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domenica 27 ottobre 2013

MOTORHEAD - Aftershock

UDR Music
A tre anni dal discreto The Wörld Is Yours, i Motorhead tornano con un nuovo lavoro in studio mostrando uno stato di forma a dir poco eccellente, nonostante i problemi di salute che hanno attanagliato il buon Lemmy negli ultimi tempi. Aftershock è una fortissima dose di dinamite pure, con una band che pigia forte sull'acceleratore, senza fermarsi mai un istante. Già l'opener Heartbreaker è un vero e proprio pugno nello stomaco, un rullo compressore che risalta l'abilità dietro le pelli di un Mikkey Dee a dir poco mostruoso, successivamente a seguire Coup de Grace ammalia grazie alla sua velocità e ad un Phil Campbell iper tecnico. Lost Woman Blues mostra quei Motorhead che non ti aspetti, intensi ed ispirati, improntati su un blues a volte malinconico, altre roccioso. E che dire di End Of Time, un pezzo tra i più tradizionali del lotto, una sorta di Ace Of Spades del nuovo millennio, con un Lemmy graffiante e ruggente. Il disco poi scorre via in modo fluido, assestandosi sul normale stile dei Motorhead, duro e frizzante, ma anche crudo e coinvolgente. E' una macchina che cammina, un ingranaggio che gira, un rumore che ruggisce il trio dei Motorhead, ormai sempre più affiatato sia in studio che sul palco. La musica è sempre di qualità e non è un'eresia affermare che Aftershock sia uno dei migliori album composti da questo trittico. Dopo Inferno che nel 2004 sorprese un po' tutti per il suo notevole spessore, questo lavoro si piazza un gradino sotto e questo conferma la qualità di un lavoro destinato a raccogliere un buon numero di consensi. A rimarcare il valore del disco, ci pensa anche la produzione, moderna ed appropriata ai contenuti di Aftershock, che resta un lavoro tradizionale che non da alcuno spazio all'innovazione, una componente che ai Motorhead non viene certamente richiesta. 

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella