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domenica 6 luglio 2014

URIAH HEEP - Outsider

Frontiers
Non è una esagerazione definire Outsider uno dei più bei dischi mai incisi nella loro carriera per quanto riguarda gli Uriah Heep, che di album in totale ne hanno composti ben ventiquattro. A tre anni dall'uscita del pregevole Into The Wild, il combo inglese conferma di essere sempre ispirato, grazie a bravi intensi, coinvolgenti e grintosi. A tutto questo viene aggiunta una dose di grinta notevole, correlata al carisma che solo grandi musicisti quali Bernie Shaw e soprattutto Mick Box alla chitarra riescono a trasmettere. La morte di Trevor Bolder, bassista storico, è stato un duro colpo da assimilare, ma la freschezza e la professionalità di Davey Rimmer riesce a comunque a colmare nel suo insieme un vuoto non semplice da riempiere. Eppure Outsider funziona dalla prima all'ultima nota, scorre via con estrema naturalezza, con un stile certamente incline al sound classico degli Uriah Heep, ma che giova di un suono molto moderno ed attuale, che affianca un metodo compositivo cosolidato negli anni. Partendo da Speed Of Sound, con a seguire One Minute e The Law, gli Uriah Heep sembrano vivere una nuova giovinezza e la cosa che traspare è la serenità con cui il tutto viene eseguito. Inutile nascondere che Outisider è un lavoro destinato ad un ampio successo live, perché tutte le canzoni sono adatte per essere suonate dinanzi ad un grande pubblico. Looking At You, oppure Jessie e Kiss The Rainbow sono pezzi imprevedibili nella loro prevedibilità conscia e moderni nel loro essere tradizionali. Tra genialità e fantasia, il disco si chiude con Say Goodbye, senza lasciare l'amaro in bocca, bensì trasmettendo serenità e con un leggero sorriso, si pigia il tasto stop, aspettando il momento di tornare ad inserire il cd nella fessura, per poter schiacciare ancora il tasto play.

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella