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lunedì 4 novembre 2013

SEPULTURA - The Mediator Between Head and Hands Must Be the Heart

Nuclear Blast
Se guardate ai Sepultura di oggi come a quella band che ha inciso dei capolavori come Arise e Chaos A.D. vi sbagliate di grosso. Quella era una grande band che ha cessato di esistere con l'addio di Max Cavalera. Dopo è iniziata un'altra epoca e ha preso il via la carriera di un altro gruppo. Che poi il nome sia rimasto il medesimo poco importa, perché sono i contenuti che fanno la differenza. Avvicinarsi a questi Sepultura con dei preconcetti sarebbe un errore, perché ogni singola nota emessa deve essere valutata ed analizzata con la giusta obiettività, facendo un onesto confronto non con i Sepultura delle origini, ma con quelli della seconda epoca. Cambiando la posizione degli addendi però il risultato non cambia. The Mediator Between Head and Hands Must Be the Heart è un lavoro dai contenuti mediocri, che non omaggia in modo decente neanche i dischi che lo hanno preceduto. Già un titolo così lungo non è di buona presentazione. Non resterà mai nella mente nessuno e non solo per la sua intestazione. Dentro c'è un insieme di idee confuse, che non ci consentono di comprere quale sia la reale via intrapresa da Andreas Kisser e compagni, se quella più complessa di Dante XXI, oppure quella più cruda di Kairos. I Sepultura provano ad essere cattivi e brutali, puntando solo sulla loro matrice groove ed hardcore, nulla di più. In mezzo ci sono degli assoli di Andreas Kisser che rinuncia alla tecnica per suonare in modo aggressivo. Ed anche il suono non è appropriato. Troppa ruvidità in un insieme già rozzo naturalemente. Difficile comprendere che seguito avrà un disco così deludente.

Voto: 4/10

Maurizio Mazzarella