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giovedì 29 maggio 2014

SABATON - Intervista alla Band


Heroes è una altro concept bellico. Ma sono i vostri dischi ad essere concept o siete voi una concept-band?

-Sicuramente noi siamo una concept-band. Non potremmo mai cambiare stile o parlare di qualcos’altro perché i Sabaton nascono proprio per rappresentare quel tipo di storie. Talvolta ci concentriamo su un unico personaggio, come con Carolus Rex. Altre volte, come nel caso di Heroes, su varie storie slegate tra loro ma accomunate da un tema, quello di essere “eroi sconosciuti”.

Ritenete di avere una sorta di “missione narrativa” da compiere?

-No, nessuna missione tranne quella che i Sabaton sono una band che vive in ragione dello scrivere canzoni; e il nostro scopo è quello di scriverne sempre di migliori. Questo è l’aspetto originale del gruppo: la qualità. La cosa più difficile in questo mondo è scrivere canzoni semplici che rimangano in mente per parecchio tempo e la maggior parte delle metal band che sento in giro non hanno questa capacità. Questo è il motivo per cui si avventurano in brani complicati e poi magari dicono di farlo perché sono prog...

Tornando un po’ indietro, qualche anno prima dell'uscita di Carolus Rex era uscito un film russo-svedese intitolato The Sovereign’s Servant ambientato proprio durante la Grande Guerra del Nord. Vi aveva influenzato nell’ideare il concept di Carolus Rex?

-No. Ne avevo sentito parlare ma non l’ho mai visto. In Svezia la leggende di Re Carolus è molto viva e ogni anno ci sono diverse celebrazioni e msotre dedicate a lui, per cui non c’era bisogno di un film russo per ispirarci (ride)...

Essendo il vostro un concpet fisso, quando dovete incidere un nuovo album, avete un programma prefissato o vi lasciate guidare dall’ispirazione del momento? 

-I nostri brani nascono in maniera abbastanza semplice. Però, c’è sempre qualcosa che non ci convince e che va modificato. Abbiamo stipulato una specie di patto tra di noi: inutile stravolgere le cose che ha fatto un altro di noi. Meglio aggiungerci le proprie idee sopra, tutto può essere accettato e inglobato. Ogni riff, spunto o lirica entra sa far parte del nostro mosaico. Non dimenticando, però, mai la nostra matrice classica metal e ciò che vogliamo raccontare con la nostra musica.

Quanto ritenete di essere originali dal punto di vista sonoro?

-Come band, abbiamo sempre avuto uno stile nostro e subito  riconoscibile. Questo era un obiettivo che avevamo sin dall’inizio. La nostra musica è la rappresentazione di scenari bellici, di storie di violenza, coraggio e e conflitto. Tutto sommato, innocua e utile a scaricare le proprie tensioni. Mi capita di ricevere mail di fan che dicono che la nostra musica li scarica della violenza che hanno addosso, la fa sfogare in maniera totale senza arrecare danno a nessuno, il che è la stessa sensazione che provo io quando suono dal vivo. Questa è la ragione principale che mi fa andare avanti.

Maurizio De Paola