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venerdì 21 marzo 2014

ASIA - Gravitas

Frontiers
Un disco bellissimo e perfetto, ma nel complesso scontato e prevedibile. L'immensità degli Asia è ormai ampiamente nota. Il loro spessore artistico da un punto di vista sia esso artistico o compositivo, è certamente qualcosa che strabiliante che non può passare inosservato. Il problema però è nei contenuti. Gravitas non aggiunge nulla di nuovo rispetto a quanto già scritto da Wetton e compagni in questa avventura. Se poi in questo lavoro non figura più la chitarra di Steve Howe, ma quella di Sam Coulson, pur riconoscendo il valore del nuovo membro del gruppo, viene facile notare la latitanza di una certa dose di qualità dovuta all'estro di un artista che ha fatto la storia non solo degli Asia, ma anche degli Yes. La produzione dell'album è discreta, ma ha un sapore datato e questo nel complesso rende meno appetibile Gravitas, che dovrebbe avere qualcosa in più rispetto ai tempi attuali. Non si discute che questo sia un lavoro di livello notevole, brani come "Valkyrie", la title-track o "The Closer I Get To You", hanno tutte le caratteristiche per divenire classici della band, ma resta il fatto che anche gli Asia con questo album sembrano dare l'impressione di aver già dato, per via di una palpabile assenza di grinta e carisma, aspetti che il più delle volte possono fare la differenza. Probabilmente questo è il disco che ogni fan degli Asia si attende e rischiare a questa età per una band che ha ormai fatto il proprio percorso, non è sempre indicato. E' però vero che quando in un gruppo ci sono elementi del calibro di Geoff Downes, Carl Palmer e John Wetton, è sempre lecito attendersi qualcosa in più e quindi non solo il classico compitino. 

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella