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martedì 3 dicembre 2013

JAMES LABRIE - Impermanent Resonance

InsideOut
Impermanent Resonance è un disco coraggioso, che vede James LaBrie improvvisarsi in qualcosa di differente rispetto a ciò che fa di solito con i Dream Theater, facendolo in modo a dir poco eccellente ed efficace. Lo stile è da un certo punto di vista improvvisato, dall'altro molto moderno e futurista, con una melodia accattivante, che rende l'album appetibile anche da un punto di vista commerciale. LaBrie prova vocalizzi duri, quasi alla Nevermore, sin dall'opener Agony, proseguendo in modo più rude con Undertow, il brano che più rappresenta Impermanent Resonance, un album che per certi versi evolve quanto i Dream Theather hanno già fatto in Train Of Though, forse il lavoro più heavy della loro intera discografia. Il prego di LaBrie è quello di rischiare, di aprovare a fare della musica personale con il supporto di suoni campionato e tastiere a volte spaziale. Anche le chitarre sembrano adeguarsi, non puntando sulla tecnica, bensì sulla pontenza. La duttilità della voce del buon James, è poi la ricetta vincente di Impermanent Resonance, che in brani come Slight of Hand alterna la compattezza alla versatilità, riuscendo a colpire anche per i suoi pregevoli ritornelli. Impermanent Resonance è un disco metal, ma non progressive, con un sound tipicamente americano, ma non certamente ruffiano. In tutto questo, c'è il supporto di una produzione eccelsa che fa la differenza e che rende l'album una perla musicale. Davvero bello!

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella