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giovedì 27 febbraio 2014

TRANSATLANTIC - Kaleidoscope

InsideOut
Kaleidoscope è un disco pregevole, il prodotto privo di pecche che è lecito attendersi da musicisti definibile come mostri sacri in ambito del rock progressivo d'autore. Parliamo ovviamente di Pete Trewavas, Neal Morse, Mike Portnoy e Roine Stolt, artisti che non hanno bisogno di presentazione alcuna, giunti ormai al quarto lavoro assieme. Inutile dire che il disco è davvero bellissimo, ci consente di compiere un balzo nel passato, con un appeal moderno, un suono pulito e limpido, ma con dentro un'anima anni settanta. Kaleidoscope racchiude l'essenza di gruppi come Yes, Marillion e Genesis, la trasduce e con una chiara impronta PFM riesce a rendere moderno, anche qualcosa che è chiaramente influenzato dal passato, cercando una sorta di continuità. Tecnicamente siamo di fronte a qualcosa di maestoso, che si dimostra anche particolarmente ispirato. Into the Blue è un'autentica opera d'arte di oltre venticinque minuti di durata, Black as the Sky è un brano che se fosse uscito negli anni settanta, avrebbe lasciato un'impronta indelebile, ma è nella title-track che i Transatlantic mettono a fuoco tutto il proprio talento, improntato su un ingranaggio che funziona in modo pressoché perfetto. Le chitarre sanno donare il giusto colore alla melodia, la sezione ritmica si sposa meravigliosamente con le armonie disegnate, tutto a supporto delle splendide linee vocali. Certamente non c'è nulla di innovativo in un disco dal sapore antico, ma non certo l'evoluzione il nodo principale da sciogliere nell'animo dei Transatlantic. Un disco per nostalgici, ma anche un disco per chi ha bisogno di imparare molto dal mondo della musica.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella