro! Noi suoniamo abbastanza per essere una band emergente che in pochi conoscono… Abbiamo suonato in giro per il nord Italia, la Svizzera e la Norvegia… nonostante tutto ci riteniamo fortunati a confronto di altri, ma facciamo sempre una fatica boia a “metterci in mostra”! Noi ci ritroviamo a nuotare in questo oceano di situazioni ed opinioni e cosa dobbiamo fare per scalare? Beh.. sicuramente continuare a dare il meglio! D’altra parte sarebbe paradossale pensare di passare 24 ore al giorno attaccato al telefono o ad internet per cercare date.. io non dovrei pensare a suonare? Il lavoro dell’idraulico lo deve fare l’idraulico non credi? In generale ci vorrebbe più rispetto per gli altri, e non solo nella musica! In Italia poi tutto sembra quasi una barzelletta a volte.. da non credere! Eppure ci sono tanti artisti che vale la pena scoprire!! Mah, scusa lo sfogo!


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Domanda da un milione di dollari!!! Secondo me entrambe le cose! Internet ha dato una mano a tutti per incrementare la possibilità di far ascoltare al prossimo la propria musica, ma allo stesso tempo ha fatto perdere la voglia di cercare, di spulciare tra le band. Con la scusa che si ha tutto ad un tiro di click, per quale motivo devo sbattermi per cercare? Poi, in riflesso ad una diffusione mondiale così capillare, internet nello stesso frangente è come se avesse “aperto le stalle”! ..Oggi tutti sono online! Tutti si vogliono far conoscere e tutti sono presenti in un enorme calderone senza indice, dove la spietata e seppure crudele selezione delle case discografiche non ha più potuto agire sulla qualità degli artisti, utilizzati e spremuti solamente finché dura una moda, stupida o intelligente che sia; ed una volta finito il botto si comincia a spremere semplicemente un altro frutto, senza considerare più la qualità del succo! (..scusate la metafora!) Ultimamente, poi, è solamente un continuo ripescaggio di vecchie glorie a discapito della ricerca e consolidazione di nuove leve e nuovi talenti che non siano quelli sfornati precotti dai talent show! Ora ritengo davvero di essere troppo critico! Per bilanciare faccio una pernacchia!!! PRRRRRR…

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Il nostro genere valorizza il talento di una band! Ovvero di un gruppo di più musicisti! Non mi interessa fare il virtuoso senza nessuno scopo! Preferisco che la gente si ricorda dell’impatto, dell’amalgama della band e dei brani che è riuscita a sfornare piuttosto che ricordarsi quanto è bravo singolarmente il batterista o il chitarrista! La band è una cosa sola! Come diceva Keith Richards (non proprio il primo pirla): “io sono il chitarrista peggiore al mondo, ma all’interno degli Stones riusciamo a creare una magia che solamente noi sappiamo fare!”

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Beh.. senza entrare nei sogni “proibiti”, ovvero ipotizzare di lavorare con una delle pietre miliari del rock: Jimmy Page o Steve Harris in primis, oppure una semplice suonata con Keith Richards… Ammetto che mi piacerebbe collaborare con Jack White! Lo ritengo uno dei genietti del nostro tempo! Oppure, magari cambiando leggermente il genere musicale, collaborare con un famoso pianista… Qualche apertura ad un concerto… non so, gli AIRBOURNE! Per rimanere in casa Italia invece… lavorare con Davide Toffolo dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI… lo conoscete di persona? Dite che riuscite a convincerlo? 

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Solo questo: grazie, grazie e ancora mille grazie per averci regalato una fettina del vostro tempo e per aver avuto la pazienza di leggere tutta questa nostra intervista! Non possiamo far altro che ricambiare con un’ottima performance live al nostro prossimo concerto e magari quattro chiacchiere di persona con una birretta tra le mani!!! A presto!!!

Maurizio Mazzarella