Mazzarella Press Office

EMP 1

mercoledì 27 novembre 2013

PLACE VENDOME - Thunder In The Distance

Frontiers
Il progetto Place Vendome è nato nel 2005 come una sorta di gioco che vedeva l'ex voce degli Hellowen Michael Kiske al centro di tutto. Una sorta di super band di rock melodico impostata sui componimenti di David Readman e Dennis Ward, nonché l'estro di musicisti come Günter Werno e Uwe Reitenauer (chitarra). Se il primo disco è stato un successo, il secondo capitolo Streets of fire ha riscosso ulteriori consensi. Ovvio quindi attendersi un terzo album capace di non tradire le attese. Ed in effetti è così, Thunder In The Distance si presenta come un buon disco, meno dirompente ed ispirato rispetto al predecessore, ma comunque di discreta qualità. Diciamo che è palesemente studiato a tavolino e di conseguenza c'è meno propensio al rischio, anche se c'è uno sguardo nitido rivolto a sonorità più moderne ed attuali, come nel caso di Lost In Paradise e Fragile Ground, dove emerge il buon lavoro delle tastiere, che rendono il brano più fruibile ed spaziale in un certo senso. Se Talk To Me e Power Of Music riescono a graffiare anche per via di una buona sintonia tra le chitarre e la sezione ritmica, pezzi come It Can't Rain Forever rappresentano la classica vena poetica che da sempre rendono appetibile il rock melodico, in una sorta di classico stile anni ottanta, che nel complesso non risulta mai superato e nel quale Kiske si confronta discretamente a cospetto delle sue avventure metal con gli Unisonic e gli Helloween stessi. C'è una strizzata d'occhio a suoni più commerciali, come se si volesse puntare a scalare le classifiche, vedi Hold Your Love, ma bisognerebbe comprendere come una canzone di questo possa avere un impatto così forte da ambire ad un successo planetario nonostante l'indubbia qualità. Menzione d'onore spetta al brano Maybe Tomorrow, composto dal duo dei Labyrinth Cantarelli-Tiranti che a conti fatti risulta uno dei momenti di maggiore spessore del disco e che nonostante la pregevole prestazione di Kiske, con il buon Roberto Tiranti dietro al microfono avrebbe certamente una resa superiore. Ottima la produzione, ottimo un disco palpabilmente prevedibile e scontato per un progetto che dovrebbe iniziare ad ambire a qualcosa di più visto lo spessore degli artisti coinvolti.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella