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sabato 1 marzo 2014

CREMATORY - Antiserum

SPV
Il troppo stroppia ed i Crematory hanno perso il senso dell'equilibrio, quasi snaturando del tutto la loro identità, la loro essenza musicale. Se gli esordi fanno ormai parte di un passato remoto, il presente è un insieme di idee confuse che non ci consente di comprendere quale percorso artistico il combo tedesco abbia voglia di intraprendere. Se dischi come Awake e Act Seven sono stati l'emblema dell'evoluzione musicale targata Crematory, già Believe sottolineò un certa decadenza e dopo un periodo di paura, i seguenti lavori in studio sino ad Infinity non hanno consentito alla band di risollevarsi da una parabola discendente. E anche Anstirerum segue la stessa scia, fatta di un eccesso esagerato di suoni sintetici, di troppe melodie accattivanti e tastiere talmente alte che finisco per surclassare quel minimo di componente heavy rimasta. Tra ruggini e voci pulite, Felix riesce a lasciare la propria impronta, all'interno di composizioni che il più delle volte volgono lo sguardo anche verso sonorità americane. Il disco può essere anche gradevole, ma se pur in equilibrio con le recenti produzioni, allontana ancora la band gradatamente dal profilo metal che ha sempre contraddistinto i Crematory. Antiserium è un disco poco ispirato e troppo studiato a tavolino. Pecca di poca spontaneità e di freschezza. Tecnicamente è impeccabile, la produzione è perfetta, il suono è pulito e moderno, ma risulta sempre un lavoro freddo, nonostante alcuni episodi come Shadowmaker, Irony of Fate e Virus abbiamo un tocco di originalità. 

Voto: 6,5/10

Maurizio Mazzarella