Mazzarella Press Office

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venerdì 1 novembre 2013

HEAVY BONE: La Storia del Rock


"Se come dice qualche spocchioso critico musicale “il rock è morto”, noi non ci avvicineremmo troppo al suo cadavere. Del resto, in questo tempo in cui le cronache ci assalgono con notizie di uomini che divorano altri uomini in preda a terribili e misteriosi virus e nei cinema esce un film al giorno dedicato ai morti viventi, ritrovarsi con uno zombie che ci racconta la storia del genere che ha fatto da colonna sonora a uno dei secoli più pazzi e sanguinari della storia, sembra quasi inevitabile. Heavy Bone, il sicario delle star della musica inviato dall'inferno,  ci introduce con il suo consueto umorismo da pazzo maniaco in una gallery allucinante dove cantanti tossici innamorati della propria madre, chitarristi depravati e band somiglianti più a organizzazioni criminali che a gruppi rock dominano le classifiche, stravolgono i costumi e pagano un prezzo altissimo. A ben guardare sembra come se dietro a quei dischi, quei meravigliosi concerti, quelle canzoni stregate, vi sia sempre stato e continui a esserci lo zampino di un “signore oscuro”, realizzatore dei sogni di qualche ragazzino violento o sballato che poi costringe a versare un risarcimento fatto di sangue e sofferenza.Questa versione “sui generis” della storia del rock è utile proprio a metterne il luce gli aspetti paradossali, sinistri e violenti: suicidi, tossicodipendenze, follia... dai Beatles agli Who, dai Toto a Jerry Lee Lewis, nessuno di questi paladini dell'anticonformismo si salva davvero. Non crediate però si tratti del solito cumulo di immondizia sensazionalistica, il libro di Rizzi infatti è uno strepitoso affresco che visivamente ci sbatte in faccia quanta sensualità e passione quei corpi siano stati in grado di sprigionare sul palco e soprattutto la fragilità dietro i loro sorrisi, la malinconia e il fondo di ineluttabile dannazione negli occhi di Jim Morrison, Hendrix e tanti altri geni che hanno definito per sempre le coordinate del genere.
Per quanto riguarda i contenuti si parla molto anche di musica vera. La cernita, inevitabile, non era la cosa più semplice e di sicuro qualcuno denuncerà la mancanza di nomi significativi . In linea generale sembra che i protagonisti davvero grandi e rappresentativi ci siano tutti però, mescolati ad altri meno famosi per il pubblico italiano ma di certo interessanti (vedi Todd Rundgren) e altri ancora che per molti “espertoni” non sarebbero neanche così fondamentali ma che Rizzi ha voluto invitare al sabba zombesco del suo Mr. Bone, suggerendone la definitiva rivalutazione (Canned Heat, Grand Funk). Di sicuro questa è anche la versione dei fatti più allucinata, morbosa, oscura e lasciva che possiate trovare sul rock. Come succosa ciliegina in grado di rendere ancora più imprescindibile l'acquisto di questo volume, c'è una breve e divertente avventura di Mr. Bone, messa a fare da intro invogliante in cui risaltano per l'ennesima volta l'odio che lo zombie nutre per il preconfezionamento discografico e per i gruppi pseudo-rock. Per chi non conosce le gesta dello zombie sarà un piccolo assaggio invogliante che magari porterà ad approfondire con lo strepitoso volume “Diabolus In Musica” e il libro complementare sulla “Storia del Metal”. Del resto se vorrete le schede di band come Black Sabbath, Led Zeppelin, Nirvana, Metallica, sarà inevitabile. Non le troverete in questo sul rock e quindi risparmiatevi lagnanze sulla loro assenza ma mettete mano al portafogli e procuratevi anche l'altro tomo. In confronto alla Storia del metal, va segnalato che stavolta Rizzi ha voluto concentrarsi sui disegni e lasciare i testi a qualcun altro. Bisogna riconoscergli il coraggio della scelta perché il folle Ceccamea (autore internettaro dal sarcasmo compulsivo e ossessionato dai serial killer, il porno spinto e le monografie discografiche, nonché collaboratore della rivista “Classix Metal”) si dimostra decisamente all'altezza, sciorinando fatti e impressioni condite di ironia e gusto perverso, mostrando competenza e coraggio.

Del resto, una versione dei fatti sul rock così oscena e truce può  avere il ragguardevole merito di avvicinare tanti ragazzini che adesso si spiattellano le orecchie con i gruppi brutal-grind o ancora peggio con le indie band inglesi da quattro soldi. E questo proprio grazie a Heavy Bone. Il personaggio di Rizzi infatti è l'elemento decisivo che rende originale la proposta. Diventato ormai un'icona del pubblico rock/metal italiano, con la sua carica oltraggiosa tipica di un fumetto horror rock, potrebbe avere il merito di avvicinare una nuova generazione di appassionati alla musica che conta davvero Concludiamo complimentandoci con la NPE che dimostra di credere sempre di più nel diabolico Mr. Bone, tanto da presentarci un pregiato volume cartonato, rilegato con cura ed elegante che farà la gioia dei collezionisti e delle appassionati di rock e del fumetto in genere.

Tommaso Guerriero