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mercoledì 30 novembre 2016

TYGERS OF PAN TANG - Only the Brave

Migthy Music
Mi è capitato poche volte di essere sorpreso, quasi allucinato da un nuovo ascolto o un nuovo album. Di conseguenza, quando succede, si rimane destabilizzati. Nel mio caso mi trovo a dire qualcosa come “e questo da dove spunta fuori?Alla faccia!”. Insomma, una di quelle sorprese che solo chi ama la musica sa riconoscere ed apprezzare. La sorpresa in questione è l’ultimo album dei Tygers of Pan Tang, “Only the brave”. Il lavoro della band inglese è sorprendente, con sonorità attuali ma allo stesso tempo fedeli ad un hard rock\glam vecchia guardia. La band, attiva dalla fine degli anni ’70, merita palcoscenici importanti e un seguito numeroso dopo la pubblicazione di questo riuscitissimo disco. La band è composta da: Robb Weir e Micky Cristal alla chitarra, Gavin Gray al basso e Craig Ellis alla batteria e alla voce Jacopo Meille. Il primo brano “Only the brave” è letteralmente una bomba. Le chitarre hanno un tono molto possente ma mai sopra le righe; formano un tappeto ritmico incredibile, insieme ad una sezione ritmica semplice ma efficace. Praticamente quasi perfezione hard rock. Jacopo Meille è fantastico alla voce; molto difficile, a mio modo di vedere, trovare un cantante hard rock che non raggiunga tonalità molto alte ma che comunque sappia dare un’impronta unica alla band. In questo brano soprattutto. Si prosegue con “Dust”, un pezzo che rappresenta pienamente il sound della band. Un ritorno-non ritorno alle origini dell hard rock britannico, che trova nei primi Whitesnake il loro esponente più popolare. Un aspetto particolare di questa canzone e dell’ album in generale sta nel passaggio classico solo-bridge-chorus (non necessariamente in quest’ordine, badate bene!). Insomma il brano fila, ha un filo conduttore ed è molto entertaining. “Glad rags” è un rock ‘n’ roll con arrangiamenti classic rock; quando parte il riff di chitarra sembra di ascoltare un brano poco conosciuto degli Zeppelin. Il chorus, invece, riporta subito alle sonorità tipiche delle band. Se questo brano fosse stato composto dagli Aerosmith sarebbe un successo mondiale. Davvero, davvero notevole. L’album vira deciso verso il metal con “Never Give In”; è infatti una composizione relativamente veloce, che ben si inquadra nel contesto e nel sound dell’album. Ottima tecnica d’esecuzione nel solo di chitarra. “The Reason Why”è una ballata rock che non sfigurerebbe in nessuno dei “Best of” che si trovano in commercio. Un momento, lo so: non è proprio un complimento, si potrebbe pensare. Invece, è un brano che deve essere ascoltato più di una volta per comprenderne le varie sfumature, il sound malinconico che solo una ballata ben scritta riesce a fornire. Chapeau. Il disco continua continua con due bellissimi brani hard rock: “Do it again” e “I got the music in me”.

La facilità d’ascolto e l’orecchiabilità di questi due brani sono disarmanti. In special modo, mi ha personalmente colpito “I got the music in me”. L’ho subito imparata alla batteria (ok mi avete scoperto, sono un batterista, mi sono rivelato!). Quando sento la cow-bell, con quel groove ma mai overpresente...vado subito a prendere le bacchette! “Praying for a miracle” si potrebbe definire come una semi-ballata. Il chorus è quelli che ti rimangono impressi appena ascoltato (appunto, quasi un miracle come suggerisce il titolo). “Blood red sky” è un brano molto più tosto, con un retrogusto quasi epico. Risulta difficile descrivere questo pezzo con parole diverse da: cazzutissimo. It says it all, really! Per chiudere il cerchio, “Angel in disguise” e “The devil you know”. Il primo è un brano acustico, delicato ma possente allo stesso tempo, frutto di una voce graffiante come pochi. La presenza di un pezzo acustico sorprende ma trova la sua giusta collocazione alla fine del disco, quasi come se si trattenesse il respiro per la botta finale. Puntuale, infatti, “The devil you know” rappresenta la degna conclusione di un album fantastico. Rock, hard rock in purezza. Non riesco, neanche sforzandomi, a trovare un difetto a questo album. Per gli amanti del genere, quali noi siamo, rappresenta un must nei nostri scaffali. Indiscutibilmente fantastico. 

Voto. 10/10

Paolo Marsico