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mercoledì 16 luglio 2014

OLD MAN’S CELLAR - Damaged Pearls

Valery
Pur essendo uscito lo scorso anno, ho il piacere di scrivere due righe su questo bellissimo disco dei modenesi Old Man’s Cellar, nati nel 2009 per volere di Federico Verratti (chitarra) e Riccardo Dalla Costa (voce) che, dopo aver fatto loro le bacchette del batterista Andrea Fedrezzoni registrano un EP nello stesso anno dal titolo “Wine and Swines”. Allargata la formazione a cinque elementi con l’arrivo di Angelo Scollo al Basso e Massimiliano Boni dietro le tastiere, iniziano i lavori su Damaged Pearls che viene licenziato verso la fine del 2013 dopo la firma con Valery Records. Un hard rock raffinato dai tratti Aor ci viene regalato in questo debutto su lunga distanza da parte di una band dalle potenzialità enormi, formata da ottimi musicisti, con prestazioni singole sopra la media, tra le quali spiccano le punte di diamante delle fantastiche prove di Riccardo, singer dall’ugola d’oro, elegante e passionale, e di Federico, chitarrista e songwriter di un’altra categoria che, con il suo strumento crea assoli emozionanti, ad impreziosire le già di per sè ottime canzoni presenti nell’album. Extreme, Tyketto e Harem Scarem possono essere individuate i riferimenti del gruppo, che con personalità da vendere snocciola dodici brani da antologia del genere, arrivando all’eccellenza sia dove il loro sound si irrobustisce, regalando momenti di hard rock arcigno ma sempre elegante nella migliore tradizione ottantiana (come avviene in The Years We Challenge e nella magnifica Soul Exercise), sia dove i tempi rallentano in ariose song da arena rock, con le tastiere di Massimiliano Boni che i impdroniscono della scena, e per finire nelle ballad Is This the Highest Wave ma, soprattutto, Still at Heart, dal mood cantautorale e di ispirazione Extreme (“More than Words”). L’ottima produzione aggiunge ulteriore ad gran bel lavoro che ci consegna una band con le carte in regola per affrontare un futuro pieno di soddisfazioni, lasciandoci con la consapevolezza di aver trovato un’altra ottima realtà tutta italiana in un genere che, negli ultimi anni, dopo gli splendori ottantiani è stato colpevolmente relegato dal music biz nell’underground. Speriamo quindi in un ritorno di fiamma per queste sonorità, magari con l’aiuto di degli Old Man’s Cellar.

Voto. 8/10

Alberto Centenari - www.iyezine.com