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giovedì 17 aprile 2014

AUTOPSY - Tourniquets, Hacksaws and Graves

Peaceville
Un disco per i fan più incalliti. Gli Autopsy non amano il rischio e non amano neanche mettersi eccessivamente in discussione. Hanno una loro ricetta, probabilmente considerata vincente e quindi non si discostano più del dovuto da quelli che sono i loro canoni musicali. Il loro è un classico death metal iper veloce, fatto fatto di riff taglienti, una batteria massacrate, un masso martellante ed assoli che sanno essere tecnici e possenti allo stesso tempo. L'impronta è tipicamente statunitense e per quanto gli Autopsy siano ormai padroni di un proprio stile, sembrano in certi frangenti un mix tra i Death e gli Slayer, con meno tecnica e più brutalità. Andando al sodo, Tourniquets, Hacksaws and Graves è un buon disco, valido da un punto di vista compositivo ed anche pregevole da un punto di vista tecnico, anche se presenta un Eric Cutler in uno stato di forma non ottimale. Nel complesso non ci sono differenze con il precedente The Headless Ritual uscito solo un anno fa, ma entrami si dimostrano comunque un gradino sotto a Macabre Eternal, il disco della reunion uscito nel 2011 che paventava una maggiore freschezza, ma anche una minore monotonia. Tourniquets, Hacksaws and Graves ha quindi il difetto, o il pregio, di essere un album eccessivamente Autopsy, troppo simile a ciò che la band ha fatto e quindi capace di non far intravedere nessuna prospettiva futura. E' quello che la band vuole certamente, ma è anche la strada più semplice da percorrere e questo non è certamente un pregio. 

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella