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mercoledì 25 novembre 2015

MATTIA GOSETTI - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

“Il Bianco Sospiro della Montagna” è la migliore opera-rock che io abbia mai realizzato, ha richiesto più di un anno di lavoro dalla creazione della storia e del soggetto, fino alla consegna dei brani a Andrea Muner (il nostro discografico). Musica e trama si ispirano fortemente alla terra nella quale vivo, in particolare alle Dolomiti, le meravigliose montagne che disegnano il nostro orizzonte ogni giorno, fin dall'inizio il mio obiettivo era quello di catturarne l'essenza e di inserirla nel disco, cosi da trasmettere a chiunque l'ascolti il fascino e l'emozione che rilasciano. Ma non si tratta solo di questo, la mia composizione è un vero e proprio musical, interpretato magistralmente da ben 6 cantanti della mia zona, che per l'occasione sono diventati dei veri e propri personaggi del racconto.

Come si è districata la tua formazione da musicista?

Ho iniziato a suonare il basso durante l'adolescenza, molti miei amici suonavano già, era una buona scusa per stare in compagnia e quando chiesi loro “che strumento vi manca?”, quasi tutti mi risposero che avevano bisogno di un bassista (al tempo non sapevo nemmeno che cos'era un basso elettrico). Mi sono esibito con diverse band della mia zona, ho conosciuto molte persone ed ho inizato a scrivere i miei primi brani. Da li poi è nato il mio vero e proprio interesse che è la composizione. Ho acquistato un pc, ho iniziato a registrarmi e a scrivere musica con alcuni semplici software. Originalmente cercavo di concludere i pezzi da me, senza l'aiuto di ospiti e per questo ho imparato a suonare un po la chitarra e a cantare. Nel 2007 finalmente sono riuscito a portare al Teatro Comunale di Belluno la prima opera musicata interamente da me: “The Golden Lyre Opera”, un musical ispirato al mito di Orpheo ed Euridice. “Il Bianco Sospiro della Montagna” è la mia 4° opera, senza contare alcuni lavori inconclusi e i dischi che ho scritto per i Sirgaus. Devo tutto alla musica, anche la mia stessa famiglia: ho conosciuto mia moglie Sonja mentre cercavo cantanti per “Seltick Tock”, la mia seconda operetta.

Come hai scelto il titolo del disco?

Volevo incentrare la mia storia di un brigante misterioso ed ambientarla in un paesaggio ispirato a quello in cui vivo. Il primo nome che mi venne in mente fu “Il Diavolo della Montagna”, ma lo cambiai subito perchè ultimamente non mi piace più creare nomi e personaggi ispirati al “maligno” o cose ad esso legate. Un giorno guardavo la cima innevata dell'Antelao (il monte di fronte a casa mia) e sentii un vento gelido che sembrò arrivare da lui. E cosi mi venne “Il Bianco Sospiro della Montagna”.

A cosa ti ispiri quando componi?

Le mie fonti di ispirazioni sono molte: il mio territorio, i miei ricordi, film e racconti ecc..
In genere parto da qui per scrivere un opera, immagino il soggetto e ci creo un tema musicale (che generalmente si ripeterà più volte all'interno del disco),  poi penso ad una trama, la divido in capitoli e scrivo una traccia musicale per ognuno di essi. Durante la fase di composizione cerco di arrangiare anche il racconto, arricchendolo con i dettagli necessari cosi che riesca a prendere vita nei miei pensieri.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

“Il Bianco Sospiro della Montagna” è un opera-rock che porteremo in teatro, è stata pensata e scritta per un esibizione dal vivo nella quale i vari cantanti interpreteranno il racconto in veste di attori. In ogni caso il mio presupposto è stato quello di fare in modo che il racconto fosse coinvolgente anche nel solo ascolto del disco: la melodia e le parole sono evocative e vogliono creare nella mente dell'ascoltatore quelle immagini che caratterizzano la montagna, non solo come aspetto, ma anche come storia e tradizione. Al suo interno si misurano diverse emozioni, dalle più placide alle più emotive, chiunque sia in grado di viaggiare con la fantasia mentre ascolta la musica, si avventurerà in un bel viaggio attraverso il nostro disco.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Il mio brano preferito di questo lavoro è “Le Stagioni da una Veranda”, mi piace tantissimo il testo e il modo nel quale Denis Losso lo ha interpretato con la voce. E' un pezzo che avevo immaginato molto tempo prima di scrivere l'opera, è stato bello scriverlo per questo racconto, perchè si inseriva alla perfezione.. Descrive l'amore che provo per il mio territorio e per la mia grande passione, la musica.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

I modelli che mi hanno ispirato sono davvero tantissimi, in particolare ho preso spunto dalle colonne sonore dei film che mi piacciono. Il mio compositore preferito è Joe Hisaishi, autore delle colonne sonore dei più bei film di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli. Per quanto riguarda il rock/metal, anche qui le mie ispirazioni sono davvero numerose.. ..in realtà mi piacciono cosi tante band che la lista sarebbe infinita.. 

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa?

Il mio principale desiderio ora come ora è di portare “Il Bianco Sospiro della Montagna” in teatro, stiamo lavorando con molto impegno per realizzare uno spettacolo ricco e coinvolgente. La prima teatrale sarà proprio qui nel mio paese, a Cibiana di Cadore il 12 Dicembre 2015. Non vediamo l'ora.. Sono ancora in dubbio su come procedere con il progetto Sirgaus, la band ha avuto un sacco di cambi di formazione in troppo poco tempo, ma ho molto materiale pronto che avevo già scritto per noi.. Sto pensando proprio in questi giorni a qualche cosa per il prossimo futuro, una specie di sorpresa per i nostri fans..

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

La scena è davvero incredibile, ricchissima di grandi e piccoli artisti lodevoli e meritevoli, non ho mai visto una problematica in questo.. Non sono competitivo anzi, amo la musica appassionatamente e sono sempre pronto ad ascoltare qualche cosa di nuovo e a collaborare in qualche produzione. Grazie alla rapidità di comunicazione che c'è oggi tramite i social, si riesce a condividere, ad ascoltare e a cooperare molto più rapidamente di un tempo, per me tutto ciò è fantastico.
Ci si perde un pochino nella marea delle piccole uscite, ma è anche una ragione in più per dare del proprio meglio e cercare di fare la differenza.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Mi ha aiutato, assolutamente.. Come dicevo, mi ha permesso di entrare in contatto con i miei collaboratori con estrema facilità e di raggiungere piccoli traguardi che altrimenti mi sarebbero costati molta più fatica. Ho conosciuto artisti celebri ed ho potuto giovare dei loro consigli, per uno come me che abita in montagna, molto lontano dalle comodità della città, tutto ciò è un grande vantaggio.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Il mio non è un vero e proprio genere musicale, pur non essendo uno “sperimentatore”, mi piace sentirmi libero di scrivere tutto ciò che mi piace, per cui cerco sempre di valorizzare al meglio musicisti e cantanti.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Chiunque abbia piacere di collaborare con me.. Non ho un nome in particolare fra i famosi, mi piacerebbe invece conoscere artisti che possano arricchire il mio approccio musicale, creare situazioni di scambio nelle quali ognuno si possa divertire e possa apprendere qualche cosa di nuovo, senza ovviamente esagerare. In passato ho collaborato con moltissimi artisti, una delle situazioni che ricordo con più affetto è stata quella con Lethien, il violinista degli Elvenking: in quell'occasione ho imparato molto su come si possa usare uno strumento come il suo nella musica rock/metal, è stato davvero divertente ed istruttivo.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Vi ringrazio per questo spazio che avete voluto dedicarmi, “Il Bianco Sospiro della Montagna” è un opera-rock sinfonica evocativa e ricca di emozioni. Chi di voi ama viaggiare con la fantasia mentre ascolta musica, apprezzerà di sicuro il nostro lavoro.
Vi aspettiamo ai nostri spettacoli!!

Maurizio Mazzarella