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domenica 14 settembre 2014

BELPHEGOR - Conjuring the Dead

Nuclear Blast
Diciamo la verità: i puristi del black metal non hanno mai accettato di buon grado le sfumature presenti nel loro genere. Non è infatti un caso che chi apprezza Dimmu Borgir o Cradle Of Filth, non abbia simpatia per gruppi come Behemoth, Immortal e gli stessi Belphegor. E questo è un concetto che può essere serenamente invertito. Ci sono però band che con grande intelligenza e qualità compositiva riescono a porsi nel mezzo, mantenendo la propria coerenza di fondo, tralasciando gli aspetti melodici, riuscendo a puntare su un'essenza del black metal accessibile, ma sempre brutale, supportata da una tecnica sopraffina, facendo apprezzare da qualsiasi tipo di sostenitore del settore. E' il caso dei Belphegor, che da tempo hanno raggiunto la maturità definitiva con dischi come Bondage Goat Zombie, Walpurgis Rites - Hexenwahn e Blood Magick Necromance, ma che con Conjuring the Dead riescono non solo a raggiungere un livello ancora più elevato, ma anche a mettersi alla pari con i grandi classici del genere. No, non stiamo scherzando, perché Conjuring the Dead è un disco completo, che guarda alla tradizione del black metal e che da un punto di vista compositivo riesce ad evolverlo ulteriormente, senza perdersi in modernismi o suoni sintetici, ma puntando su una notevole tecnica compositiva e strumentale e su un approccio di qualità, senza mai perdere di vista l'essenza della tradizione. Ne viene fuori un disco cattivo, violento, aggressivo ed astuto, con brani di carisma come Gasmask Terror e la title-track, o con atri più riflessivi come In Death ed In Eyes, che ripercorrono territori più classici con grande naturalezza.  Se con Rex Tremendae Majestatis viene fuori l'aspetto più ispirato della band, con Flesh, Bones and Blood si provano dei veri e propri brividi sulla pelle. Forse un suono più moderno e puliti avrebbe giovato ulteriormente a Conjuring the Dead, ma si sarebbero perse delle caratteristiche che nel black metal risultano ancora essenziali.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella