Mazzarella Press Office

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mercoledì 30 ottobre 2013

Folk Metal - Dalle origini al Ragnarök

Folk Metal – Dalle origini al Ragnarök è un viaggio tra antiche tradizioni e chitarre distorte, tra storie narrate attorno al fuoco e dispettosi troll che infastidiscono i contadini, tra gesta eroiche di guerrieri impavidi e dolci melodie di violino e tin whistle.

Tutto (o quasi) quello che avreste voluto sapere sul folk/pagan/viking ma non avete mai osato chiedere. I gruppi più rappresentativi e importanti, l’underground che conta, curiosità a non finire tra interviste, biografie e tanta passione per questa musica.

Il Folk Metal internazionale e la sua emanazione italiana con Furor Gallico, Draugr, Vinterblot, i bergamaschi Folkstone in prima linea e molti altri… praticamente tutti!

Ogni paese, terra, nazione, ha qualcosa da raccontare: e voi, corni alla mano, siete pronti ad ascoltare?

Fabrizio Giosuè, nato nell’Urbe un gran numero di lustri orsono, si perse una notte d’inverno in uno dei boschi che non di rado gli apparivano in sogno e, mai più fatto ritorno, visse per lunghi anni a seguito di un giovane leprecauno della foresta. Questi, pur di natura solitaria, giunse a prenderlo in simpatia sino a dischiudergli i segreti dell’ars musicandi e a lui più volte fece dono delle note del suo antico violino incantato. In seguito, rapito in occasione di un’invisibile ridda fatata, trascorse considerevole parte della sua vita a danzare in tondo dimenandosi sfrenatamente sino a spellare - fuor di rimedio! - le robuste piante dei suoi ben piazzati piedoni pelosi. Imbattutosi poi in un troll, ebbe spesso a picchiare tamburi nel corso dei più truci tra i banchetti tenuti, secondo la tradizione, da tali temibili creature dell’ombra. Fonti di scarso valore narrano inoltre di un Giosuè crociato, altre di un semplice saltimbanco. Ma l’unica verità che in fondo è possibile esporre sul suo conto è che una mattina, all'indomani di un idromele di troppo, si svegliò talmente ispirato da iniziare a scrivere il volume che ora avete tra le mani. Sic est, folk on!