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domenica 14 settembre 2014

MR. BIG - …The Stories We Could Tell

Frontiers
Dove eravamo rimasti... I puntini di sospensione del precedente “What If...”, l'album che nel 2011 ha sancito la reunion ufficiale di una delle hard rock band più acclamate del pianeta dotate di sole e assolute super star, lasciavano presagire ad un secondo capitolo che a tre anni di distanza è puntualmente arrivato e si ricollega con il titolo di questo nuovo “…The Stories We Could Tell”, anticipato come si può notare proprio da tre punti. I Mr. Big vanno dritti al sodo e ci consegnano un album eccellente, fatto di ottimi brani, tecnicamente perfetti sia da un punto di vista compositivo che esecutivo, supportati da una buona vena d'ispirazione, nonostante in più d'un frangente risulti palese che molti accorgimenti dei singoli brani siano stati studiati a tavolino. Già dalle prime battute di Gotta Love The Ride i Mr. Big partono subito forte, con Billy Sheehan che picchia forte sul suo basso e con Paul Gilbert più ispirato che mai con la sua chitarra. I Forget To Breathe prosegue sulla stessa scia e ci mostra un Eric Martin diverso, più rude e diretto con la sua voce, usata come un vero e proprio strumento, che gli consente di risultare costantemente melodico ed avvolgente. La qualità dei brani di questo pregevole album è palpabile, il problema è però riconducibile al fatto che “…The Stories We Could Tell” manda dell'hit vincente, il classico brano che scala la classifica sino ad arrivare alla vetta. Un aspetto che negli anni d'oro della band era particolarmente frequente. Ma ormai siamo in un'epoca diversa, dove oltre all'aspetto più venale della musica, i Mr. Big associano anche quello della passione e della professionalità. Per chi ama la buona musica ed ha sempre amato i Mr. Big, apprezzare un album di spessore come “…The Stories We Could Tell” non sarà molto difficile. Ed è in brani come Fragile che questo concetto viene sintetizzato, grazie a momenti dai connotati poetici ed assoli di chitarra da pelle d'oca. Ci sono poi dei momenti di pura tecnica, dove la spontaneità viene messa da parte per dare più spazio alla versione più spudorata dei musicisti. E' il caso di Satisfied, dove Gilbert e Sheehan improvvisano momenti di classe sopraffina, episodi di raffinata musicalità, dove Eric Martin sembra quasi divertirsi mentre canta. E viene anche facile pensare come “…The Stories We Could Tell” sia un album che anche dal vivo avrà una buona resa, vedi The Monster In Me, un altro momento dove il basso e la chitarra si dimostrano in grande sintonia. Ma c'è spazio anche per i cuori più deboli, come The Man Who Has Everything, probabilmente uno dei momenti più elevati di un disco destinato a lasciare il segno. 

Voto: 8,5/10 

Maurizio Mazzarella