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martedì 24 novembre 2015

ALESSANDRO SPAMPINATO - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

L’album si intitola “L’AMORE E’ UN ARTISTA CIECO”, contiene 8 canzoni scritte nell’arco di un anno circa, e sono frutto di riflessioni, esperienze e incontri che ho fatto. Raccontano per lo più il nostro tempo, la nostra situazione sociale, politica, culturale e storie di vita vera, di amori e passioni. Lo si può acquistare su i-Tunes, Amazon, Google paly music. Lo si può ascoltare su Spotify e sulla mia pagina youtube dove si possono vedere anche i video clip. Inoltre ho anche un sito internet: www.alessandrospampinato.com dove agevolmente si può trovare tutto quanto riguarda la mia attività di cantautore, le recensioni all’album e i musicisti che vi hanno partecipato.

Come si è districata la tua formazione da musicista?

La mia formazione parte da un vorace ascolto, sin da piccolo, dei cantautori italiani anni 70 e 80. Quelli che maggiormente porto nel cuore e hanno influenzato la mia musica sono senza dubbio: Guccini, Dalla, de Gregori, de Andrè, Fossati, Bennato, Battiato. Poi, nell’adolescenza, vengo rapito dai gruppi storici stranieri come i Rolling Stones, i Dire Straits, i Queen e poi gli U2 e tanti altri ancora. La passione per la musica mi porta a iniziare a suonarla e così arriva la mia prima chitarra acustica e dopo poco i primi tentativi di gruppo facendo cover. La faccenda cambia quando in un locale di Roma conosco Luigi Grechi che organizzava serate live con cantautori. Fu lui ad invitarmi a partecipare ad alcune di esse con dei miei pezzi. Così, una decina di anni fa, iniziai a scrivere canzoni e a suonarle dal vivo. Da lì in poi tutto ha cominciato a crescere e a svilupparsi fino ad oggi con questo mio nuovo album che vede la collaborazione di musicisti di fama nazionale e internazionale come Massimiliano Rosati, che ha curato anche gli arrangiamenti, Flavio Mazzocchi e Luca Trolli. Nel mio precedente cd, “AMOREPSICHE” Alessandro Valle ha suonato la pedal steel gutar.

Come hai scelto il titolo del disco?

Il titolo del cd è la risposta che ho trovato ad un dilemma che penso attanaglia parecchie persone oggi più che mai. L’amore è senza dubbio un’esperienza che, se vissuta in modo sano, arricchisce, fa evolvere, sprona al cambiamento e risolve i problemi. Spesso però l’amore avvicina persone sbagliate, incompatibili o non si avvicina a chi avrebbe la possibilità di essere realmente influente a livello sociale, politico e economico. Infatti, d’amore spesso si soffre e ci si rovina la vita e le crisi internazionali stanno raggiungendo sempre più livelli preoccupanti. Tutto sembra volgere verso un conflitto! Com’è possibile che l’antidoto ai mali del mondo e della vita non riesce a fare breccia o a funzionare? Ecco qui il titolo: “l’amore è un artista cieco”! Proprio come nel mito di Eros-Cupido, dio dell’amore, egli ha una pessima mira, come se ci vedesse poco o per niente, le frecce vengono scoccate a casaccio unendo persone incompatibili o non cogliendo il bersaglio. Pensate se a capo dei governi, delle banche o degli eserciti ci fossero personaggi come il Mahatma Gandhi, San Francesco, Martin Luther King, ecc. forse le soluzioni ai problemi dell’umanità di oggi si troverebbero in pace e senza uccidersi l’un l’altro. Il titolo vuole esprimere questo concetto che è il leitmotiv delle 8 tracce.

A cosa ti ispiri quando componi?

Oltre a scrivere canzoni sono uno psicologo e psicoterapeuta. Sotto questo aspetto sono portato ad osservare e a cercare di capire me stesso, tutto ciò che mi circonda e le persone che incontro professionalmente. L’attenzione per l’analisi dei vissuti e delle dinamiche e per la consapevolezza è la mia principale fonte di ispirazione artistica. Tutte le mie canzoni sono esperienze di vita vissuta, pezzi di percorsi, finestre che si affacciano su un dettaglio, un particolare, un elemento della nostra vita, sono tracce di memoria, istantanee del nostro tempo.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un tuo potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

Le mie canzoni raccontano delle storie, sono piccoli ma intensi viaggi. A volte bisogna riascoltarle per comprendere il perché quel testo è poggiato proprio su quella struttura musicale. Hanno un filo conduttore che dona una coerenza interna all’album, racchiusa nel titolo. Il primo mio lavoro si intitola “Amorepsiche”, il secondo, come detto, “L’amore è un artista cieco”, ognuno è pensato, scritto, suonato e arrangiato secondo un ben preciso intento: il viaggio, la riflessione, la consapevolezza. Sono indubbiamente cd da ascoltare con calma, come colonna sonora di un viaggio della mente nelle emozioni e nei vissuti. 

Come nasce un tuo pezzo?

Qualcosa mi colpisce, una storia, una notizia, una frase, un momento storico. La mente inizia a lavorare e una strana inquietudine mi attraversa anche per giorni. D’un tratto mi risulta tutto chiaro, il testo viene quasi da solo, tutto insieme, la musica è già nelle parole, nelle strofe, nell’inciso. Poi prendo la chitarra tra le mani, davanti a me c’è il foglio di carta col testo. L’alchimia si svela quasi da sola. Più mi faccio da parte e più parole e musica si sposano. Quando la canzone si palesa nella sua armonia e struttura io mi sento spettatore.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

Esprimere un giudizio su qualsiasi cosa oggi mi risulta problematico. Un po’ ovunque percepisco confusione, promiscuità, sotterfugio, controllo spietato. Gli artisti e i talenti non mancano di certo. Tante persone producono arte con passione e amore. Diciamo che il sistema che muove la musica oggi nel nostro paese segue logiche che con l’arte sembrano avere poco a che fare. In una parola direi che è una giungla o un fast food. Oggi tutto viene consumato in fretta, poi gettato e dimenticato per divorare voracemente altre cose e ripetere il processo. Ma non ci si deve abbattere mai. Esprimersi e condividere sono esigenze prima di tutto umane ed esistenziali. Anche seguire un artista nella sua crescita e nel suo percorso, cosa oggi un po’ anacronistica, è per me essenziale. 

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Internet è uno strumento preziosissimo se usato bene naturalmente. Forse è l’unica forma di espressione democratica che esiste oggi. Anche se inizia ad essere controllato e manovrato, ancora offre spazi di libertà, condivisione ed espressione. Sicuramente ha colpito il mercato discografico. La musica è tutta gratuita, raggiungibile con un semplice clic o acquistabile in mp3 con pochi euro. Sono scomparsi i negozi di dischi e cd. Ogni cosa ha il suo prezzo e ogni epoca ha le sue forme e le sue regole. Secondo me, scomparendo sempre di più il business della musica si ritornerà sempre di più alla qualità, alla spontaneità e al contenuto. L’artista sarà sempre più libero di dire quello che sente perché svincolato dalle leggi del mercato e chi vuole lo potrà ascoltare sempre più facilmente.  

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Sento di avere un’anima pop-rock e folk. Il genere che suono è proprio quello che mi emoziona e riesce a comunicarmi energia, entusiasmo e ispirazione. Questioni di gusto personale.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

L’arte, in tutte le sue forme, nasce per elevare l'anima e lo Spirito a una visione del mondo e della vita superiore alla normale percezione dei sensi. Ognuno possiede almeno un talento, ne sono certo. Il messaggio dunque è questo: trovate la vostra personale forma espressiva e dedicatevi per farla sviluppare al punto da poterla comunicare agli altri. Non c’è cosa più bella che condividere con gli altri ciò che portiamo nel cuore.

Maurizio Mazzarella