Mazzarella Press Office

EMP 1

martedì 28 gennaio 2014

ALDO TAGLIAPIETRA - L’Angelo Rinchiuso

Clamore
Con buona pace di tutti i romantici sognatori il nuovo album solista di Aldo Tagliapietra, a poca distanza dal bellissimo Nella Pietra E Nel Vento, rimarca ancora una volta la sua separazione dalle Orme. Certo non sappiamo cosa ci riserva il futuro e la storia del rock c’ha insegnato che a divorzi cruenti possono anche seguire inaspettate riappacificazioni ma, intanto, abbiamo la certezza che la vena dell’artista veneziano è sempre prolifica di fluido vitale. Questo L’Angelo Rinchiuso è, se possibile, ancor più bello ed entusiasmante del pur riuscitissimo precedente album. Forse incentivato dall’entusiasmo che mai abbandona i veri amanti del progressive, forse stimolato dall’affiatamento con i ragazzi della sua band (che poi da soli sono i Former Life), forse ispirato dalle recenti e frequenti esibizioni live col vecchio compagno di band, Toni Pagliuca, Alto Tagliapietra ha deciso di rinverdire i fasti di quel capolavoro che risponde al nome di Felona e Sorona, cui il presente lavoro ne prende le mosse con umiltà e rispetto, lungi dal plagiarlo anzi celebrandone i suoi quarant’anni di gloria e successo. Un concept introspettivo che si dipana lungo una durata di circa quaranta minuti, come accadeva nei seventies, dove nessun passaggio strumentale, cosi come ogni parte cantata, sono lasciati al caso, sfociando quindi in quello che è un album davvero avvincente, che manderà in brodo di giuggiole i nostalgici progsters ma allo stesso tempo potrebbe essere indicato ai posteri come esempio di equilibrio tra complessità, virtuosismo, fruibilità e godibilità. Il sodalizio musicale con Matteo Ballarin, Andrea De Nardi e Manuel Smaniotto funziona davvero alla grande ed è stupefacente il modo in cui questi ragazzi hanno abbracciato l’arte di Aldo Tagliapietra e come si sono inseriti nelle sue trame con efficace discrezione. Un esempio lampante ne sono i vorticosi arrangiamenti sempre tesi ad esaltare il risultato d’insieme, anche in fase di assolo. Come sempre suggestivo l’artwork dello storico Paul Whitehead (Orme, Genesis, Van Der Graaf Generator) per un disco da avere, senza esitazione alcuna !!!      

Voto: 9/10

Salvatore Mazzarella