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lunedì 6 gennaio 2014

MOONLIGHT CIRCUS - Intervista alla Band


Risponde Paolo Viani (chitarra): 

Siete appena usciti sul mercato discografico con Madness in Mask potete presentarlo ai nostri lettori?

-Innanzitutto un saluto a tutti i lettori e un grazie per l'interessamento. "MIM" esce a "soli" tredici anni di distanza dal disco di debutto della band ("Outskirts Of Reality" del 2000).  Questo enorme lasso di tempo tra i due lavori è dovuto a molteplici fattori e difficoltà  che la band ha dovuto affrontare: cambi di line up, fallimenti di label discografiche, impegni familiari e lavorativi dei membri della band (nessuno di noi è un musicista professionista). Malgrado ciò i Moonlight Circus hanno continuato ad esistere e a credere nella propria musica e "Madness In Mask" è il frutto di questa lealtà e dedizione alla causa!

Madness in Mask è appunto il titolo del vostro ultimo disco in studio, come lo avete deciso?

-Il titolo è stato suggerito da Max Zhena, il ns. ex cantante, e nasceva dall'unione dei titoli di due brani: "Mountains Of Madness" e "Winter Masquerade". Ci è piaciuto subito il suono e anche il fatto che "La Pazzia in Maschera" rappresenta molto bene quello che spesso è l'animo umano ...... sovente tutti noi possediamo una vena di follia positiva e creativa che purtroppo teniamo nascosta dietro la maschera del conformismo.  Per cui, come suggerisce il buon vecchio Ozzy: "Let The Madness Begin!!"

Quanto tempo è servito per completarlo, tra stesura e registrazione?

-Avevamo già registrato una prima versione di "Madness In Mask", con una tracklist diversa, nel 2005 ma, a causa del fallimento della ns. label di allora, ci siamo ritrovati con un pugno di mosche in mano. Abbiamo riregistrato il disco un paio di anni dopo nello studio di Salvatore, sostituendo alcuni brani con altri di più recente composizione. Il tutto è rimasto congelato fino all'inizio del 2012, quando abbiamo ricevuto l'offerta di Franko Sturm, il quale si è entuasiasticamente reso disponibile alla produzione del disco. Abbiamo allora provveduto a sistemare alcune cose che con il tempo non ci soddisfacevano più,  lavorato sull'artwork e sulla grafica e finalmente nel dicembre del 2013 abbiamo tenuto tra le mani il frutto di tanti anni di lavoro!

Come si è evoluto il vostro sound partendo dagli esordi sino ad arrivare a Madness in Mask?

-Quasi tutti i membri della band hanno pluridecennale esperienza di un certo livello nel panorama metal tricolore (io con i Black Jester, Daniele e Salvatore con gli Helreidh, Gianluca con una miriade di progetti)  e l'amalgama di tutto  questo vissuto è confluito nel suono dei Moonlight Circus. Ovviamente in tutti questi anni siamo cambiati sia come persone che come musicisti e questo ha ulteriormente influenzato il ns. modo di comporre e suonare. Ritengo che, rispetto al passato, ora si presti più attenzione all'arrangiamento ed al suono d'insieme, piuttosto che cercare di stupire l'ascoltatore con "numeri da circo" o individualismi fini a se stessi.

Quali sono le differenze principali tra Madness in Mask ed il precedente disco in studio?

-In "MIM" abbiamo cercato di proporre brani un po' meno dispersivi,  di comporre pezzi con una struttura più "asciutta" ma sempre con un arrangiamento curato, ricco e sinfonico. Ci sono comunque momenti in cui la nostra anima progressive esce allo scoperto ed allora anche il minutaggio ne risente ....... :-)

Quali sono i pregi di questo disco?

-In parte ti ho già risposto. Posso aggiungere che è un disco fatto con sincerità, suonando quello che più ci piace, senza vincoli od imposizioni di sorta. Trovo che sia un lavoro maturo, ma al contempo fresco e scorrevole, suonato e composto da musicisti di esperienza che amano questa musica come ragazzini agli esordi!

Come nasce un vostro pezzo?

-L'iter compositivo è abbastanza canonico. Normalmente si parte da una mia idea già sufficientemente abbozzata sulla quale ognuno di noi arrangia la propria partitura.  Il pezzo subisce le modifiche di rito fino a quando tutta la band è completamente soddisfatta del risultato. A questo punto viene scritto - abitualmente da Daniele - il testo ispirato dal mood e dalle sensazione  che la musica gli ha evocato.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Personalmente il brano che che preferisco è "Gabriel", il pezzo che chiude il disco.  Riassume in sè un po' tutte le sfaccettature del suono della band e pur essendo di durata tutt'altro che esigua, trovo sia scorrevole e coinvolgente con alternanza di momenti metal ed altri progressive/atmosferici.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Tutti noi siamo legati (anche per motivi anagrafici, eccetto Emanuele!) all'Hard-rock ed al metal degli anni '80. Per cui band come Purple, Sabbath, Rush, Rainbow, Malmsteeen, Queensryche e Warlord hanno avuto un'enorme importanza nei nostri anni formativi. Siamo stati altresì influenzati dai giganti del prog rock e anche da gruppi metal prog come Dream Theater e Shadow Gallery.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

-Domanda difficile!! :-)  Il momento non è molto propizio per i gruppi che propongono musica propria, per cui dubito si potrà organizzare un vero e proprio tour. Cercheremo comunque di selezionare le opportunità che ci verranno proposte in modo da portare anche on stage la nostra musica e poter avere un contatto diretto con il pubblico.

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Per quello che ti ho esposto sopra, credo sia altamente improbabile la realizzazione di un live, sia audio che video, ma in tutti questi anni ho visto tutto ed il contrario di tutto   ...... per cui "mai dire mai"!

C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Devo dire che in questo senso sono stato baciato dalla fortuna! Sono da sempre un grandissimo fan dei Warlord, leggendaria band epic-metal americana, autrice negli 80s di capolavori quali "Deliver Us" e "And the Cannons of Descruction have begun".  Ho avuto il privilegio di essere chiamato da William Tsamis per far parte della band live sia nel 2002 (in compagnia di Daniele) che nel 2013, negli unici concerti finora eseguiti dai Warlord.  Dividere il palco con William Tsamis e Mark Zonder è stata l'autentica realizzazione di un sogno!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Grazie a te Maurizio per la chiacchierata ed un grazie ai lettori per l'attenzione. Date una possibilità a "Madness In Mask"....... magari non ci troverete nulla di rivoluzionario o epocale, ma mi sento di garantire un disco fatto con il cuore, con competenza e di cui non vi annoierete dopo pochi ascolti!

Maurizio Mazzarella