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venerdì 21 marzo 2014

SOPHYA BACCINI’S ARADIA - Big Red Dragon

Black Widow
Ci si può solo inchinare davanti a quest’opera d’arte… E’ opportuno sottolinearlo subito, così chi non ne conosce l’autrice proseguirà nella lettura di questa modesta recensione. Chi invece conosce quella che è la frontwoman dei Presence (un nome di culto, una delle migliori band in ambito dark-prog, attiva da tanti anni e comunque fin da quando non si sospettava tutta questa baraonda di female vocalist, meditate bene…), sicuramente non può fare a meno di amarne la sua magnifica voce ed attendeva da ben quattro anni il seguito del magnifico Aradia. Supportata da una band prevalentemente al femminile, che mutua il monicker proprio da quell’album, gratificata dalla presenza di ospiti davvero di rilievo che hanno messo al servizio delle composizioni a loro designate tutto il loro talento, coadiuvata alla produzione esecutiva direttamente da massimo Gasperini di Black Widow (che non finiremo mai d’incensare per dar luce a tutti questi capolavori e rivestirli della dignità, leggasi realizzazione, promozione e distribuzione che meritano), la cantante partenopea ha realizzato un’opera complessa e monumentale sull’opera pittorica di William Blake (si faccia attenzione su questo, visto che Blake era anche un letterato). Ogni brano è stato ispirato da un quadro puntualmente riprodotto nel corposo libretto che accompagna il cd e, per darvi una dritta nella comprensione della magnificenza dell’opera di Sophya, possiamo dirvi, senza esitazione alcuna, che sarebbe un sogno vederla rappresentata in teatro a mò di musical nella sua interezza. L’intro William così come la seguente Angel Of The Rivelation mettono in mostra la capacità di Sophya di fondere i suoi studi classici col prog a tinte scure, cosi come lo conoscevamo dalla band madre, i Presence appunto. Satan è graziata da stupende armonie, sovrapposizioni vocali e da un intermezzo strumentale in tipico stile Antonius Rex dove piano e chitarra si rincorrono… Magnifica l’interpretazione a tre (la cantante, Lino Vairetti degli Osanna e suo figlio Irvin) ne La Porta Dell’Inferno, un opera nell’opera. Poi permettetemi di dire che la performance di Steve Sylvester in The Number è magistrale, da lasciare senza parole, per via di un’interpretazione sentita e interiorizzata, poliedrica nell’utilizzo delle vocals e comunque inusuale rispetto a come lo conosciamo. Quello che è capace di combinare Roberto Tiranti (si lui… Labyrinth e New Trolls) su Just potete immaginarlo dato che ben sappiamo quanto grande sia quest’artista. Big Red Dragon è una bella botta di canzone, dura, graffiante e graziata dalla performance di Aurelio Fierro Jr. (Mind Key) che insieme a Sophya ci rimandano alla Trans Siberian Orchestra… Ora, abbiate pazienza, rileggetevi questa recensione e convincetevi che questo disco deve essere vostro!!!          

Voto: 10/10

Salvatore Mazzarella