Mazzarella Press Office

EMP 1

domenica 8 marzo 2015

OYLOKON - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Thrash/death "old school" senza fronzoli che privilegia una produzione asciutta ed essenziale...

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Runes: Ho sempre amato il metal e in passato ho fatto parte di diverse formazioni thrash metal ma il mio impegno musicale negli anni si è poi concretizzato in progetti pop rock per cui a un certo punto ho sentito l’esigenza di rimettermi a suonare metal e dare vita in parallelo ad un progetto nuovo che rappresentasse quelle che sono le mie origini. Ho chiesto quindi a Reinblood di entrarne a far parte per occuparsi della voce, dei testi e per definirne la direzione musicale, lo stile e le tematiche e così sono nati gli Oylokon.

Reinblood: Devo questo regalo a Runes che un giorno mi ha confidato di voler riprendere a suonare metal. Non essendo io uno strumentista l'unico ruolo potessi occupare era quello della "voce"....

Come è nato invece il nome della band?

Reinblood: E' frutto della mia immaginazione! E' l'unica entità esistente "al di sopra" del quale non esiste, né mai esistito (...né mai esisterà, evidentemente!) alcun'altra entità o dio o come vogliamo chiamarlo. Non è il "creatore" e nemmeno un "castigatore" o "premiatore" nella comune accezione delle religioni rivelate, confessionali e non. E' semplicemente estraneo ed indifferente alle sorti degli umani, per cui non è una divinità comunemente intesa semplicemente perché non è "rapportabile" all'umano, nel senso che non richiede sacrifici e non s'interfaccia mai con gli umani. Sono due piani distinti ed effettivamente "paralleli". Potrei dirla - contrariamente agli Slayer -  "dio non ci odia tutti", semplicemente, se ne fotte di noi! In questo modo, personalmente, per quanto possa essere rilevante, diciamo che sono tra l'agnostico e l'ateo, riconosco, tuttavia, l'assoluta "serietà" nel professarsi, che ne so, odinisti, satanisti o seguaci "della via della mano sinistra".

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Reinblood: Come avrai capito leggendo i testi, non trattiamo tematiche particolari né siamo di quei gruppi "nichilisti" o "misantropi" che oggi fa molto figo; trattiamo di temi "universali" (consentiteci il termine, con tutta la modestia di cui siamo capaci): la fine cui siamo tutti sottoposti ("Against worms") il post-vita ("Perpetual prayer") la critica al paternalismo ed alle bugie che il "potere costituito" usa nei confronti dei sottomessi ("Mass perfection") la negazione della resurrezione e di tutti i fenomeni di premorte - una volta "passata la soglia" non torni più indietro ("No one turns back") appunto, anzi, non puoi nemmeno girarti indietro - come Orfeo - hai presente? del delirio di onnipotenza di qualcuno che ritiene di poter fare cose, impossibili per gli altri ma che non sa di essere ammalato di schizofrenia ("Dry the sea") parliamo del disagio della malattia mentale di un assassino affetto da disturbo "bipolare" che è conscio di ciò e chiede al suo alter ego, letteralmente,  di aiutarlo a fermare la marea di sangue che lo governa ("The black at my back") e così via. Basta, altrimenti ti parlo di tutto l'album! I testi (di cui mi occupo io) certamente hanno un ruolo importante, sebbene, e credo di poter parlare anche a nome di Runes, non usiamo la musica per lanciare "messaggi": vogliamo solo esprimere il disagio dell'essere umano rispetto alla propria natura.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Runes: Per quanto attiene la parte musicale gli aspetti caratterizzanti sono la velocità, il riffing chitarristico tagliente e cattivo e le solistiche estreme e “stracciate” nonché il cantato in un tipo di growl che non è esattamente la copia di quello proposto da altre band in circolazione. Penso però che l’aspetto più accattivante sia rappresentato dalle tematiche di cui trattano i testi di cui si occupa Reinblood.

Reinblood: Un ascoltatore "qualsiasi" logicamente non credo sarà incuriosito, e meno che mai, attratto, dalle nostre produzioni e noi non puntiamo a quello. Abbiamo registrato questo disco per il puro piacere di fare la musica che da sempre ci piace e che compriamo (si lo facciamo ancora!) Diciamo, quindi, che non facendo musica "popolare", ci contentiamo dei quattro gatti che sono affezionati a certe sonorità caratterizzate da velocità e - quando "si alza il piede" - da pesantezza ma di quella, però, con la quale non riesci a tenere ferma la testa. Mi sono spiegato? Non ci interessa la vendibilità del prodotto o le possibilità di distribuzione ma mettiamo al primo posto soltanto il piacere di farlo. Con la stessa mentalità stiamo già preparando il materiale per la realizzazione del secondo album.

Come nasce un vostro pezzo?

Runes: Io mi occupo di tirare fuori riff di chitarra e strutturarli in un brano dopo di che passo il materiale che ho composto a Reinblood che stabilisce la parte cantata, decide la tematica del brano e ne scrive il testo.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Runes: Ogni brano dell’album rappresenta per me un momento particolare, per cui sono legato indistintamente a tutti, però ti rispondo “Between my teeth” perché è stato il primo brano da cui abbiamo iniziato.

Reinblood: Io ti posso rispondere dal punto di vista "emozionale": certamente "Next death". Quando, in genere, si parla di morte solitamente, lo vedo in tutti quei ragazzetti "a cazzo ritto" che parlano di omicidio, di guerra, di "igiene del mondo" e puttanate varie ma, non si sa perché, non contemplano mai la possibilità che la morte possa essere la propria. In questo brano il protagonista si accorge proprio che ora "tocca a lui" (detta così è un pò limitante ma serve a dare il senso). Ebbene, quando ho finito di scriverne il testo mi sono accorto di essere malato seriamente di una malattia di cui ancora oggi combatto i postumi e spero definitivamente sconfitta.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Runes: I gusti musicali tra me e Reinblood sono molto simili e le band da riportare sarebbero tantissime. Su tutte indico gli Slayer.

Reinblood: Certamente Slayer, Bathory, Venom, Celtic Frost, Metallica Kreator (si nota che non siamo tanto giovincelli!) e tutta la genia del thrash e del death anni '80/'90, sebbene privilegiamo più ritmiche "stoppate" death piuttosto che "black". Siamo per un suono monolitico e roccioso.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Reinblood: Come dicevamo prima, abbiamo il privilegio di fare musica per puro piacere, avendo per fortuna altri lavori "remunerativi". Avremmo gradito veramente molto portare in giro la nostra proposta ma per motivi legati alla mancanza di musicisti che condividano le nostre idee ed abbiamo la tecnica necessaria per suonare la nostra musica, siamo costretti a far rimanere al momento questo progetto solo su disco.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Runes: Stiamo preparando il nuovo album e al momento non abbiamo in programma di realizzare materiale video. Preferiamo concentrarci sulla musica.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Runes: Ci sono tante band valide che propongono lavori registrati molto bene. Il problema è che l’ambiente è saturo ed è difficile emergere. Inoltre internet se da un lato offre a tutti le medesime opportunità di visibilità allo stesso tempo appiattisce il circuito musicale rendendo difficoltoso per una band distinguersi dalle altre e gli ascoltatori hanno difficoltà ad individuare quello che a loro piace. Oltre a ciò le etichette discografiche, che da sempre rappresentavano un riferimento per chi era alla ricerca di nuove band, hanno perso progressivamente importanza a causa delle scarse vendite.  

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Runes: Internet rappresenta sicuramente un canale di veicolazione essenziale per la musica, soprattutto per un progetto come il nostro che al momento non ha in programma attività live. La nostra idea resta comunque quella che la musica vada acquistata: pertanto, stiamo facendo in modo di evitare la libera circolazione dei nostri brani in rete, tentando di mantenere un controllo sulla loro diffusione e sfruttando al contempo i vantaggi che la rete ci può dare.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Runes: Ogni genere musicale per poter essere eseguito degnamente richiede tecnica, sensibilità musicale e creatività. Un musicista che possiede queste doti potrebbe teoricamente suonare tutto. La differenza probabilmente è rappresentata dal fatto che nel momento in cui un musicista suona in particolare la musica che ama e che rappresenta qualcosa per lui, allora ci metterà anche il cuore, e questo è il caso nostro.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Runes: Parlando di cose impossibili ecco la sincera verità: Jeff Hanneman.

Reinblood: Partiamo da questo: ho "cominciato" nel 1981 e mi reputo, soprattutto e, comunque, ancora un "fan" di questa musica e, quindi, degli stessi artisti. Per me è ancora un'emozione fortissima, diciamolo pure, un onore, lo dico seriamente, poter arrivare a guardare da vicino o, addirittura, stringere la mano e parlare con uno di questi "padreterni", penso - per es. - a Dave Lombardo, a Kronos, Chuck Billy o Mille Petrozza, a Pat O'Brien. Figurati se potessi riuscire addirittura a stare "alla pari" (non me ne vogliano!) collaborandoci! Quindi vorrei collaborare con ognuno di loro!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Runes: Oggi ascoltiamo musica continuamente, in ogni luogo dove andiamo c’è musica, però pochi l’ascoltano veramente. Per molti la musica rimane soltanto un sottofondo. Nessuno ha più tempo per ascoltare un album intero. Tante produzioni musicali vengono consumate in un solo ascolto per passare subito ad altro. Non è questa la funzione della musica. Non è questo il modo di trattare la musica. Invitiamo tutti ad acquistare un cd e a non far altro che ascoltarlo. Prestare semplicemente attenzione a quello che esce dalle vostre casse...o dai vostri auricolari.

Reinblood: Date un ascolto "serio" a "Life belongs to death" e fateci sapere cosa ne pensate, magari inviando un messaggio su Facebook!

Maurizio Mazzarella