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giovedì 19 novembre 2015

NERO ALCHEMIST - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Certo, Vol.II è l’ultima fatica a nome Nero Alchemist, progetto solista dove mi sono sfidato nel curarne tutti gli aspetti : dalla composizione dei dieci brani alla loro registrazione. Ne è venuta fuori un’ora di Heavy rock pieno di mid-tempo, debitore dei seventies quanto da quella scena che negli anni novanta gli ha riletti; c’è anche , penso, una componente personale forte, quella parte che viene fuori quando ti estranei per un po’ da tutto il resto.

Come si è districata la tua formazione da musicista?

La musica è stata una componente molto importante a casa, si aveva sempre qualche vinile nuovo da ascoltare o riscoprire. Ho cominciato a cantare nelle band del mio paese ed a fare i primi live a 14 anni, per lo più cover. Col tempo la curiosità mi ha portato ad approcciare gli altri strumenti tipici delle rock band, sono quasi totalmente autodidatta anche se ho preso qualche lezione di canto e di pianoforte.

Come hai scelto il titolo del disco?

Ho scelto come titolo “Volume II” come continuazione di quell’ “Experiments Vol.I”, demo d’esordio di ormai qualche anno fa. Penso rappresenti propriamente l’album in quanto considero le dieci canzoni come dieci capitoli ben definiti ed a sè stanti, indipendenti fra loro, con testi e musiche in qualche modo autoconclusivi; l’unico filo conduttore è la mano che le ha suonate.

A cosa ti ispiri quando componi?

La voglia di suonare viene perlopiù ascoltando altra musica, quando senti che puoi farla tua e darle una reinterpretazione personale; nell’ispirazione c’è inoltre una forte componente emotiva che ti spinge ad esprimerti ed ad “esorcizzare” sensazioni che altrimenti farei fatica a portare nella vita di tutti i giorni.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

Diciamo che dopo ripetuti ascolti mi sembra ne siano venute fuori dieci canzoni di Heavy Rock dall’umore oscuro; a suo modo l’album ha un carattere stralunato ed umorale che tende ad avere uno strano incastro con la quadratura delle chitarre e della sezione ritmica. Penso piacerà a chi cerca la forma canzone e si lascia andare a cantare i ritornelli in macchina mentre guida.

Come nasce un tuo pezzo?

Quasi sempre dall’aria vocale, aldilà del genere mi piacciono le composizioni con un soggetto forte e ben definito che mantenga il focus sull’umore della canzone. Attorno a questo lavoro sull’arrangiamento, la parte più impegnativa; cerco di stratificare più layer di chitarra per dare un’atmosfera densa alle songs, in ogni modo chitarre e suoni devono argomentare senza strafare.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Ogni song dell’album dice la sua, ma se dovessi scegliere direi “Atomic Blu” ed “Under an evil spell”, i due pezzi più complessi e che probabilmente mi rappresentano meglio. Il primo macina riff sabbathiani e parti più lente e riflessive per poi arrivare al ritornello quando sembrava che la canzone avesse già detto tutto. Con “Under an evil spell” mi sono distrutto le corde vocali in un micidiale caldo di luglio.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

I dischi che mi riascolto ancora con piacere sono quelli di fine anni ’80 e prima metà ’90, quindi gruppi come Guns ‘n Roses, Metallica, Alice in Chains, Soundgarden, Skid Row, primi Dream Theater, Iron Maiden fino a Fear of the dark, ecc..

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa?

Al momento stò finendo di registrare due pezzi destinati ad andare in freedownload sul sito ufficiale, sono collegati nella storia a cavallo della seconda guerra mondiale quando il nonno di mia moglie fu fatto prigioniero in quanto partigiano, fino alla sua fuga dal carcere. Questo mi assorbe totalmente nell’immediato, più avanti si vedrà, anche in base al riscontro di “VOL.II”.

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Inizialmente non avevo previsto live di supporto, ma ci stò pensando… Credo che le canzoni di “VOL.II” si prestino bene ad essere suonate dal vivo inoltre sono convinto che i live siano e rimarranno il mezzo migliore per promuovere un disco rock.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

La scena Italiana Heavy Metal non ha niente da invidiare al resto del mondo; purtroppo da noi è un po’ come seminare nel deserto, i mass media non supportano la musica in quanto tale ma vendono il prodotto: la canzone italiana appunto , uguale a se stessa da più di mezzo secolo, siamo pieni di talent show dove uccidono il divertimento del far musica e dove dell’artista ne fanno più un caso umano. Nei pub la situazione con l’esercito dei replicanti non è migliore. 

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Dopo l’avvento di Internet niente è rimasto più lo stesso. Personalmente devo molto al web, in quanto fonte inesauribile di informazioni ed impareggiabile mezzo per conoscere e farsi conoscere, musicalmente parlando. Non faccio parte del mondo “social”, non l’ho mai capito. Certe volte rifletto sul fatto si venga a creare una specie di Babele del tipo “se tutti parlano, chi ascolta?”; ma viviamo nell’era dell’informazione e tant’è.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Faccio musica in totale libertà, cerco di evolvere, sperimentare, e che genere sia si vede sempre alla fine. Non so se si possa parlare di talento valorizzato, di certo quel che suono mi rappresenta al cento per cento in quel dato momento.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Se un genio della lampada volesse esaudire un mio desiderio mi piacerebbe trovarmi nella stessa stanza con David Gilmour e Tommy Iommi.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Ringrazio Giornale Metal per lo spazio concessomi. Invito i lettori a dare un ascolto a “Vol.II”, mi farebbe piacere ricevere feedback, anche i meno lusinghieri sono ben accetti. Grazie ancora ed a presto. Silvestro Ascari.

Maurizio Mazzarella