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giovedì 9 ottobre 2014

THE SIXXIS - Hollow Shrine

Glassville Record
Un gruppo molto, molto interessante, capace di trasdurre in musica idee interessanti ed innovativi, grazie ad una serie di melodie intense, passionali e accattivanti, supportare da suoni evoluti, che riescono nel contempo a strizzare l'occhio a sonorità dall'appeal vintage. A tutto questo si aggiunge un tocco di chitarra che spazia tra il tecnico ed il graffiante, come se Steve Vai suonasse un pezzo di Slash, fuso con la pazzia di Paul Gilbert. Ne viene fuori un disco variopinto, fatto di pezzi straordinariamente rock, che mescolano il grunge, il post rock ed il prog d'autore. Per certi versi c'è il tocco dei Metallica recenti, in particolare in brani come Long Ago, ma a prescindere da tutto ciò, Hollow Shrine scorre via tutto d'un sorso, lasciandosi apprezzare per la sua genuinità. Tra i suoni sintetici di Nowhere Close, mescolati con riff crudi e diretti, si arriva a Home Again, altro brano dove la tradizione trova terreno fertile nell'innovazione. L'ispirazione diventa padrona in Forgotten Son, anche se è Out Alive ad essere il brano più incisivo dell'album assieme all'opener Dreamers. Probabilmente Hollow Shrine è un disco destinato ad un pubblico ampio, ma ha le qualità per piacere anche ad una serie di ascoltatori più esigenti. Buona la produzione, pregevoli i suoni, ma è la buona qualità del disco complessivamente a colpire. Da tenere d'occhio.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella