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mercoledì 9 novembre 2016

FIVE MINUTES HATE - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Certo!!! Il nostro debut album: EXPLANATION TO FAILURE, è uscito il 13/05/16 per Buil2Kill Records/ Audioglobe. È stato registrato, prodotto, registrato e mixato da Andrea Mina e masterizzato da Brett Caldas Lima al Tower Studio (Cynic, Between The Buried And Me, Devin Townsend, Chimaria). L’artwork è stato curato da Dan Seagrave (Suffocation, Entombed, Dismember, Morbid Angel). È un concentrato di 37 minuti di swedish death metal/melodic death metal che si rifà parzialmente alla scena di Goteborg ma senza tralasciare influenze più moderne.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band è nata dall’incontro tra Igor (basso) e Marco (chitarra) nel 2004. Dopo un inizio come coverband metal e vari cambi di lineup, lo scioglimento nel 2008 e la reunion nel 2013, ci siamo messi a comporre i pezzi che sarebbero poi finiti sull’album.


Come è nato invece il nome della band?

Deriva dai “2 Minuti Di Odio” del romanzo 1984 di Orwell, sono diventati 5 perché in inglese suonava meglio, inoltre i componenti della band sono 5.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

I testi del disco racchiudono una visione di un ipotetico futuro catastrofico, la tematica vuole essere un monito verso chi continua a perpetrare il male dimenticando il passato. Il peso dei testi è direttamente proporzionale alla pesantezza dei brani.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Siamo perfettamente consci del fatto di piacere a una ristretta nicchia di appassionati di metal estremo, quindi direi: una solida base composta da basso ostinato e pulsante incastrato alla perfezione su una batteria marziale, scream e growl vocals, riff di chitarra taglienti e devastanti allo stesso tempo e una costante ricerca della melodia.

Come nasce un vostro pezzo?

Partiamo jammando insieme da un riff di chitarra, ripetiamo il processo cercando di attaccare i vari riff, cercando di creare una struttura provvisoria, dopodichè trascriviamo e registriamo una preproduzione del pezzo su pc, facciamo eventuali modifiche e a versione definitiva lo riproviamo all’infinito.


Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Non riusciamo a dire qual è il nostro preferito proprio perché abbiamo speso tanto tempo ed energie per comporre ciascun brano, ci divertiamo sempre un sacco a suonare l’intera scaletta nei live ed è sempre difficile lasciarne fuori qualcuno quando abbiamo pochi minuti di setlist.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Sicuramente In Flames e At The Gates su tutti, ma la lista è lunghissima…

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Per ora suonare il più possibile live e successivamente metterci a scrivere materiale per il secondo album. In parte l’album è già stato promosso con alcune date sul suolo italiano. Dal 26/11/16 al 03/12/16 saremo in tour in est Europa che toccherà Cracovia (PL), Rad (RO), Varna (BG) e altre in Serbia e Bosnia.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Al momento no, ma come dicevo dopo questi live vorremo concentrarci sulla composizione di un secondo album.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

La scena musicale italiana è ricca di gruppi pazzeschi! Solo restando nell’ambito metal citerei su tutti Destrage, Sadist, Dark Lunacy, Novembre etc… Il problema principale è la difficoltà a trovare spazi dove suonare il nostro genere, gli stessi spazi che solo una decina di anni fa brulicavano di potenziali fan ma che ora faticano a rimanere aperti.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Ci ha dato una mano nella promozione dell’album e degli eventi in generale, e a procurarci i contatti che servono nel nostro ambiente.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Tantissimo. E’ un genere tecnicamente impegnativo e il nostro impegno viene ripagato quando i pezzi riescono bene facendosi apprezzare anche dal pubblico.


C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Potendo fantasticare ci piacerebbe una guest vocals di Tomas Lindberg (At The Gates) e qualche guitar solo di Friedrik Thordendal (Meshuggah), e Mattias Eklund (Freak Kitchen).

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Uscite di casa, andate ai concerti, comprate i dischi, supportate le band underground ma soprattutto divertitevi!!!

Maurizio Mazzarella