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lunedì 28 ottobre 2013

DREAM THEATER - Dream Theater

Roadrunner Records
Il nome Dream Theater è da sempre sinonimo di perfezione. La band è consapevole di ciò e per questo ha deciso di intitolare la propria ultima fatica facendo una sorta di tributo a se stessa. Scelta giusta ed in un certo senso anche propizia, che rimarca e solidifica l'ingresso in formazione di Mike Mangini alla batteria, con buona pace di chi lo ha preceduto e che forse ora si morde le mani, senza riuscire a comprendere dove deve finire a fare l'uovo. Andando al sodo, Dream Theater è un album bellissimo, assolutamente non piatto come accaduto in altre circostanze, va votato non solo al tecnicismo come è da logica pensare, ma anche all'intensità ed all'ispirazione. Di conseguenza, Dream Theater è in assoluto uno degli album più coinvolgenti composti dalla band americana nell'ultimo lotto. Pur non riuscendo ad eguagliare l'immensità di Images And Words, che resterà inarrivabile nel tempo, Dream Theater riesce ad ammaliare grazie al suo ritmo, a melodie accattivanti e ritornelli fruibili, che riescono subito a colpire, confermando l'ottimo impatto dell'album, che risulta immediato. C'è da rimarcare una prova eccellente da parte di James Labrie, che diventa protagonista in più frangenti. The Looking Glass è uno degli episodi che più riassume la qualità notevole del disco, spaziando tra momenti d'alta scuola, con un Petrucci in forma smagliante ed altri ipnotizzanti che ricordano Awake. La lezione di Falling Into Infinity in un certo senso è servita, perché senza doversi perdere in album prettamente didattici, i Dream Theater riescono a colpire anche con le parole oltre che con le note. E' un disco che va di scherma e di fioretto, che sa essere morbido e duro allo stesso tempo, come fu a suo tempo Train of Thought, il disco più heavy mai inciso dalla band, che stupì non poco gli addetti ai lavori. Inutile dire che è poi nei momenti strumentali che i Dream Theater riescono a dare il meglio di se, vedi Enigma Machine, capace di esaltare i tasti di un immenso Jordan Rudess. La produzione è eccelsa, tutto è curato alla perfezione, il suono è moderno ed attuale. Dream Theater ha il sapore di un album ben riuscito e di essere il migliore dai tempi di Systematic Chaos. Grande disco: da avere!

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella