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domenica 15 maggio 2016

MARTIN POPOFF - Whitesnake (Il Viaggio Del Serpente Bianco)

Tsunami Edizioni
Non è certo azzardato riconoscere che i Whitesnake rientrino nell’Olimpo delle band elette, quelle a cui si riconosce un ruolo fondamentale nell’economia del cosiddetto classic rock, quelle di cui si può dire “uno dei gruppi rock più importanti di tutti i tempi”. E proprio come un serpente, la loro pelle è cambiata più volte non per, apparentemente, inseguire esigenze di mercato, ma semplicemente per soddisfare le velleità artistiche e la sensibilità di un rocker di razza quale è Mr. David Coverdale. Un vero e proprio valore aggiunto, se ci riflettete, perché ogni volta la mossa è stata quella giusta per centrare l‘ennesimo successo. Certo non si può tacciare di opportunismo una band che nella seconda metà degli anni ‘70 dettò le regole dell’hard blues, quando andava di moda tutt’altro genere (punk of course…), costituita da una line up stellare frutto delle scelte certosine del mitico leader, ormai fuori dall‘ombra di altri due grandi come Ritchie Blackmore e Glenn Hughes. Le chitarre incediarie di Mick Moody e Bernie Marsden, un caposcuola del basso come Neil Murray, ma anche (all‘epoca…) gli ex Deep Purple Ian Paice e Jon Lord diedero alla luce una serie di capolavori degni di rivaleggiare per celebrità con quelli sfornati contemporaneamente dai Rainbow del “Man In Black“… Poi la svolta americana, con conseguente consacrazione a seguito di un lavoro come 1987 otto volte disco di platino negli Stati Uniti, sempre accompagnato da eccellenti musicisti tra i quali, in ordine sparso, i chitarristi John Sykes, Steve Vai, Adrian Vandenberg prima e Doug Aldritch, Reb Beach poi, i batteristi Cozy Powell e Tommy Aldridge, Rudy Sarzo al basso…
Una macchina perfetta che, grazie alla giusta revisione, riesce ad essere sempre al top ed ancora affascina gli appassionati di tutto il mondo, oggi più che mai orgogliosamente con il supporto alle tastiere dell’italianissimo Michele Luppi (già vocalist della band di Maurizio Solieri, degli eccellenti Secret Sphere ed ex Vision Divine). Martin Popoff, l’autore di questo libro, è stato definito “il giornalista heavy metal più famoso del mondo”, avendo all’attivo collaborazioni con riviste come Revolver, Guitar World e Record Collector, nonché una nutrita serie di libri (circa cinquanta) e la realizzazione di un bel po’ di documentari. Frutto di un’incredibile lavoro di ricerca, forte di testimonianze raccolte di prima mano dalla voce dei diretti interessati, Coverdale compreso, Il Viaggio Del Serpente Bianco colma un’incomprensibile buco editoriale e porta luce su una delle epopee più avvincenti della storia del rock. Ancora una volta un plauso alla lungimiranza di Tsunami Edizioni che, grazie ad un ottimo lavoro di traduzione e revisione della sempre brava Stefania Renzetti, ce ne regala una versione italiana da non lasciarsi sfuggire. 

Voto: 9/10 

 Salvatore Mazzarella