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giovedì 6 marzo 2014

CYNIC - Kindly Bent to Free Us

Sono questi i Cynic? Si. Sono questi i Cynic di oggi. Un gruppo straordinario nel complesso, ma costantemente in cerca di una propria identità definitiva. Gli esordi thrash si sono trasdotti in un prog death metal che ha fatto la scuola del settore, fungendo da ispirazione ad una moltitudine di band che hanno sempre provato a clonare il combo americano. Dopo un paio di Ep ed una compilation, giunge a circa sei anni di distanza il successore di Traced in Air, impostato su un rock progressivo rigorosamente anni settanta, ma con un suono certamente più pulito ed attuale. Il risultato non è certo negativo. Kindly Bent to Free Us è un disco pregevole e di grandissima qualità, suonato con raffinatezza ed intensità. D'impatto vengono in mente i Pain Of Salvation. La similitudine tra i Cynic di oggi ed i Pain Of Salvation di Remedy Lane è qualcosa a volte di impressionante, se pur con le dovute ed ovvie differenze. L'ispirazione di Kindly Bent to Free Us nasce dal passato, da un rock progressivo d'autore, fatto di momenti intensi ed ispirati, pronti a spaziare tra Yes, Genesis, Gentle Giants e via discorrendo. Kindly Bent to Free Us è un disco complesso, ma leggero, che riesce ad incantare per il proprio spessore tecnico, ma anche per i contenuti poetici. Spiazza certamente i fan della prima ora, che nei Cynic non vedono un prog rock classico, ma un prog metal esclusivamente di matriche death. In senso oggettivo, Kindly Bent to Free Us resta un lavoro da estasi, ma resterà per sempre un disco che non troverà mai unità di consensi per ragioni tutto sommato ovvie. Il dato di fatto però è uno: con Kindly Bent to Free Us vince la musica nel proprio concetto assoluto di significato. E questo può bastare.

Voto: 7,5/10

Maurizio Mazzarella