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lunedì 2 febbraio 2015

SEREN ROSSO - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Si, stiamo per uscire con Ænima Recordings con un bel lavoro dedicato a Nelson Mandela. L'idea di Mandela è venuta i relazione all'anniversario della sua morte. Lui è stato un grande personaggio, che ha cambiato la storia del Sudafrica - che è stata una nazione travagliata da guerre razziali e situazioni molto spiacevoli - e un po' la storia del mondo intero. Io ho avuto personalmente occasione di viaggiare a Cape Town, nel 2006, e visitare la prigione in cui Mandela è stato rinchiuso e questa cosa mi ha colpito profondamente: non si può non ricordare una persona così grande per la storia africana e mondiale, è stato un grande insegnamento per tutti.

Come si è districata la tua formazione da musicista?

Secondo me la passione per la musica dev'essere innata, la voglia di ascoltare e cantare o uno ce l'ha e vive questa cosa in modo viscerale, oppure di sicuro avrà altri hobby. Io personalmente ho cominciato a suonare il pianoforte all'età di 12 anni e ho continuato fino ai tempi dell'università. Allora suonavo anche un po' la chitarra e già componevo qualche brano "cantautorale" per così dire. Ho poi scritto poesie per un certo periodo, dovendo abbandonare la musica per vari impegni tra studio e lavoro, ma una decina di anni fa è rinata la voglia di scrivere musica e quasi di getto è venuta la stesura di un album concettuale, da amante degli Who quale sono, incentrato su di un argomento per me molto stimolante ovvero la dipendenza dell'uomo dalla macchina, e la spersonalizzazione dell'uomo in un mondo informatico, e alla fine è nato il precedente "Henry's Life" Quando ho ripreso a comporre ho sentito l'esigenza di prendere lezioni di chitarra, ho quindi conosciuto Marco Roagna (Marcos Power Trio, Arti & Mestieri..) che nel tempo è diventato amico e arrangiatore.

Come hai scelto il titolo del disco?

La scelta del titolo di un disco normalmente è un impulso. Ad esempio con il lavoro precedente, non c'era un titolo prestabilito. Una volta raccolti i brani l'idea è venuta col tempo, da se, come in ultima analisi. Generalmente io scrivo i miei brani di istinto, grazie all'ispirazione momentanea, in seguito il titolo del disco viene poi ragionato in base ai brani al suo interno.

A cosa ti ispiri quando componi?

Col tempo mi sono reso conto che su quasi qualsiasi cosa di questo mondo si può scrivere una canzone, per cui normalmente - come facevo già per le poesie - mi viene un "flash" improvviso e scrivo su quello. Ad esempio proprio l'idea di Mandela è stata una cosa assolutamente non ragionata, è stato un "flash" a portarmi in quella direzione. In questi giorni ad esempio ho scritto su Pino Daniele: nonostante non lo seguissi molto è stato un grande interprete italiano e soprattutto una persona mentalmente molto onesta. L'episodio della sua morte mi ha stupito, dopo aver visto un suo concerto pochi giorni prima, questo mi ha fatto venire voglia di pensare a Pino Daniele e a come lui sentisse a suo modo la sua musica. Qualsiasi argomento può essere fonte di stimolo o ispirazione.. un artista in realtà non ha dei limiti particolari, semplicemente ha la necessità di portare su carta o in musica o in un quadro ciò che sente. Più le cose nascono dall'anima e più sono sentite, e hanno anche la probabilità di arrivare all'anima di chi sente, più sono cerebrali e meno rischiano di arrivare.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

- SCRIVO IO

Come nasce un tuo pezzo?

Porto su tutti l'esempio di "It's a miracle" brano compreso nel precedente lavoro "Henry's Life": il brano è dedicato a mio figlio, per cui nella storia del concept album diventa una traslazione dei sentimenti che ho nei confronti di mio figlio. In quel momento lui diventa Henry, ed io il padre che canta quel brano. Un brano a cui sono molto legato

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Beh di questo disco sicuramente Brother to Me, brano dedicato a Mandela che uscirà innanzitutto come singolo. Come ho già detto l'esperienza in Africa è stata determinante per la creazione di questo lavoro, l'estrema apertura mentale ed estrema determinazione associata alla dolcezza di Mandela con cui ha affrontato il problema del razzismo e della liberazione dalla schiavitù.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

E' più facile indicare la musica che non ascolto da quella che ascolto.. Tutta la musica va bene, basta che sia buona musica! Da teenager ovviamente ascoltavo i Beatles, poi sono diventato fanatico dei The Who, ma passavano anche dischi di Bee Gees, assolutamente tutti i gruppi prof dell'epoca, gruppi "west coast" come Neal Young e affini. Quindi probabilmente le passioni sono quelle che si portano dietro.. Anche i gruppi o cantanti che tutti vanno a vedere live adesso!

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? 

Insieme a Mattia di Ænima Recordings sto lavorando parallelamente a due progetti ambiziosi: il primo è appunto un EP dedicato a Nelson Mandela, di cui a breve uscirà il primo singolo "Brother to Me" che comprenderà due versioni, e posso anticiparvi che i musicisti coinvolti sono di spessore, così come per il secondo lavoro che dedico a Torino, città mitica e magica, che voglio valorizzare con alcune delle mie composizioni.

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Insieme con la mia label ci stiamo muovendo molto a livello di promozione, web, ufficio stampa e sicuramente all'uscita dell'EP ci sarà uno o più showcase di presentazione e insieme alla mia band porteremo in giro il nuovo prodotto senza lasciare indietro il precedente Henry's Life

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

Considero la scena musicale italiana un po' poveracci ricerca e di valorizzazione di persone nuove, considero che molte persone influenti e importanti nel campo della musica italiana (mi viene in mente Cocciante) segnalano che il problema non è tanto avere un cantante quanto avere brani nuovi. Poi in realtà accade che nessuno li cerca, nessuno li sostiene questi nuovi artisti che vogliono dire qualcosa, né il mercato discografico né tantomeno il pubblico, che esce più volentieri per ascoltare un concerto di cover o tributi piuttosto che un artista nuovo. Se fossimo nati con questa visione della vita a quest'ora non sarebbero neanche mai nati i Beatles! Sarebbe interessante che più case discografiche si occupassero di autori, non necessariamente i migliori del mondo a cantare o a suonare, però che abbiano le idee per scrivere qualcosa di veramente diverso.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Certamente a livello di visibilità internet mi ha dato una mano rispetto a cosa poteva essere anni fa, attraverso i nuovi social etc.. è molto più facile per il mio seguito restare in contatto con me, e viceversa le mie canzoni sono visibili più alla svelta. Vero è che internet ha come altro lato della medaglia il fatto di aver mangiato buona parte dei proventi legati alla vendita dei dischi fisici. Oggigiorno la gente scarica molto e non sempre lo fa legalmente. Questa purtroppo è una brutta abitudine, ma riflette la stessa pigrizia di molti pseudo-artisti nel ricercare qualcosa di autentico.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Quello che suono nasce dalle mie idee e quindi valorizza il mio essere musicista. Posso dire di esistere come musicista solo se compongo.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Pete Townshend

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Se amate la musica continuate a seguirla e ascoltarla !

Maurizio Mazzarella