ANSA

Mazzarella Press Office

Cerca nel blog

Cadaveria VS Necrodeath

venerdì 4 aprile 2014

PRETTY MAIDS - Louder Than Ever

Frontiers
Affermare che Louder Than Ever sia il migliori disco in assoluto della discografia dei Pretty Maids non è affatto un'esagerazione. Giunto al quattordicesimo album in studio, il gruppo danese ha sempre inciso degli ottimi lavori ed anche Motherland, uscito solo un anno fa, si era dimostrato un album dai contenuti eccelsi. Ma Louder Than Ever è davvero qualcosa di superlativo. Nel loro hard rock dai toni melodici, hanno deciso di irrobustire notevolmente le partiture heavy, tanto che siamo di fronte al lavoro più ruvido e robusto mai inciso dai Prety Maids. La voce di Ronnie Atkins diventa roca, lo si nota nelle più che riuscite Deranged e Psycho Time Bomb, mentre la chitarra diventa pungente e incisiva nella possente Playing God. Se Soul To Take i Pretty Maids tornano sui loro territori tradizionali, assestandosi su toni più lenti, in He Who Never Lived il leone torna a ruggire, supportato da una sezione ritmica aggressive e ben ritmata, oltre che da melodie intense ed ispirate. Virtual Brutal è a dir poco stupefacente, nel suo essere estremo, spiazza con i propri suoni sperimentali ed in questo sono le tastiere di Morten Sandager a fare la differenza. Inutile negare che a recitare un ruolo determinante in Louder Than Ever è nettamente la produzione, moderna e soprattutto attuale. Un aspetto ben rimarcato in Tortured Spirit, dove le chitarre sembrano quelle dei Metallica del Black Album in certi frangenti ed in Nuclear Boomerang, probabilmente il brano con il miglior arrangiamento dell'intero album. Se con With These Eyes torna la poesia, Snakes In Eden e Wake Up To The Real World mantengono sempre elevato il ritmo di un disco esplosivo, che si conclude con un'altra splendida ballata targata Pretty Maids dal titolo A Heart Without a Home dedicata ai cuori più deboli. Un album destinato alla storia. 

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella