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mercoledì 2 ottobre 2013

IL CERCHIO D’ORO - Dedalo E Icaro

Black Widow
Immaginate di essere dei giovani rockers ventenni collocati temporalmente nella prima metà dei seventies. Fate un parallelo con quello che è il metal oggi e pensate che allora come ora c’erano gruppi da copertina, gruppi più underground e anche quei gruppi davvero validi, ma sfortunati, che hanno raccolto meno di quanto seminato. I savonesi Il Cerchio D’Oro trent’anni fa subirono quest’onta e chi allora li seguiva con dedizione, così come gli stessi componenti, mai avrebbero pensato a questo  ritorno, una sorta di seconda opportunità, concessa grazie alla benemerita Black Widow… Il destino a volte si diverte, certo non saranno grandi numeri, ma mentre in gioventù i nostri rilasciarono una manciata di singoli, oggi sono già al secondo album post reunion dopo Il Viaggio di Colombo, rilasciato nel 2008. Dedalo E Icaro è un concept come nella miglior tradizione prog, dove il racconto della mitologia dei due noti protagonisti è l’occasione per dar vita ad un tour de force musicale degno dei tempi migliori in cui, seppur la matrice artistica affonda le sue radici nel passato, il risultato finale rimane sempre al passo con i tempi ed esalta le capacità del combo ligure. Per i progsters più navigati possiamo dire che troveranno pane per i loro denti… Per i più giovani è utile fornire qualche spunto di riflessione indicando l’opener Il Mio Nome E’ Dedalo, con un sinth tipico della ben più blasonata PFM, la presenza di pezzi strumentali a base di progressioni ritmiche complesse ed assoli vorticosi (Il Labirinto) e composizioni dolci, drammatiche come Ora Che Son Qui. Ospiti di lusso sono Giorgio Piazza, primo bassista della PFM ed Ettore Vigo e Martin Grice direttamente dai mitici Delirium. Suggestivo poi l’artwork di un disco tutto da gustare… 

Voto: 8,5/10

Salvatore Mazzarella