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domenica 14 settembre 2014

LUIGI ANTINUCCI - Intervista all'Artista


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

-Magica Torino é un progetto dedicato alla mia città. La mia famiglia arriva dal sud Italia. In quegli anni la Fiat trasformava questa storica città nella capitale dell'auto. Sono un emigrato anche io e Torino.  Col cuore partenopeo e gli occhi del turista, ho cercato di descrivere la magia di cui  si parla da sempre ... La sua parentela parigina, la sua  timidezza, la sua energia.

Come si è districata la tua formazione da musicista?

-Ho iniziato a battere coi cucchiai sulle pentole in cucina a circa due anni, ascoltando la radio. A tredici anni ... Il grande sogno si realizzava ... La mia prima chitarra. I solfeggi mi annoiavano, preferivo tirarmi giù ad orecchio gli accordi dai dischi dei Beatles o assistere alle prove di tutti i cantinari rock della mia zona. Fra opuscoli fai da te e i consigli degli amici piú grandi ... Me la sono cavata. Sono completamente autodidatta, a 20 anni, dopo aver suonato cover in varie formazioni ho poi scelto di fare solo più musica mia. Il mio conservatorio é stato ... La radio "pirata" dove per anni ho lavorato come conduttore, poi l'università ... Due anni di giurisprudenza e la scelta finale ... Lo studio di registrazione, laboratorio delle mie follie dove tuttora produco colonne sonore, canzoni e jingles.

Come hai scelto il titolo del disco?

-Pensando di fare un progetto su Torino era inevitabile citare la città nel titolo. Poi il mio grande amico Marco Basso, giornalista musicale e conduttore radiofonico (colleghi  nella web radio torinese LDC 95)  mi ha illuminato dicendomi "... Non ... Torino Magica ma ... Magica Torino" . Sono i particolari a far la differenza!

A cosa ti ispiri quando componi?

Cerco di fare il regista, il fotografo, il narratore ... Sono tanti i miei riferimenti ... La vita, l'amore, il mistero, la solitudine del l'uomo moderno ... Cerco di mettere tutto nelle mie canzoni ... La poeticitá, la musicalitá ... L'estetica. Può ispirarmi una panchina vuota che mi parla della sua storia, l 'uscita dei ragazzi da una scuola, il profumo di una donna che passa, lo sguardo di un bambino, l'abbraccio di mia figlia ... Il calore della mia   famiglia, il dolore e l'impotenza che sento di fronte ad una enorme parte di mondo ignorante, crudele, superficiale, violenta.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

-Penso che nel mio disco ci sia molta musicalitá. Ogni brano ha un colore diverso. Ho chiesto collaborazione a persone eccellenti, diverse fra loro per avere un sound ... Non uniforme. Gian Luca Fuiano alla batteria e Gualtiero Marangoni al basso che insieme hanno un certo  feeling,  la mano blues del chitarrista Marco Roagna, la personalità raffinata di Luigi Venegoni alle acustiche, Luigi Boscaglia che col sax ... Dipinge, Ugo Viola che con la sua fisarmonica d'eccellenza dá un tocco parigino, Pascale Charreton che canta e recita con un'energia straordinaria, mia figlia Raffaella Antinucci che con la sua  giovanissima voce ... Mi ha regalato acqua di sorgente e per finire il tocco finale di Aldo Valente che ha arrangiato, suonato tastiere, programmato e mixato magicamente.

Come nasce un tuo pezzo?

-Il meccanismo é quello della sintonia. Osservo la vita, la gente, La notte e  percepisco segnali ... Cercando di Ascoltare quello  che c'é ... Oltre. È questo il motivo per il quale musica e parole mi arrivano già pronte ... Insieme. Ovviamente poi ci lavoro sopra, con calma, ma il refrain principale ... Mi viene " recapitato" da lassù ... Pronto per l'uso.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Difficile rispondere, le canzoni sono figlie ... Le ami tutte.  Altro discorso é dover scegliere un brano pilota per la promozione ... Allora mi affido alle opinioni che raccolgo. La canzone piú votata del mio progetto pare sia Le Panchine a Torino.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

-La lista é lunga ed eterogenea. Beatles, Rolling Stones, i grandi brasiliani del Samba, Dylan, de Gregori, Lou Reed, i classici napoletani primi 900, un certo jazz, un certo blues e una certa west coast, Clapton, Santana, Wonder ... Sono veramente troppi ... 

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? 

-Vorrei tornare su due argomenti diversi fra loro. Il mondo del cantautorato acustico folk tradizionale e i suoni piú raffinati e notturni  accarezzando jazzy e lounge. Lo so che parliamo di diavolo e acqua Santa ... Ma é piú forte di me.

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

-Ti rispondo in modo ... Uniforme. La canzone d'autore ... Ha bisogno dell'autore. Il live  é il modo più bello per promuovere un progetto. Perfino la rete diventa un canale di documenti live. Non importa dove ...teatri, piccoli Club, festival ... Il contatto con la gente, parlare, condividere ... Sono il senso della vita per un artista.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista? 

-Il panorama italiano secondo me non é entusiasmante nel suo insieme, tanti dischi ... Pochi artisti veri però. per avere emozioni bisogna andare a pescare nel "sommerso" . Lì trovi delle piacevoli sorprese. I miei problemi sono come tutti i prodotti considerati ... Un po' di nicchia. Bisogna ringraziare i grandi coraggiosi delle piccole etichette indipendenti come la mia Aenima Recirdings. Sono loro secondo me, che alla fine tengono in vita la cultura.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

-Direi che da una parte internet ha distrutto economicamente il mercato discografico, nessuno più compra i dischi, si scarica molto e troppo illegalmente. Però la rete é una potenza democratica vera. A me personalmente sta portando nuova energia, bello scoprire a dispetto delle major che esiste anche un pubblico " sommerso" che sembrava non aspettasse altro che condividere il tuo pensiero.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

-Penso che essere riuscito a sentirmi libero e senza confini sui generi musicali, io sia riuscito a trovare un habitat adatto alle mie canzoni ... A valorizzarle.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

-Salire sul palco con  Norah Jones e Sade ... "suonato fra le donne".

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Certo! Se hai coraggio ... Difendi la vita.

Maurizio Mazzarella