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martedì 17 novembre 2015

ENIO NICOLINI - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

R. Heavy Sharing è il titolo dell'album. È un lavoro "essenziale e diretto" infatti ci sono solo due strumenti ( basso e batteria ) e voci , dieci voci e li cito doverosamente: Trevor(sadist), Giacomo Gigantelli(danger zone), Luciano Palermi (Unreal Terror), John "Goldfinch"Cardellino(impero delle ombre), Blaze Bayley (Iron maiden),Tiziana Radis(secret tales), Mhadi Khama(carthagods), Bud(strana officina-Ancillotti), Morby((Sabotage-Domine), Ben Spinazzola(prime target). Oltre a loro ci sono tre batteristi : Silvio"spaccalegna "canzano (unreal terror), Gilberto di Virgilio(back shadow road), Zenus e due ospiti agli effetti di elettronica in due brani : Globster e Gianluca Arcuri. Un lavoro unico nel panorama metal italiano dove per la prima volta si è cercato di mettere insieme un numero così importanti di ospiti, dove ognuno ha dato il suo contributo artistico.

Come si è districata la tua formazione da musicista?

R. Ci tengo a sottolineare che nasco "bassista" anzi da ragazzino ho iniziato studiando il contrabbasso che poi ho abbandonato,nell'adolescenza, per il basso elettrico non appena ho iniziato ad avere i primi gruppi. Quindi inizio con una impostazione scolastica e poi successivamente i "palchi" mi hanno fatto da università

Come hai scelto il titolo del disco?

R. L'idea era quella della condivisione con i miei ospiti, quindi è stato naturale la scelta in "sharing" e poi la matrice metal era il nostro comune denominatore che mi ha fatto optare appunto in "Heavy Sharing".

A cosa ti ispiri quando componi?

R. Nei miei lavori precedenti (vedi Akron) che erano dei "Concept " i testi e le musiche erano legati a letture e anche ad esperienze vissute. Quando compongo altro, sono le vibrazioni che girano intorno che stimolano la mia sensibilità nello scrivere musica e testi. In tutto questo c'è sicuramente anche l'ascolto della musica e non solo mono stilitica.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

R. Intanto di ascoltare un lavoro fatto di solo basso,batteria e voce, in contrapposizione al mondo del Metal che è caratterizzato dalle lame taglienti dei riff di chitarre. Poi la particolarità di ascoltare più ospiti per più brani. La qualità di questo mio nuovo lavoro sta nel voler essere assolutamente essenziale e dare emozioni dirette con sonorità appropriate .

Come nasce un tuo pezzo?

R. Per Heavy Sharing ogni brano è stato costruito tenendo come riferimento l'artista che doveva interpretarlo. Ho ascoltato attentamente le produzioni dei vari ospiti, per poi poter tessere il tappeto sonoro più adatto ad ognuno di loro. L'interessante da sottolineare è :nessuno ha scelto il suo brano e tutti, ad esclusione di Blaze Bayley e Ben Spinazzola, hanno adattato oltre ad una loro melodia, anche un proprio testo. Questo ha dato di più il senso della condivisione e sicuramente più prestigio a tutto il lavoro.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

R. Ogni"scarrafone è bello a mamma sua" diceva il grande Pino Daniele, ed è proprio così. Tutti hanno un loro "perché " e su tutti ho cercato di dare il meglio di me.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

R. Da ragazzino (14 enne), sono stato folgorato dalla chitarra di Jimi Hendrix ! Quei suoni hanno immediatamente innescato un meccanismo tale che ho subito cercato di adattarli al mio basso dell'epoca ( un Vox con distorsore incorporato), improvvisando riff e primordiali strutture di arrangiamenti. Ovviamente tutto questo in contrapposizione alle mie lezioni di contrabbasso del mio insegnante. Successivamente ci sono stati tanti artisti sia nel metal che in altri ambiti che mi hanno colpito, ne cito qualcuno: Mel Schacher (Grand Funk...ero un fan del suono del suo basso) o come Pederson grande contrabbassista jazzista danese che aveva un modo innovativo di suonare, Lemmy, non solo per affetto, il suo modo semplice essenziale di suonare il suo basso mi ha sempre regalato grande energia. Sono tanti che ammiro e mi servirebbe un foglio estremamente lungo per fare l'elenco, quindi mi limito a dare queste sensazioni.

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa?

R. Mi piacerebbe insistere ancora su un album di condivisioni, introducendo più sonorità "noise metal" e lavorare di più sulla tecnica di esecuzione del basso , stravolgendo e stressando di più il sound.

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

R. Per la promozione ci sono la Buil2Kill e la Nadir Promotion coadiuvati dalla "Mazzarella PressAgency" e lo stanno facendo in maniera molto professionale. Sto organizzando dei  live in funzione degli impegni di ognuno degli ospiti, e anche un tour di Clinic da solo , dove suonerò il basso sulle basi del Cd. 

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

R. La scena musicale italiana è sempre molto prolifera. Vedo che c'è un ritorno della "Old school" e questo mi fa molto piacere, come pure constatare che nelle nuove generazioni di artisti, affiora la voglia di sperimentare, facendosi largo tra quella folla di cover band che sta saturando la scena metal a discapito di chi cerca di proporre il nuovo. Il Metal Made in Italy ha una grande particolarita' nella stesura dei brani e che è legata alla melodia insita nel nostro dna. Le problematiche sono sempre legate a quanto il mercato chiede, e questo ricade su tutto ciò che gira intorno all'artista. Però non significa che non si costruiscono progetti, è più difficile! ma con la passione e il credo oltre al supporto dei fans, si può andare sempre verso più ampi risultati.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

R. Internet è uno strumento di questo secolo ! Tutto dipende da come si usa. Certamente vivere tutto il proprio quotidiano all'interno dei social network ti isola dalla vita reale e si corre il rischio di perdere il controllo di essa. Personalmente uso internet soprattutto per la mia attività artistica e sicuramente mi ha dato e mi da una mano notevole. Comunque quando è possibile, preferisco avere rapporti di persona, anche perché certe emozioni una macchina non può trasmetterle (per fortuna).

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

R. Ho la fortuna di suonare in un gruppo doom (The Black), nella reunion del metal classico (UnrealTerror) in passato nel mio gruppo gotico (Akron) e con le mie sperimentazioni soliste (Sloe Gin, Heavy Sharing)...sono soddisfatto di come posso mettere in gioco il mio modo di esprimermi.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

R. Heavy Sharing è stata una grande prova di condivisione con altri artisti e questo mi ha arricchito moltissimo. Una esperienza unica, 15 ospiti , 15 emozioni differenti tanta energia e tanto calore umano che solo a parlarne mi viene la pelle d'oca. Per il futuro mi piacerebbe avere condivisioni con artisti di altre culture musicali e cercare di creare alchimie da poter regalare a chi ascolta.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

R. Innanzi tutto vi dico grazie per aver letto questa intervista. Vi chiedo di "supportare" sempre i gruppi italiani, e una necessità per far crescere sempre di più il Metal Tricolore !...Poi se vi incuriosisce il mio lavoro, acquistatelo e sarò molto felice di avere il vostro feedback sul mio profilo. Keep on Metal.

Maurizio Mazzarella