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venerdì 21 novembre 2014

GABRIELE BELLINI - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Si tratta di un album importante per me, perché coincide con due momenti molto importanti del mio presente. L'album celebra i trent'anni di attività nella musica ed allo stesso tempo è uno dei tre dischi che sono usciti per l'etichetta Qua Rock Records di cui sono il presidente. Il disco ripercorre le tappe del mio percorso musicale ed umano, un viaggio in ordine sparso attraverso la mia produzione musicale come solista e come membro di alcune band che hanno segnato la mia vita, come gli Hyaena, Ritmenia Zoo e più recentemente i Pulse-R. E' difficile parlarne perché lì dentro ci sono io e la mia musica, ma voglio ben precisare che i 30 anni non sono un traguardo ma un nuovo punto di partenza per i prossimi 30!

Come si è districata la tua formazione da musicista?

Nasco come un autodidatta nella provincia pistoiese. Un percorso duro e difficile fatto di studi e di impegno, poco materiale a disposizione e molti sacrifici, fatti ti tentativi ed errori da cui ripartire a da cui crescere. Oggi è tutto più semplice (fortunatamente), accendi il computer e su youtube trovi decine di tutorial, a volte più dannosi che altro, mentre allora si andava ai concerti ad imparare ad osservare i chitarristi suonare, si ordinavano metodi via posta (successivamente le VHS), ma soprattutto il mio percorso è frutto di ascolto della musica, di suonare sopra i dischi dei grandi degli anni '70 dal prog italiano a quello inglese, l'hard rock, la NWOBHM e tutta quella musica in cui la chitarra ne faceva da padrona ma allo stesso tempo era al servizio della musica stessa.

Come hai scelto il titolo del disco?

Il titolo del disco era un po' un passaggio obbligato visto il contenuto, non avevo molte altre alternative!!

A cosa ti ispiri quando componi?

Difficile dirlo, perché sarebbe come spiegare una magia e quindi averne il controllo. Può essere un film, può essere qualcosa che ho letto o semplicemente è il suonare, provare soluzioni nuove, un pedale o un effetto ci sono decine di stimoli. Diciamo che comunque lo stimolo principale è ciò che vivo quotidianamente attraverso il mio ruolo di insegnante e produttore.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

Se ti piacciono le etichette, se ti fermi alle etichette ed alle categorie allora stai lontano dalla mia musica perché io amo la musica a 360 gradi e non mi sono mai posto il problema di suonare esclusivamente un genere o uno stile. Se invece sei un ascoltatore curioso, un po' pazzo e soprattutto interessato alla musica allora credo che nel mio percorso di trent'anni troverai sicuramente qualcosa che ti darà la giusta emozione.

Come nasce un tuo pezzo?

Come dicevo poco fa, l'ispirazione è molteplice, sicuramente nasce sulla chitarra e poi si sviluppa in studio o in sala prove con la band, è il frutto di un momento, un momento che poi mi accompagnerà per il resto del tempo.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Indubbiamente tutti questi brani sono legati visceralmente a me, ma se dovessi sceglierne uno credo che sia Endangered, il pezzo di apertura, inedito, ma che potete trovare anche su Qua Rock Shots una raccolta di artisti prodotta da me e Giacomo Jac Salani de "La Fucina Studio". Dello stesso brano ho appena realizzato un video per la regia di Adriano Giotti, un talento nel suo campo, con cui collaboriamo attivamente da anni.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

Sono tantissimi, dai miei inizi potrei parlarti di PFM, Genesis, poi l'impatto con Van Halen e George Lynch, fino ad arrivare a Steve Vai. Diciamo che il mio sound è stato influenzato principalmente da band più che chitarristi, infatti i chitarristi che ti cito sopra mi hanno sempre colpito più nella loro capacità di prestarsi alla musica pur avendo una tecnica ed un gusto fuori dal comune. 

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? 

Attualmente siamo a lavoro con il nuovo disco dei Pulse-R, poi c'è questa bellissima avventura di Qua Rock Records, un sogno che si avvera, mettermi a servizio dei nuovi talenti. Un passo inevitabile soprattutto per chi come me ha fatto dell'insegnamento una ragione di vita. Questo nuovo passo è affrontato con lo stesso spirito, mettere a disposizione la mia esperienza e la mia conoscenza per aiutare i nuovi talenti e ti posso garantire che ne siamo pieni!

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Sicuramente porterò in giro il disco nelle varie occasione e sicuramente in forme alternative. E' chiaro che una raccolta celebrativa non possa essere risanabile per ovvie ragioni, ma stai pur sicuro che buona parte di questi pezzi potrai sentirli live.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

La scena italiana è ricca e florida. Manca un po' di ottimismo e la voglia di fare. Spesso le band che ci contattano vengono da brutte esperienze oppure sono sfiduciate. Quello che dico a tutti è sempre la stessa cosa: credeteci, divertitevi e non aspettatevi niente, ma siate sempre pronti a tutto!! Ci sono sempre ostacoli e difficoltà, piuttosto che parlare delle "problematiche" parliamo delle cose belle che ci circondano: talenti ed energie. Niente è facile, meno che mai in un momento dove sembra che tutto sia possibile per tutti, tutto facile e la musica perde la sua ricchezza emotiva frutto di un lavoro e di una costruzione senza però mai perdere di vista la spontaneità.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Sicuramente internet ha più danneggiato l'industria musicale che gli artisti che invece si sono viste spalancate le porte. Allo stesso tempo però manca un filtro, sicuramente viviamo in un momento in cui c'è questo calderone enorme dove belle cose sono miscelate a cose pessime, dove i professionisti lottano con gli amatori, dove gli operatori del settore non offrono servizi, ma prezzi al ribasso. Noi con la nostra etichetta cerchiamo di riportare la musica in mano ai musicisti e cerchiamo (essendo no profit) di fare in modo che le tasche degli artisti non si svuotino.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Il genere che suono è il MIO genere e quindi penso di essere in grado di esprimermi al meglio, nel corso degli anni ho sperimentato ed affrontato mondi sonori diversi per fonderli insieme e liberare la mia creatività senza guardare troppo al "genere".

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Sicuramente, ce ne sono molti, alcuni purtroppo con cui non potrò sicuramente collaborare visto che non ci sono più, altri che per svariati motivi, hanno perso nel corso del tempo, quello smalto creativo, quella spinta necessaria per continuare a stupire ed emozionare. Ma se proprio devo citarne uno solo, un musicista che ormai da tempo continua a suscitare in me enorme curiosità e desiderio è sicuramente Mike Patton, infinitamente eclettico ed incredibile genio contemporaneo!!!

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Vi ringrazio dello spazio che mi avete concesso e vi invito a seguirci sulle nostre pagine nei social network dove sarete sempre aggiornati sulle evoluzioni del nostro lavoro, della nostra associazione Qua Rock e della sua relativa etichetta Qua Rock Records!! Grazie ancora!!


Maurizio Mazzarella