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Cadaveria VS Necrodeath

mercoledì 16 luglio 2014

GAME OVER - Burst Into The Quiet

Scarlet
Il vecchio thrash sta avendo nell’underground una sorta di nuova giovinezza: dal sud Italia alla penisola iberica le band che si dedicano a questi suoni sono sempre in aumento, e con prodotti di buonissima qualità. I Game Over da Ferrara non sono certo gli ultimi arrivati, avendo nel loro curriculum un Ep nel 2009 dal titolo “Heavy Damage” ed un album nel 2012, “For Humanity”, che aveva già fornito un assaggio delle potenzialità della band. Nel 2014 i ragazzi ferraresi firmano per la rinomata Scarlet e licenziano questa botta mica da ridere dal titolo Burst Into The Quiet, che va ad aggiungersi ai bellissimi dischi di Thrash Bombz, Napalm Storm e Bloodevil, in pratica le band colpevoli di aver fatto rinascere la scintilla thrash nel sottoscritto, ormai assuefatto dai dischi mediocri pubblicati dai nomi più famosi. Allora vi chiederete cosa possa avere mai questo disco di così speciale che non sia già stato scritto e suonato negli anni d’oro del genere? Beh intanto, e l’ho già scritto in altra sede, nel thrash non esiste innovazione o il dover di sfoggiare chissà quali spunti di originalità, questo è un genere dove tecnica strumentale, attitudine e voglia di far male sono di per sé qualità sufficienti, se poi aggiungiamo, come in questo caso, l’ottima produzione del sempre più bravo Simone Mularoni, un cantante dalla voce superba e dalla grande personalità come Reno, una sezione ritmica (sempre Reno al basso e Vender alle pelli) devastante e due Chitarre (Ziro e Sanso), che tra ritmiche e solos danno spettacolo, direi che il voto che campeggia a destra è più che meritato. Burst Into The Quiet prende il thrash della Bay Area e lo riconsegna più rinvigorito che mai nel nuovo millennio, tra citazioni non troppo velate ad Anthrax, Exodus e compagnia ed una durata ben calibrata per far tornare il sorriso ai fan del genere. Personalità da vendere, una manciata di brani esaltanti, nei quali la band si permette citazioni nobili in lingua italiana, come in Seven Doors to Hell (tratte dal film “…E Tu Vivrai Nel Terrore! L’Aldilà”, del grande Lucio Fulci), o che vi porteranno in cantina a cercare il vecchio chiodo troppo presto messo a riposo (C.H.U.C.K., Trapped Inside Your Mind, la title-track). Una botta di vita d’antologia quest’album, una fucilata nei bassifondi a chi ha dato per morto uno dei generi DOC del mondo metallico: prima o poi il vecchio thrash torna sempre e chiede il conto, siete avvertiti!

Voto: 8/10

Alberto Centenari - www.iyezine.com