Mazzarella Press Office

EMP 1

martedì 21 ottobre 2014

GRAVES OF NOSGOTH - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Questo album è un concept basato sulla storia del Doctor Faust, protagonista di una famosa opera letteraria tedesca. Per la precisione ci siamo basati sulla versione anonima dell'opera (la prima), in quanto a nostro avviso è molto più struggente ed emozionalmente incisiva sull'ascoltatore rispetto alle altre. Attraverso le 12 canzoni che compongono il nostro disco raccontiamo musicalmente la vita di questo Professore che, bramando conoscenza e sapere assoluto, decide di stipulare un patto con il demonio. Questo patto imponeva anche che, 24 anni più tardi, il demonio tornasse dal professore a riprendersi la sua anima in cambio della suddetta conoscenza. La crescente angoscia che vive Faust durante i suoi ultimi 24 anni di vita è anche una grandissima allegoria di molte situazioni che ognuno di noi può incontrare nella vita di tutti i giorni e questo conferisce all'album una maggiore interpretabilità. Tecnicamente parlando è stato un lavoro molto lungo e difficile (le sessioni di registrazione sono state egregiamente gestite per la parte di produzione da Gabriele Bellini e da Giacomo Salani per la registrazione, il mixing e il mastering in studio oltre che per la registrazione delle ottime tracce di basso) ma i risultati speriamo possano soddisfare al livello delle fatiche fatte.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band nasce nel 2009 sull'appennino Tosco-Emiliano. La formazione iniziale composta da Luca Lometti alla voce, Thomas Volpari al basso, Mirko Capitani alla chitarra e Giammarco Agazzotti alla batteria è stata il fulcro per la caratterizzazione dello stile della band (inizialmente inclinato al Melodic Death) e ha pesantemente condizionato la nascita del primo album quando siamo stati chiamati da Gabriele Bellini di Quarock Records per registrare "Ex Tenebris ad Lucem". Le influenze erano parecchie e parecchio eterogenee e questo ha portato ad avere, almeno in principio, stesure molto personali e diverse tra loro. Con il tempo queste piccole differenze sono andate appiattendosi focalizzando lo stile della band in una direzione più definita, pur non togliendo varietà e piccantezza ai pezzi.

Come è nato invece il nome della band?

Il nome della nostra band nasce direttamente dalla nostra passione condivisa per il videogioco "Legacy of Kain". Chiunque ne sia appassionato avrà subito riconosciuto il nome della terra nella quale si svolgono le vicende di Kain e Raziel. Il riferimento alle tombe, invece, è un diretto collegamento con la nostra situazione antecedente ai veri Graves of Nosgoth la quale, nonostante facessimo parte di progetti differenti, era decisamente stantia e poco stimolante. Questo nome vuole appunto rappresentare una nuova rinascita, l'inizio di una nuova era per noi.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Riferendoci a questo particolare concept diciamo che rientriamo nella categoria delle "tematiche particolari". Essendo così mirato l'ispirazione principale proviene direttamente dalla letteratura stessa. Come detto poco fa, comunque, non mancano le ispirazioni dal mondo reale per rendere questo lavoro non solo un tributo letterario ma anche una libera interpretazione lasciata all'ascoltatore della vita quotidiana.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Le qualità del nuovo lavoro sono percepibili nella sua interezza. Oltre a un song-writing decisamente più aggressivo rispetto al lavoro precedente, abbiamo appunto creato una sorta di percorso attraverso il quale l'ascoltatore - per potersi gustare appieno questo lavoro - deve passare. Abbiamo infatti suddiviso questo album in atti e scene, proprio come si fa per le opere teatrali, per far entrare nel vivo dell'esperienza i nostri fans.

Come nasce un vostro pezzo?

Lavoriamo in maniera molto standard per la creazione dei brani. Solitamente a uno di noi viene un'idea e poi la si discute e la si elabora in sala prove. Quest'ultimo album ha rappresentato però un'eccezione a questa regola, poichè tantissime ispirazioni provengono da Luca "Van Tammez" Tamelli, il quale aveva moltissimo materiale a disposizione su cui abbiamo lavorato. Cosa che non abbiamo tardato a fare.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Purtroppo (o per fortuna) noi ormai riusciamo a vedere questo lavoro solamente nella sua interezza, nonostante le svariate ore passate a scrivere e modificare ogni singolo pezzo.
Mi sa proprio che a noi piace tutto quanto insieme!

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Tra le influenze di questo ultimo album troviamo di sicuro Dimmu Borgir, Cradle of Filth, Immortal, Death, Bloodbath. In generale diciamo che nonostante ognuno di noi ascolti generi abbastanza diversi tra loro, siamo riusciti a fonderli in un'unico caratterizzante tipo di musica che ha soddisfatto appieno tutti (cosa che speriamo possa fare anche con i nostri ascolatori).

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Adesso stiamo pianificando qualche data per portare in giro il nostro lavoro e far divertire i nostri fan proprio come ci divertiamo noi a suonare le nostre canzoni. L'11 Ottobre al Borderline di Modena abbiamo presentato l'intero album alla release party. Insieme ai Duir, abbiamo fatto scapocciare per bene la gente nostrana! 

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Purtroppo per ora nessun album live o DVD, anche se sicuramente è qualcosa che terremo in considerazione per il futuro.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Purtroppo lo sappiamo oramai da tempo, qui in Italia la situazione non è per niente rose e fiori, anzi. Abbiamo molte band di enorme valore in Italia che non potete neanche immaginare. Basterebbe allinearsi al livello di cultura musicale che si ha in paesi come la Germania per far fiorire musicalmente un paese che, purtroppo, sta andando verso il declino totale. La cosa che ci fa sorridere ed andare avanti sempre, è l'impegno che ogni band underground che si rispetti, mette per poter contribuire alla propria crescita e a quella altrui. 

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Ci ha decisamente aiutato. Social Networks e siti web sono il luogo ideale per iniziare a farsi conoscere a costo praticamente zero. E' anche vero che è un'arma a doppio taglio. Se sfruttato male il web può portarti in situazioni da cui è difficile uscire.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Lo valorizza molto. E' il genere che naturalmente ci piace suonare e di conseguenza quello che ci fa esprimere meglio. Nonostante non sia stato il primo genere che ci ha caratterizzato, abbiamo capito con il tempo che questa era una direzione del tutto naturale e quindi non abbiamo fatto altro che prendere atto e darci dentro alla grande. Amiamo il nostro genere.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Ci sarebbe uno spettro imbarazzantemente ampio di musicisti famosi con cui ci piacerebbe collaborare, per citarne uno i Dimmu Borgir. Speriamo che il futuro possa essere pieno di collaborazioni interessanti piuttosto che partecipazioni a grandi festivals internazionali.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Salutiamo tantissimo tutti voi lettori che ci sostenete sempre e che ci fate crescere come band dell'underground. Non smettete mai di farlo e supportiamoci a vicenda, è l'unico modo per sopravvivere musicalmente in questo paese. Cogliamo l'occasione per ringraziare Gabriele Bellini, Giacomo Salani e Quarock Records in generale per averci dato l'opportunità di realizzare al meglio questo lavoro!

Maurizio Mazzarella